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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13138/2023 del 29/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso il decreto del Tribunale di Sorveglianza di Roma che aveva respinto il reclamo di Campanella contro la proroga del regime differenziato 41-bis. Il ricorrente deduceva: (1) violazione di legge rispetto alla valutazione della persistenza della sua capacita di mantenere collegamenti con l'organizzazione mafiosa, contestando che il Tribunale si sia basato su mere presunzioni astratte e non su elementi concreti e aggiornati (es. relazione comportamentale positiva); (2) omesso esame della richiesta di disapplicazione o rivisitazione parziale di singole prescrizioni 41-bis (comma 2-quater), sostenendo l'estensibilita del controllo giurisdizionale sul contenuto delle misure alla luce della giurisprudenza costituzionale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha disatteso l'istanza di trattazione orale e confermato che il Tribunale di Sorveglianza ha effettuato una motivazione efficace e congrua. La Cassazione ha richiamato i principi applicabili al 41-bis: si opera una valutazione prognostica della "capacita" del detenuto di mantenere collegamenti con la criminalita organizzata (non è richiesto un accertamento probatorio certo); rilevano il profilo criminale, il ruolo nell'associazione, la perdurante operativita dell'organizzazione, eventuali nuove incriminazioni, gli esiti del trattamento penitenziario e il tenore di vita dei familiari. Nel caso concreto il Tribunale ha valorizzato l'appartenenza prolongata alla cosca Santapaola Ercolano, il ruolo di vertice a Picanello, dichiarazioni di collaboratori (tra cui riferimento a Gianluca Presti), la vitalita dell'organizzazione e la condotta carceraria negativa (sanzioni disciplinari), ritenendo probabile la persistenza della capacita di mantenere collegamenti. Le censure difensive sono state giudicate generiche e non idonee a dimostrare l'insussistenza dei presupposti. Conseguentemente il ricorso e stato rigettato e resta confermata la proroga del regime 41-bis; sono conseguite le statuizioni sulle spese come previsto dall'ordinamento.

Norme richiamate

  • art. 41-bis, L. n. 354/1975 (ordinamento penitenziario), commi rilevanti

    Il regime differenziato mira a impedire i collegamenti esterni dei detenuti appartenenti ad associazioni criminali. Per la proroga si richiede una prognosi sulla capacita del detenuto di mantenere collegamenti; la valutazione si basa su elementi quali profilo criminale, ruolo associativo, perdurante operativita dell'organizzazione, nuove incriminazioni, esiti del trattamento detentivo e tenore di vita dei familiari. Il mero decorso del tempo non annulla automaticamente tale capacita.

  • art. 14-ter Ord. pen.

    Consente al detenuto di proporre reclamo contro i provvedimenti 41-bis davanti al Tribunale di Sorveglianza; il sindacato giurisdizionale valuta la sussistenza dei presupposti e il rispetto dei limiti di legge e Costituzione nel contenuto delle misure.

  • art. 606 cod. proc. pen., lett. b) ed e)

    Limita il sindacato della Corte di Cassazione ai vizi di motivazione (lett. b) e ai motivi che denotano erroneita o contraddittorieta della valutazione dei fatti (lett. e) nel controllo sul provvedimento impugnato.

  • art. 611 e art. 127 cod. proc. pen.

    Sulla procedura di impugnazione: il decreto impugnato non è rimesso alle forme di cui all'art. 127, percio' si applica il modello procedurale dell'art. 611, comma 1, che non prevede udienza pubblica con le parti nelle fasi di cassazione qui rilevanti.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede le conseguenze processuali e le statuizioni sulle spese in caso di rigetto del ricorso in Cassazione.

  • Principi costituzionali richiamati (artt. 13, 24, 113 Cost.) e giurisprudenza Corte Costituzionale

    La Corte Costituzionale ha affermato che il controllo giurisdizionale sui provvedimenti 41-bis e sulle proroghe è pieno sotto il profilo della sussistenza dei presupposti e del rispetto dei limiti costituzionali; il giudice deve poter verificare anche il contenuto delle prescrizioni alla luce dei diritti fondamentali.

Massime di principio

  • La proroga del 41-bis si fonda su una valutazione prognostica della "capacita" del detenuto di mantenere collegamenti con l'organizzazione: non è richiesta certezza probatoria ma elementi concreti e motivati.
  • Fattori decisivi: storia criminale, ruolo nell'associazione (specialmente ruoli di vertice), perdurante operativita dell'organizzazione, dichiarazioni di collaboratori, nuove indagini o incriminazioni, comportamento carcerario e sanzioni disciplinari, contesti familiari/tenore di vita.
  • Il Tribunale di Sorveglianza deve valutare compiutamente sia gli elementi posti dall'amministrazione sia le eventuali prove o circostanze offerte dal detenuto; la motivazione deve essere chiara, logica e congrua.
  • Il mero decorso del tempo o la sola esistenza di una relazione comportamentale positiva non sono di per sé sufficienti a escludere la persistenza della capacita di mantenere contatti con la criminalita organizzata.
  • Il sindacato di legittimità in Cassazione è limitato: può censurare l'assenza, la manifesta illogicita o l'incongruenza della motivazione del giudice di merito, ma non riesamina in pieno la prognosi di fatto quando adeguatamente motivata.
  • La richiesta di disapplicazione di singole prescrizioni 41-bis va formulata con specificita e motivazione; censure generiche sulla legittimità della misura risultano inadeguate.
  • Non puo' essere operata inversione dell'onere della prova: l'amministrazione deve fornire elementi idonei a giustificare la proroga, mentre il detenuto può allegare circostanze favorevoli che il giudice deve esaminare.

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