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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26870/2022 del 12/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso impugnava la sentenza d'appello (20/01/2020) che aveva confermato la condanna per estorsione continuata riducendo la pena principale. Venivano proposti tre motivi: 1) mancata e insufficiente motivazione rispetto alla richiesta di declaratoria di inutilizzabilita' di alcune prove testimoniali e, in subordine, mancata rinnovazione dell'istruttoria con esame di testi; 2) vizio motivazionale e violazione di legge per travisamento dei fatti e errata valutazione dell'attendibilita' delle parti civili e di testimoni (in particolare su contraddizioni nelle deposizioni, sul ruolo di Agostino Palmeri e sulla presunta crisi aziendale); 3) violazione di legge in ordine alla mancata sostituzione delle pene accessorie (interdizione perpetua dai pubblici uffici e interdizione legale) con pene temporanee alla luce della riduzione della pena principale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso solo con riguardo al terzo motivo relativo alle pene accessorie: ha annullato senza rinvio la parte della sentenza impugnata che aveva applicato l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e l'interdizione legale, sostituendo l'interdizione perpetua con l'interdizione temporanea di anni cinque e eliminando l'interdizione legale. Quanto al resto, il ricorso e' stato dichiarato inammissibile o manifestamente infondato: la Cassazione ha ritenuto infondati i rilievi sulla inutilizzabilita' delle prove testimoniali e sul presunto travisamento dei fatti, confermando la valutazione di merito sulla responsabilita' basata sul complesso delle deposizioni (anche tenendo conto del tempo trascorso) e richiamando i limiti del sindacato di legittimita' sulla valutazione delle prove e sulla credibilita' dei testi.

Norme richiamate

  • art. 29 c.p. (codice penale)

    La Corte ha richiamato il principio per cui, in caso di variazione della pena principale, occorre adeguare le pene accessorie; pertanto, avendo la Corte di appello ridotto la pena detentiva, l'interdizione perpetua doveva essere sostituita con interdizione temporanea di anni cinque.

  • art. 192 c.p.p. (codice di procedura penale)

    Richiamata in relazione alla valutazione delle dichiarazioni testimoniali: la norma distingue il dichiarante coinvolto e la necessita' di riscontri esterni; la Corte ha ribadito che la valutazione della credibilita' e' questione di fatto di competenza del giudice di merito e non sindacabile in Cassazione salvo manifeste contraddizioni.

  • art. 198 c.p.p. comma 2 (codice di procedura penale)

    Citato per ricordare che il testimone non puo' essere obbligato a deporre su fatti da cui potrebbe emergere la sua responsabilita' penale; la Corte ha attenuato rilievi critici sulla reticenza di un teste (Palmeri).

  • art. 165-bis disp. att. c.p.p. (disposizioni di attuazione)

    La Corte ha richiamato le regole sulla formazione, a cura della cancelleria, di un fascicolo separato contenente gli atti specificamente indicati dal ricorrente ai fini della cassazione e ha ribadito l'obbligo per il ricorrente di indicare puntualmente gli atti da inserire, in applicazione del principio di autosufficienza del ricorso.

  • art. 629 c.p. / riferimento normativo utilizzato

    Nel ricorso era richiamata la violazione di legge a fronte di presunte inosservanze procedurali; la Cassazione ha tuttavia precisato i limiti del controllo di legittimita' (divieto di rinnovare la valutazione probatoria in sede di cassazione).

Massime di principio

  • In Cassazione la valutazione della credibilita' dei testimoni e il rapporto tra prova e decisione sono, di regola, questioni di fatto: possono essere sindacate solo se la motivazione e' mancante, contraddittoria o manifesta­mente illogica; semplici divergenze di ricostruzione non bastano.
  • Per contestare in cassazione un "travisamento della prova" e' necessario indicare con chiarezza gli atti ritenuti travisati e allegarli o chiederne l'inserimento nel fascicolo separato: senza cio', il vizio non e' provato.
  • Il giudice d'appello non e' obbligato a rispondere puntualmente a tutte le deduzioni difensive quando esiste una "doppia conforme" (Tribunale e Corte d'appello concordi); e' sufficiente una motivazione logica e globale che mostri di aver considerato i fatti decisivi.
  • La richiesta di rinnovazione dell'istruttoria in appello deve essere espressamente valutata: il rigetto puo' essere anche implicito se la Corte espone elementi che dimostrano l'esistenza di elementi probatori sufficienti; l'obbligo di motivazione espressa sussiste principalmente in caso di accoglimento.
  • In caso di riduzione della pena principale, le pene accessorie devono essere adeguate conformemente all'art. 29 c.p.; la mancata sostituzione puo' determinare annullamento limitato alle pene accessorie.
  • Chi impugna in cassazione deve rispettare il principio di autosufficienza del ricorso: se si allegano censure su atti/processi, occorre indicare e far inserire in fascicolo gli atti specifici che si assume siano travisati o decisivi.

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