Salta al contenuto
ordinanza_civile_lavoro

Cassazione Civile, Ordinanza n. 15538/2023 del 01/06/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (datore di lavoro)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di addebito con cui l'ente previdenziale chiedeva alla società il pagamento, tra l'altro, di somme asseritamente indebitamente erogate ai dipendenti a titolo di integrazione salariale ordinaria e straordinaria. Il giudice di primo grado aveva accolto l'opposizione della società e annullato l'avviso; la corte d'appello aveva dichiarato inammissibile l'appello dell'ente perché ritenuto meramente reiterativo delle difese già svolte in primo grado. In cassazione l'ente ha dedotto violazione dell'art. 434 c.p.c., sostenendo che la corte territoriale avrebbe errato nel considerare inammissibile il gravame senza verificare in concreto se le argomentazioni riproposte, pur sovrapponibili a quelle del primo grado, contenessero comunque specifiche censure alla sentenza impugnata. La società ha resistito con controricorso e ha eccepito anche l'inammissibilità del ricorso per pretesa acquiescenza dovuta all'esecuzione spontanea della sentenza, eccezione disattesa dalla Corte.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha escluso che l'adempimento spontaneo alla sentenza esecutiva integri acquiescenza idonea a precludere l'impugnazione. Nel merito, ha ritenuto corretta la declaratoria di inammissibilità dell'appello, perché dall'esame del gravame risultava che l'ente si era limitato a riprodurre le difese di primo grado senza confrontarsi con le specifiche rationes decidendi della sentenza appellata: in particolare, non aveva censurato la necessità di un provvedimento ministeriale di revoca dell'ammissione alla cassa integrazione quale presupposto per il recupero delle somme, né le risultanze peritali sulla mancanza di significativo ricorso a straordinari nelle settimane di CIG e CIGS, né l'irrilevanza dell'esternalizzazione di alcuni servizi quale indice di uso distorto dell'integrazione salariale. La ricorrente è stata quindi condannata alle spese del giudizio di legittimità e al versamento dell'ulteriore contributo unificato, ove dovuto.

Norme richiamate

  • art. 434 c.p.c.

    L'atto di appello deve contenere specifiche ragioni di critica alla sentenza impugnata; non è sufficiente la mera riproduzione delle difese di primo grado se non si confronta con le rationes decidendi del primo giudice.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    È richiamato quale base procedurale per la trattazione in camera di consiglio e il deposito dell'ordinanza nel termine assegnato.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    In caso di rigetto del ricorso, sussistono i presupposti per il pagamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • L'appello è inammissibile quando, pur formalmente proposto, si risolva nella mera riproposizione delle difese già svolte in primo grado senza una critica specifica e argomentata alla motivazione della sentenza impugnata.
  • La specificità dei motivi di appello va valutata in rapporto all'ampiezza delle argomentazioni della decisione di primo grado: il gravame deve individuare chiaramente i capi e i punti contestati e confutare le rationes decidendi.
  • L'esecuzione spontanea di una sentenza esecutiva non equivale, di per sé, ad acquiescenza e non preclude l'impugnazione, potendo essere spiegata dall'intento di evitare azioni esecutive o pregiudizi maggiori.
  • Nel giudizio di cassazione, la correttezza della declaratoria di inammissibilità dell'appello va verificata considerando se il gravame contenga effettive censure alle ragioni decisorie della pronuncia di primo grado, non essendo decisivo il mero richiamo a difese già formulate.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieAppelloRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza giuslavoristica, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.