Sentenza n. 12267/2026 - Roma, Sezione 3T
per l'ottemperanza al Ministero dell'Istruzione e del merito - Direzione Regionale - Ufficio VII Ambito Territoriale per la Provincia di Frosinone, in persona del legale rappresentante p.t., della sentenza suddetta, prescrivendo le relative modalità, anche mediante la determinazione del contenuto del provvedimento amministrativo o l'emanazione dello stesso in luogo dell'amministrazione disponendo il pagamento di complessivi € 1.234,27;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 70/2025 del Tribunale Ordinario di Frosinone – Sezione Lavoro, con richiesta di pagamento di euro 1.234,27
Esito
Favorevole al ricorrente (creditore privato)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto un giudizio di ottemperanza nei confronti del Ministero dell'Istruzione e del Merito, lamentando l'inadempimento dell'Amministrazione all'obbligo di dare esecuzione alla sentenza n. 70/2025 del Tribunale Ordinario di Frosinone – Sezione Lavoro. Ha chiesto che fossero prescritte le modalità di esecuzione del giudicato, anche mediante la determinazione del contenuto del provvedimento amministrativo o l'emanazione dello stesso in luogo dell'Amministrazione, nonché il pagamento della somma complessiva di euro 1.234,27. Il Ministero non ha fornito chiarimenti o indicazioni in ordine alla corretta esecuzione della sentenza.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo comprovato l'inadempimento dell'Amministrazione e rilevando che il Ministero non aveva offerto elementi idonei a dimostrare l'avvenuta esecuzione del titolo. Richiamando il principio sull'onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore, il giudice ha affermato che il diritto riconosciuto dalla sentenza del giudice ordinario e i relativi presupposti non sono sindacabili nel giudizio di ottemperanza. Ha quindi dichiarato l'obbligo del Ministero di dare esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Per il caso di ulteriore inerzia, ha nominato quale Commissario ad acta il Direttore generale dell'Amministrazione resistente competente per materia, con facoltà di delega e senza compenso, attribuendogli un ulteriore termine di 60 giorni decorrente dalla scadenza del termine assegnato all'Amministrazione, previa richiesta della ricorrente. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di euro 800,00 per le spese di lite, oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 112 c.p.a.
Il giudizio di ottemperanza consente di ottenere l'esecuzione delle sentenze e degli altri provvedimenti esecutivi nei confronti dell'Amministrazione.
art. 114 c.p.a.
Il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'Amministrazione di eseguire il titolo entro un termine e nominare, in caso di persistente inerzia, un Commissario ad acta.
art. 21 c.p.a.
Il giudizio di ottemperanza è soggetto alla competenza del giudice amministrativo nei confronti delle pubbliche amministrazioni, nei limiti indicati dal codice del processo amministrativo.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, quando l'Amministrazione non dimostri di avere eseguito il titolo giudiziale né fornisca chiarimenti sulla sua attuazione, la pretesa del creditore può essere accolta sulla base dell'onere probatorio gravante sul debitore in relazione all'adempimento.
- Il giudice dell'ottemperanza deve dare esecuzione al contenuto del giudicato e non può rimettere in discussione i presupposti del diritto già riconosciuto dalla sentenza oggetto di esecuzione.
- In caso di persistente inerzia dell'Amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può fissare un termine per l'adempimento e nominare preventivamente un Commissario ad acta, anche attribuendogli il potere di delega e prevedendo che operi senza compenso.
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