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Ordinanza

Ordinanza n. 213/2026 - Cagliari, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600684

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sardegna - Cagliari, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: determinazione comunale di revoca dell’affidamento del servizio di pagamento delle aree di sosta comunali

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa ricorrente ha impugnato la determinazione con cui il Comune di Sorso ha revocato il precedente affidamento del servizio di pagamento delle tariffe di sosta comunali mediante la piattaforma messa a disposizione dall’impresa stessa, chiedendo la sospensione cautelare degli effetti dell’atto. La controinteressata ha proposto ricorso incidentale, contestando la determinazione originaria di affidamento e il provvedimento di autotutela nella parte in cui non aveva disposto il ritiro dell’affidamento per la sua asserita originaria invalidità. In sede cautelare, il TAR ha esaminato il fumus boni iuris alla luce della possibile sovrapposizione tra l’affidamento revocato e un preesistente rapporto concessorio, nonché dei profili di legittimità originaria dell’affidamento diretto dedotti dalla controinteressata. È stato inoltre dedotto un pregiudizio patrimoniale derivante dalla revoca.

La decisione

Il TAR ha respinto l’istanza cautelare. Quanto al fumus boni iuris, pur riservando ogni approfondimento alla fase di merito, ha ritenuto non assistite da una prognosi di fondatezza sufficientemente favorevole le censure dell’impresa ricorrente, considerata non implausibile la valutazione dell’Amministrazione circa la possibile sovrapposizione tra l’affidamento revocato e il preesistente rapporto concessorio. Il giudice ha altresì rilevato che i profili prospettati dalla controinteressata sulla legittimità originaria dell’affidamento diretto meritano approfondimento nel merito. Quanto al periculum in mora, ha ritenuto non adeguatamente dimostrato il requisito, poiché il pregiudizio dedotto è essenzialmente patrimoniale e, ove ne ricorrano i presupposti, suscettibile di integrale ristoro mediante risarcimento. È stata fissata l’udienza pubblica per il 2 dicembre 2026 e le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; nel caso concreto, la sospensione è stata negata per l’assenza di una prognosi favorevole quanto al fumus boni iuris e per l’insufficiente dimostrazione del periculum in mora.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la sospensione dell’efficacia di un provvedimento amministrativo richiede una prognosi di fondatezza delle censure sufficientemente favorevole; la non implausibilità della motivazione amministrativa contestata può escludere il fumus boni iuris, ferma la necessità degli approfondimenti propri della fase di merito.
  • Il periculum in mora non è adeguatamente dimostrato quando il pregiudizio dedotto ha natura essenzialmente patrimoniale ed è integralmente suscettibile di ristoro economico all’esito del giudizio, ove ne ricorrano i presupposti.
  • La possibile sovrapposizione tra un nuovo affidamento e un preesistente rapporto concessorio costituisce una valutazione amministrativa non implausibile, idonea in sede cautelare a impedire una prognosi favorevole sull’impugnazione della revoca, senza anticipare la decisione di merito.

Come è indicizzato

MaterieAggiudicazione, revoca e annullamento della garaTutela cautelare
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaAutotutela decisoria

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