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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 850/2022 del 13/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato l'ordinanza della Corte d'appello di Roma che aveva riconosciuto la riparazione per ingiusta detenzione a favore di Manlio Denaro, denunciando vizio di motivazione manifestamente illogico e travisamento della prova. L'impugnazione si è concentrata soprattutto sulla telefonata del 11 giugno 2014 tra Denaro e Egidio Giuliani, ritenuta dal P.G. 'sospetta' e interpretata dalla Corte di assise di appello come collegata al progetto di sequestro/omicidio. Il P.G. ha sostenuto che le giustificazioni rese da Denaro (interesse per la salute di un amico e organizzazione di una visita medica / possibile evasione) erano non credibili, che la Corte di appello aveva fatto leva erroneamente sull'assoluzione anziché sul quadro indiziario esistente al momento della custodia cautelare e che mancava la valutazione della concausalità tra i comportamenti extraprocessuali e la misura restrittiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore Generale ritenendo che l'ordinanza impugnata sia immune dai vizi denunciati. I giudici hanno ritenuto che il P.G. abbia proposto una lettura alternativa delle stesse emergenze probatorie senza dimostrare un travisamento della prova manifesto e incontestabile. È stato richiamato il principio secondo cui il travisamento della prova è deducibile in Cassazione solo se emerge una palese discordanza tra il risultato probatorio reale e quello assunto dal giudice di merito, e che non è consentito dedurre travisamento del fatto. La Corte ha inoltre condiviso la valutazione che, per escludere la riparazione, occorra dimostrare una concausalità tra i comportamenti del richiedente e la misura restrittiva; semplici frequentazioni ambigue o elementi interpretativi non sono di per sé ostativi, salvo adeguata motivazione. Di conseguenza è stato mantenuto il riconoscimento della somma liquidata in favore di Denaro dall'ordinanza impugnata.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.

    Richiamato il divieto per la Corte di cassazione di sostituire la propria valutazione nel merito e la distinzione tra travisamento del fatto (non sindacabile) e travisamento della prova (ammissibile solo se palese e incontestabile).

  • art. 611 c.p.p.

    Riferimento procedurale alla requisitoria scritta del Procuratore Generale depositata ai sensi di tale norma; utilizzata per formalizzare la richiesta di annullamento con rinvio.

Massime di principio

  • Per ottenere la riparazione per ingiusta detenzione occorre l'assoluzione e che non risulti che il richiedente abbia in modo oggettivamente concausale dato causa alla misura restrittiva con comportamenti propri.
  • Frequentazioni ambigue o contatti con soggetti poi riconosciuti colpevoli non bastano automaticamente a escludere la riparazione: il giudice deve motivare l'idoneità oggettiva di tali contatti a costituire indizi di complicità e il nesso di concausalità con la custodia cautelare.
  • In sede di Cassazione non è sufficiente prospettare una diversa interpretazione delle prove; deve emergere un travisamento della prova palese, non opinabile, ossia una discordanza incontestabile tra il risultato probatorio reale e quello assunto dal giudice di merito.
  • L'assoluzione costituisce il presupposto necessario per la riparazione, ma il giudice della riparazione valuta anche gli elementi extraprocessuali e processuali che possano rendere il richiedente causa della detenzione; la valutazione spetta al merito e richiede motivazione adeguata.
  • Le giustificazioni difensive rese dall'imputato (es. spiegazioni su telefonate criptiche o uso di cabine) restano oggetto di valutazione del giudice del merito; la loro apparente implausibilità non è automaticamente sufficiente a configurare colpa grave ai fini dell'esclusione della riparazione.

Testo integrale

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