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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31938/2022 del 30/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di riesame che aveva rigettato la richiesta di revoca o riduzione del sequestro preventivo (diretto o per equivalente) disposto dal GIP il 01/12/2021 per un importo di euro 1.865.995,51. Il ricorrente ha dedotto tre motivi: 1) vizio di motivazione o apparente motivazione in ordine al fumus delicti, lamentando che la consulenza tecnico-contabile di parte, che riduceva l'importo presunto dovuto al fisco a circa euro 298.213,00, non era stata valorizzata; 2) carenza di motivazione circa il periculum in mora, non allegando elementi concreti di rischio di dispersione dei beni nonostante la solidità aziendale e l'acquisto immobiliare di modesta entità; 3) mancata considerazione dell'insussistenza dell'elemento soggettivo dato il comportamento riparatorio dell'indagato (versamento dell'IVA, dichiarazioni integrative, ricavi dichiarati in linea con gli accertamenti).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato nei termini indicati e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Crotone per nuovo esame. La Corte ha confermato che il giudice del riesame può compiere una valutazione sommaria anche sull'elemento soggettivo se esso emerge "ictu oculi", ma ha rilevato un vizio motivazionale specifico circa il periculum in mora: l'ordinanza non ha fornito adeguata motivazione concreta sul perché non si potesse attendere il provvedimento decisorio e sui rischi di modifica, dispersione o alienazione del compendio sequestrato. Quanto alla consulenza di parte, la Cassazione ha ritenuto che il Tribunale del riesame l'avesse valutata (ritenendola, in sostanza, una diversa lettura degli stessi dati) e che tale valutazione, seppure sommaria, non sia sindacabile in questa sede, salvo che manchi la motivazione sul punto. In definitiva annullamento e rinvio per nuovo esame sulla base dei criteri indicati dalla Corte.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74

    Norme relative ai delitti tributari contestati: la sentenza riferisce che gli accertamenti riguardano reati fiscali di cui agli artt. 4 e 5 e valuta la fondatezza sommaria del fumus rispetto a tali fattispecie

  • D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74

    Norma che disciplina il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente del profitto del reato; la Corte stabilisce che, anche per questo tipo di sequestro, il giudice deve motivare concretamente il periculum in mora in relazione all'esigenza anticipatoria della confisca

  • Giurisprudenza della Cassazione

    Sez. 2, n. 18331 del 22/04/2016 (Ionnmi e altro); Sez. 3, n. 26007 del 05/04/2019 (Pucci)

    Principio secondo cui il giudice del riesame può compiere una valutazione sommaria anche sull'elemento soggettivo del reato purché questo emerga ictu oculi

  • Giurisprudenza della Cassazione

    Sez. 3, n. 29431 del 10/05/2019 (Fraone); Sez. 6, n. 53834 del 26/10/2017 (Tibi e altro)

    Precedenti che affermano l'obbligo per il tribunale del riesame di valutare il contenuto della consulenza tecnica di parte e la sua pertinenza rispetto agli elementi a fondamento della misura cautelare

  • Giurisprudenza della Cassazione

    Sez. 3, n. 30296 del 25/05/2021 (T.)

    Principio secondo cui, se esiste contrasto fra consulenze tecniche su punti decisivi, il giudice del riesame deve sintetizzare le ragioni della prevalenza dell'una sull'altra per evitare violazione di legge per carenza motivazionale

  • Giurisprudenza della Cassazione

    Sez. U, n. 36959 del 24/06/2021 (Ellade)

    Affermato il parametro dell'esigenza anticipatoria della confisca come criterio guida per motivare il periculum in mora nelle misure cautelari preventive finalizzate alla confisca

Massime di principio

  • Il giudice del riesame svolge una valutazione sommaria (fumus) su tutti gli elementi della fattispecie e può rilevare d'ufficio anche il difetto dell'elemento soggettivo solo se ciò emerge con chiarezza ictu oculi
  • La consulenza tecnico-contabile di parte deve essere valutata dal giudice del riesame: se contrasta con altri elementi tecnici il giudice deve sintetizzare le ragioni che giustificano la preferenza di una lettura rispetto all'altra, pena vizio di motivazione
  • Nel disporre un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente (art. 12-bis d.lgs. n.74/2000) il giudice deve motivare in modo concreto e specifico il periculum in mora, indicando perché non è possibile attendere la decisione definitiva e quali rischi concreti incombono sul compendio sottoposto a vincolo
  • Se la consulenza di parte mostra una significativa riduzione dell'ammontare del profitto contestato, il tribunale deve valutare se tale elemento incide sull'entità della misura cautelare e motivare l'eventuale mancata riduzione
  • La produzione di comportamenti riparatori (versamenti, dichiarazioni integrative) può essere rilevante rispetto all'elemento soggettivo del reato, ma non determina automaticamente l'assenza del dolo: occorre una valutazione concreta e documentata dei fatti e del loro nesso con il dolo
  • L'assenza di una motivazione adeguata sul periculum in mora può portare all'annullamento della misura e al rinvio per nuovo esame

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