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Sentenza

Sentenza n. 374/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: del rigetto tacito dell'istanza di permesso di costruire in sanatoria presentata dal ricorrente al Comune di Gallipoli in data 23.6.20 ex art. 36 DPR 380/01 e su cui il Comune non ha provveduto. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da Giuranna Carmine il 13/4/2021: del rigetto tacito formatosi ex art. 36 c. 3 DPR 380/01 sull'istanza di accertamento di conformità del dehor in struttura metallica, così come modificato rispetto alla originaria realizzazione nello scoperto di pertinenza della attività commerciale bar Blucafè al Lungomare G. Galilei civ. 103, istanza presentata al SUAP del Comune di Gallipoli in data 11.12.20 perché valesse anche come osservazioni al preavviso di diniego 26.11.20 n. 61139; - nonché ove occorra del provvedimento 22.2.21 prot. n. 0010203, con cui il Comune di Gallipoli ha rigettato l'anteriore richiesta di accertamento di conformità ex art. 36 DPR 380/01 presentata in data 23.6.20 e del già citato preavviso di diniego 26.11.20 n. 61139.

Giustizia amministrativa202001436

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: silenzio-rigetto e successivo diniego dell'istanza di permesso di costruire in sanatoria relativa a un dehor in struttura metallica

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, conduttore di un locale adibito a bar, aveva realizzato sulla terrazza pertinenziale due strutture ombreggianti, successivamente sostituite da un manufatto con travi metalliche, copertura orientabile, paraventi laterali, pannelli in vetro retrattili e teli richiudibili. Dopo la dichiarazione di nullità della CILA e il rigetto di precedenti impugnazioni concernenti il manufatto e l'ordine di demolizione, presentava al Comune un'istanza di permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell'art. 36 d.P.R. 380/2001. Contestava il silenzio-rigetto formatosi sull'istanza e, con motivi aggiunti, il silenzio-rigetto relativo a una successiva istanza o produzione tecnica, nonché il diniego espresso e il preavviso di diniego. Deduceva la violazione del regolamento comunale sull'occupazione di suolo pubblico destinato alla somministrazione e dell'art. 36 d.P.R. 380/2001. Il Comune eccepiva anche il sopravvenuto difetto di interesse e sosteneva l'insussistenza della doppia conformità, rilevando che il manufatto costituiva volumetria edilizia non disponibile secondo la strumentazione urbanistica.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendo infondata la domanda anche senza esaminare l'eccezione di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse. Ha rilevato anzitutto l'assenza del requisito della doppia conformità richiesto dall'art. 36 d.P.R. 380/2001. Ha inoltre valorizzato il preavviso di diniego, con cui l'amministrazione aveva indicato puntualmente le ragioni ostative, e il successivo provvedimento comunale che aveva confermato il difetto della doppia conformità, poiché il manufatto esprimeva volumetria edilizia non disponibile. La presentazione, dopo il preavviso, di un nuovo elaborato tecnico non è stata ritenuta assimilabile a una nuova istanza di sanatoria; in ogni caso, anche qualificandola come tale, sarebbe stata inammissibile perché mirava a dimostrare la regolarità urbanistica mediante ulteriori opere future. Le spese sono state compensate per ragioni equitative.

Norme richiamate

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    Il permesso di costruire in sanatoria presuppone la doppia conformità dell'intervento alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione sia al momento della presentazione della domanda. La sanatoria non può essere fondata su opere ulteriori e future né può regolarizzare un manufatto che esprima volumetria non disponibile secondo la pianificazione urbanistica.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione del ricorso nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; il testo non ne esplicita ulteriori effetti decisori.

Massime di principio

  • Il permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell'art. 36 d.P.R. 380/2001 è subordinato alla doppia conformità dell'intervento, da verificare con riferimento sia alla disciplina vigente al momento della realizzazione sia a quella vigente al momento della domanda.
  • La sanatoria edilizia non può essere conseguita mediante la prospettazione di ulteriori opere future, poiché la conformità deve riguardare il manufatto oggetto della domanda nella sua consistenza rilevante ai fini urbanistico-edilizi.
  • La presentazione di nuovi elaborati tecnici in risposta a un preavviso di diniego non costituisce automaticamente una nuova istanza di sanatoria; se la documentazione mira a ottenere la regolarizzazione attraverso modifiche future dell'opera, essa non è idonea a superare il difetto della doppia conformità.
  • Un manufatto che esprima volumetria edilizia non disponibile secondo la strumentazione urbanistica non può ottenere il permesso di costruire in sanatoria in assenza della doppia conformità.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioQualificazione degli interventiPartecipazione al procedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneSilenzio della pubblica amministrazioneEccesso di potere

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