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Sentenza

Sentenza del 18/02/2016 n. 864 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Finanza locale - IMU - ICI - Accertamento - Provvedimenti comunali - Determinazione aree fabbricabili - Indice di valore del bene - Rileva - Determinazione ICI - Utilizzabilità - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

È stato affermato che i provvedimenti comunali costituiscono presunzioni idonee a fungere da indice di valutazione del valore venale dell'area e da supporto razionale per l'attività dell'Amministrazione. Pertanto, essi sono utilizzabili anche per la determinazione dell'ICI, pur costituendo elementi presuntivi e non necessariamente una prova assoluta o vincolante del valore imponibile.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda l'utilizzabilità, nell'ambito dell'accertamento ICI, dei provvedimenti comunali adottati ai sensi dell'art. 59, comma 1, lett. g), del d.lgs. 446/1997, con i quali il Comune determina valori o criteri riferiti alle aree fabbricabili. Il punto centrale è stabilire se tali provvedimenti possano essere utilizzati per individuare o stimare il valore venale del bene ai fini dell'imposta.

Norme richiamate

  • Art. 59, comma 1, lettera g), d.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446

    I provvedimenti comunali adottati in materia di determinazione dei valori delle aree fabbricabili possono essere utilizzati come elementi presuntivi e criteri di riferimento per stimare il valore venale ai fini dell'accertamento ICI.

  • Cassazione n. 5068/2015

    La pronuncia è richiamata quale precedente conforme alla validità dei provvedimenti comunali come indici presuntivi del valore venale delle aree edificabili.

Massime di principio

  • I valori determinati dal Comune per le aree fabbricabili possono essere utilizzati dall'Amministrazione come parametro presuntivo nell'accertamento ICI, anche se non sostituiscono automaticamente la valutazione concreta del singolo immobile.
  • Il contribuente può contestare l'accertamento dimostrando che il valore effettivo dell'area è inferiore a quello risultante dai parametri comunali, ad esempio per caratteristiche urbanistiche, vincoli, stato dei luoghi o concreta edificabilità.
  • Il provvedimento comunale costituisce un supporto razionale all'accertamento, ma l'Amministrazione deve comunque motivare adeguatamente la pretesa tributaria e considerare gli elementi specifici dell'area.
  • In situazioni analoghe, l'utilizzo dei valori deliberati dal Comune è generalmente legittimo come presunzione, mentre la loro applicazione automatica e insuperabile al singolo caso può essere contestata.

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