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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20248/2022 del 25/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte di Appello di Palermo (2.3.2021) che aveva confermato la responsabilità penale di Girolamo Greco per: capo A) contravvenzione ex art.5 lett. a) e b) L.283/1962 per utilizzo di latte ovino e bovino proveniente da allevamenti non autorizzati nella produzione di formaggi; capo B) reato ex art.515 cod. pen. per aver destinato alla vendita i prodotti spacciandoli per genuini; e capo I) responsabilità amministrativa della società ex d.lgs. 231/2001 per mancata adozione di modelli organizzativi idonei. Nel ricorso per cassazione sono state sollevate quattro censure principali: (1) prescrizione della contravvenzione di cui al capo A), (2) carenza di motivazione circa la responsabilità per il reato di frode (capo B), in quanto non sarebbe stata dimostrata la falsità della presentazione pubblicitaria e le analisi di laboratorio erano favorevoli, (3) mancata valutazione delle attenuanti generiche e della sospensione condizionale della pena, (4) mancanza di motivazione sulla responsabilità della società.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo ritenendo estinta per prescrizione la contravvenzione contestata al capo A) (decorso del termine quinquennale dal 23.10.2014 al 23.10.2019) e ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente a quel capo. Ha inoltre ritenuto fondato il secondo motivo sulla carenza motivazionale dell'appello in relazione al capo B), evidenziando che la Corte territoriale non aveva dato risposta specifica alle doglianze riguardanti la pubblicità e l'eventuale ingannevolezza delle diciture usate per reclamo dei prodotti: il reato di frode nell'esercizio del commercio richiede la prova dell'offerta in vendita di un prodotto diverso rispetto a quello che appare (diversità di qualità/origine/quantità/provenienza). Ne è conseguito l'annullamento con rinvio ad altra Sezione della Corte d'Appello di Palermo per il riesame del capo B). Sulle questioni relative alle sanzioni, alle attenuanti, alla sospensione condizionale e alla responsabilità della società ex d.lgs. 231/2001 la Cassazione non si è pronunciata, ritenendole assorbite o condizionate dall'esito del nuovo esame del capo B).

Norme richiamate

  • Legge 30 aprile 1962 n. 283 (art. 5)

    La contravvenzione per l'utilizzo di latte da allevamenti non autorizzati è stata ritenuta estinta per prescrizione; il termine quinquennale va computato dalla cessazione della condotta illecita (qui ritenuta cessata il 23.10.2014).

  • Codice penale (art. 515)

    Per la fattispecie di frode nell'esercizio del commercio è richiesto l'elemento oggettivo consistente nell'offerta in vendita di un prodotto diverso da quello che appare, ossia diversità riguardo a qualità, origine, quantità o provenienza; la sola utilizzazione di latte non autorizzato non integra automaticamente il reato di cui al capo B senza valutazione dell'ingannevolezza della presentazione pubblicitaria.

  • Codice penale (art. 157)

    Disciplina i termini di prescrizione: nel caso di specie è stato applicato il termine quinquennale per la contravvenzione, valido dalla cessazione della condotta illecita.

  • Decreto Legislativo 8 giugno 2001 n. 231 (art. 25‑bis, primo comma)

    art. 25‑bis d.lgs. 231/2001

    La responsabilità amministrativa della società richiede la commissione di reati da parte di soggetti apicali o subordinati e l'assenza di modelli di organizzazione idonei a prevenire tali reati; la valutazione della responsabilità societaria è condizionata all'accertamento del reato commesso dall'individuo.

  • Disposizioni di attuazione codice procedura penale (art. 173)

    art. 173 disp.att. cod. proc. pen.

    Limiti all'ammissibilità e alla formulazione dei motivi di ricorso per cassazione; il ricorso è stato articolato nei limiti consentiti e la Corte ha esaminato i motivi rilevanti.

Massime di principio

  • La prescrizione si computa dalla cessazione della condotta illecita: se il termine è spirato la condanna per quella specifica fattispecie deve essere annullata senza pronuncia sul merito.
  • Per il reato di frode nell'esercizio del commercio (art. 515) non è sufficiente accertare una irregolarità produttiva (es. uso di materia prima non autorizzata); è necessario dimostrare che il consumatore è stato indotto in errore rispetto alla qualità/origine/quantità/provenienza del prodotto offerto.
  • Se in appello una parte solleva questioni precise (es. falsità della pubblicità, esiti di analisi favorevoli) la Corte d'appello è tenuta a motivare espressamente la sua valutazione su quei punti; l'omessa motivazione costituisce motivo di cassazione e rinvio.
  • La responsabilità amministrativa delle società ex d.lgs. 231/2001 dipende dall'accertamento del reato e dall'assenza di idonei modelli organizzativi: se la responsabilità personale viene rimessa in discussione è plausibile che la posizione societaria resti sospesa fino al nuovo accertamento.
  • In processi complessi, censure su sanzioni/accessorie e attenuanti possono essere assorbite o rinviate in dipendenza dell'esito su questioni di fatto decisive (es. sussistenza del reato principale); pertanto la parte che ottiene annullamento per prescrizione ottiene spesso l'esito più favorevole possibile senza esame del merito.

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