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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9648/2022 del 21/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna pronunciata dalla Corte d'appello di Napoli: il difensore contestava l'erronea applicazione dell'art. 322, secondo comma, c.p. e la illogicità della motivazione sul punto dell'idoneità ex ante dell'"offerta" fatta dall'imputato ai pubblici ufficiali. Si sosteneva che la formula generica dell'offerta ("fermatevi un attimo, non possiamo trovare un accordo? Vi do qualcosa") fosse priva di potenziale capacità persuasiva e che, dato il ruolo e la resistenza dei militari, non poteva essere ritenuta idonea a indurli a compiere un atto contrario ai doveri d'ufficio.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte di cassazione ha ritenuto infondati i motivi di doglianza, confermando la valutazione di merito della Corte d'appello che aveva riformato l'assoluzione di primo grado e condannato Ronchetti a 1 anno e 4 mesi di reclusione (con diminuzione per il rito e concessione delle attenuanti generiche e di cui all'art. 323-bis c.p.). La Corte di cassazione ha richiamato il quadro fattuale: offerta di denaro/altresì utilità ai Carabinieri durante un controllo domiciliare, il rifiuto immediato dei militari, il rinvenimento di stupefacenti nell'abitazione e l'allontanamento di una parente da parte dell'imputato prima di rivolgersi ai pubblici ufficiali. Ha ritenuto che, valutate ex ante le circostanze concrete (disponibilità immediata di stupefacenti, colloquio riservato), l'offerta fosse seria e potenzialmente idonea a indurre gli operanti a non procedere; ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 322, secondo comma, cod. pen.

    presente nel testo come norma contestata

    L'idoneità della promessa/offerta va valutata ex ante; non è necessaria la quantificazione dell'utilità promessa e la tenuità della somma non esclude il reato salvo che sia assolutamente risoria. La valutazione sull'idoneità costituisce apprezzamento di fatto insindacabile in cassazione.

  • art. 323-bis, cod. pen.

    citata come circostanza attenuante concessa dalla Corte d'appello

    Menzi one nel dispositivo di merito come attenuante riconosciuta; la Corte d'appello ha concesso tale attenuante nella determinazione della pena.

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    citato nella sentenza della Cassazione

    Norma che dispone la condanna alle spese processuali a seguito del rigetto del ricorso; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 6: Esposito 08/05/2003; Varvarito 30/11/1995; Barhoumi 25/02/2004; Faleburle 23/10/2019)

    sentenze richiamate nella motivazione

    Principio consolidato secondo cui, ai fini del delitto di istigazione/corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, l'idoneità della promessa si valuta ex ante; non è necessaria la specificazione o quantificazione dell'utilita', e la valutazione di merito sull'idoneità è insindacabile in Cassazione salvo vizi di motivazione.

Massime di principio

  • Per il reato di corruzione/istigazione a compiere atti contrari ai doveri d'ufficio l'idoneità dell'offerta va valutata ex ante: conta la potenzialità dell'offerta nelle concrete circostanze, non il fatto che sia stata rifiutata.
  • Non è necessaria la quantificazione dell'utilità promessa; una formula generica (es. "vi do qualcosa") può integrare il reato se, alla luce delle circostanze, risulti seria e potenzialmente persuasiva.
  • La disponibilità immediata di beni/denaro e la creazione di un colloquio riservato (p. es. l'allontanamento di terzi) sono elementi fattuali che aumentano l'idoneità dell'offerta e possono portare alla condanna.
  • La valutazione sull'idoneità dell'offerta è un apprezzamento di fatto della Corte di merito ed è difficilmente rivedibile in Cassazione se la motivazione è coerente e priva di vizi.
  • La tenuità della somma offerta non esclude il reato se non assume carattere di assoluta risibilità; dunque l'entità non è decisiva salvo casi palesemente irridenti.
  • Il rifiuto immediato dei pubblici ufficiali non esclude l'integrazione del reato: l'elemento rilevante è la potenzialità dell'offerta di indurre, non il suo concreto esito.

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