Cassazione Penale, Sentenza n. 7301/2022 del 02/03/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza che aveva rigettato la sua domanda (incidente di esecuzione) di revoca o sospensione dell'ingiunzione di demolizione relativa a costruzioni abusive oggetto di condanna penale irrevocabile. Verde contestava la disapplicazione dei permessi di condono rilasciati dal Comune (sei permessi relativi a sei unità), sostenendo che: a) la volumetria complessiva non superava i limiti denunciati (il volume delle sei unità sarebbe stato di circa 2.458 mc o comunque inferiore a 3.000 mc); b) ciascuna unità non superava il limite di 750 mc previsto dalla L. 724/1994; c) le unità erano preesistenti e separate da tempo e i relativi titoli (anche contratti di comodato) legittimavano la presentazione di istanze autonome; d) la mancanza di "data certa" nei contratti di comodato non poteva pregiudicare la sanabilità, considerata la natura non solenne del comodato e la successiva introduzione dell'obbligo di registrazione con la L. 311/2004.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto legittima la disapplicazione, da parte del giudice dell'esecuzione, dei provvedimenti comunali di sanatoria alla luce della situazione di fatto e della normativa: il giudice dell'esecuzione può sindacare la legittimità formale e sostanziale dei provvedimenti concessori; la titolarità dell'intero edificio da parte del Verde impedisce il frazionamento delle domande per eludere il limite volumetrico di 750 mc previsto dalla L. 724/1994 per singola istanza di sanatoria; i contratti di comodato privi di data certa non sono idonei a costituire titolo legittimante la presentazione autonoma delle istanze salvo il caso in cui la legge o il contratto abiliti il comodatario a effettuare le opere; pertanto il frazionamento in sei domande è stato considerato un espediente elusivo. Il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Legge 24 novembre 1994, n. 724
La Corte interpreta l'art. 39 come prevedente il limite di 750 mc per "singola richiesta di concessione edilizia in sanatoria" e afferma che, se le singole unità fanno capo a unico proprietario senza trasferimenti o titoli reali distinti, la cubatura deve essere valutata rispetto all'intero edificio per evitare elusioni.
Decreto-Legge 269/2003 (cd. terzo condono)
Il D.L. 269/2003 ha introdotto limiti ulteriori (es. barriera dei 3.000 mc per l'opera nel suo complesso) applicabili al terzo condono; tuttavia tale limite non è applicabile retroattivamente alle sanatorie ex L. 724/1994. La Corte segnala improprio riferimento al limite di 3.000 mc ma ritiene comunque fondata la ricostruzione circa l'impossibilità di frazionare le istanze.
Legge 28 febbraio 1985, n. 47
L'art. 31 disciplina ipotesi in cui la sanatoria può essere concessa a soggetti diversi dal proprietario (es. proprietario di porzione, titolare di usufrutto/abitazione, ecc.). La Corte richiama tali limiti: la sanabilità per singole porzioni richiede titoli reali o trasferimenti che giustifichino l'autonomia delle istanze.
Legge 28 gennaio 1977, n. 10
art. 4 (richiamato insieme all'art. 31 della legge n. 47/1985)
Richiamata in relazione all'art. 31 della legge n. 47/1985 per i casi in cui il contratto o la legge abiliti il titolare di un diritto personale a eseguire opere, rendendo così il diritto personale idoneo a costituire titolo per la domanda di sanatoria.
Sentenza della Corte Costituzionale n. 302/1996
La Consulta ha ammesso, in via eccezionale, la possibilità che diritti personali o reali (usufrutto, abitazione, ecc.) giustifichino la presentazione autonoma di domande di sanatoria; tuttavia la Corte di Cassazione ricorda che tali ipotesi sono di stretta interpretazione e non ricorrevano nel caso di specie.
Legge 27 dicembre 2002, n. 289 (richiamata per L. 311/2004)
L. 311/2004 (menzionata circa l'obbligo di registrazione dei comodati)
La Corte osserva che l'obbligo di registrazione dei contratti di comodato è stato introdotto successivamente (L. 311/2004) e che la mancanza di "data certa" nei comodati incide sulla opponibilità a terzi, non sul perfezionamento del negozio; tuttavia la mancanza di titolarità reale resta ostativa alla sanabilità autonoma.
Codice di procedura penale
Articolo richiamato per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente in caso di rigetto del ricorso.
Massime di principio
- Se l'intero edificio è intestato a un unico proprietario, non è possibile frazionare le domande di condono per eludere il limite di volumetria previsto dalla legge (L. 724/1994: 750 mc per singola istanza); la cubatura va valutata anche rispetto all'intero complesso unitario.
- Il giudice dell'esecuzione ha il potere di sindacare la legittimità, sia formale che sostanziale, dei provvedimenti amministrativi di sanatoria quando questi siano invocati per revocare o sospendere un ordine di demolizione derivante da una sentenza penale irrevocabile.
- Il comodato, specie se privo di data certa e non contenente specifici poteri di eseguire opere, non costituisce di per sé titolo idoneo a legittimare la presentazione autonoma di una domanda di sanatoria; è necessaria una fattispecie che attribuisca al comodatario il potere di compiere le opere o un titolo reale/trasferimento.
- I casi in cui è ammessa la presentazione autonoma di domande per porzioni di fabbricato richiedono titoli reali o diritti personali aventi carattere di reale autonomia (vendita, usufrutto, abitazione, ipoteca su porzione, locazione con specifici titoli, ecc.) e vanno interpretati in modo restrittivo.
- La mancanza di "data certa" nei contratti rileva per l'opponibilità a terzi; la prova dell'effettiva titolarità e della destinazione abitativa antecedente al condono è decisiva per valutare la legittimità delle istanze.
- Occorre verificare quale normativa di condono sia applicabile: le soglie volumetriche e i limiti di sbarramento possono variare nel tempo (es. L. 724/1994 vs. interventi successivi come il D.L. 269/2003), e ciò incide sulla valutazione della sanabilità e sull'ammissibilità del frazionamento delle istanze.
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