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Sentenza

Sentenza n. 4798/2026 - Roma, Sezione 4B

per l'annullamento - del provvedimento del Ministero dell'Istruzione - Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione - Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, prot. n. 56018 del 16/10/2025, di rigetto della domanda della ricorrente acquisita al protocollo con n. 27080 in data 17/10/2022, volta al riconoscimento in Italia del titolo di studio di specializzazione conseguito all'Estero (Romania) ai fini dell'insegnamento su posti di sostegno nella scuola secondaria di II grado (ADSS); - di ogni altro atto presupposto conseguente o comunque connesso, ivi compreso ove occorra il parere sfavorevole reso dal MUR, trasmesso con nota DGINTCO n. 12486 del 20/8/2024 ed acquisito dalla Direzione Generale degli Ordinamenti scolastici prot. n. DGOSV n. 35917 del 20/8/2024.

Giustizia amministrativa202513830

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del riconoscimento in Italia di un titolo estero di specializzazione conseguito in Romania ai fini dell'insegnamento su posti di sostegno nella scuola secondaria di secondo grado, nonché gli atti connessi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministeri)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento ministeriale di rigetto della domanda di riconoscimento in Italia del titolo estero di specializzazione conseguito in Romania per l'insegnamento su posti di sostegno nella scuola secondaria di secondo grado, contestando altresì, ove occorrente, il parere sfavorevole del Ministero dell'Università e della Ricerca. Nel corso del giudizio l'Amministrazione ha depositato l'atto con cui la ricorrente ha rinunciato all'istanza di riconoscimento, originariamente presentata anche in funzione della partecipazione ai percorsi INDIRE previsti dal decreto interministeriale n. 77/2025.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., ritenendo che la rinuncia all'istanza amministrativa di riconoscimento abbia fatto venir meno l'interesse concreto e attuale della ricorrente alla decisione sull'impugnazione del diniego. Il giudice ha richiamato un precedente del Consiglio di Stato relativo a un caso analogo, secondo cui la rinuncia all'istanza comporta il sopravvenuto difetto di interesse e l'annullamento senza rinvio della decisione impugnata. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il ricorso è improcedibile quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione; la rinuncia all'istanza amministrativa oggetto del giudizio elimina l'interesse concreto e attuale alla pronuncia sull'impugnazione del diniego.

  • decreto interministeriale n. 77/2025

    È richiamato quale atto disciplinante i percorsi INDIRE ai quali la ricorrente intendeva partecipare, senza ulteriore interpretazione decisiva nella sentenza.

Massime di principio

  • La rinuncia dell'interessato all'istanza amministrativa cui si riferisce il provvedimento impugnato determina il sopravvenuto difetto di interesse concreto e attuale alla decisione sul ricorso contro il diniego dell'istanza stessa.
  • Quando, nel corso del giudizio, viene meno l'interesse concreto e attuale alla decisione per effetto della rinuncia all'istanza amministrativa, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse non comporta una decisione sulla legittimità sostanziale del diniego impugnato.

Come è indicizzato

MaterieRiconoscimento dei titoli di studioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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