Cassazione Civile, Sentenza n. 28405/2024 del 05/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione di ordinanza-ingiunzione regionale che ha irrogato una sanzione pecuniaria (€3.010) per aver tracciato 4 piste di downhill in area sottoposta a vincolo idrogeologico senza la necessaria autorizzazione; il ricorrente deduceva tra l'altro inesistenza della modifica del suolo, efficacia della SCIA/attività estiva, incompetenza dell'ente sanzionatore, ne bis in idem rispetto a procedimento penale archiviato, buona fede e prescrizione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto legittimi gli accertamenti di merito sulla realizzazione di nuove piste (mq 9.372), sull'incidenza sull'assetto idrogeologico e sulla mancanza di autorizzazione regionale; ha escluso rilevanza dell'archiviazione penale ai fini del ne bis in idem; ha confermato la competenza regionale, l'irrilevanza della SCIA quale titolo autorizzatorio per modifiche del suolo vincolate, l'insussistenza della buona fede, la non prescrizione della sanzione per illecito permanente e la possibilità di più rilevanze giuridiche per una stessa condotta materiale.
Norme richiamate
l. reg. 45/1989 (art. 1)
Disciplina gli interventi nelle zone soggette a vincolo idrogeologico; la Corte ha ritenuto che le opere contestate costituiscono modifica/trasformazione del suolo soggetta ad autorizzazione regionale ex art. 1.
r.d.l. 3267/1923 (vincolo idrogeologico)
Costituisce il presupposto del vincolo idrogeologico: la Corte ha confermato che l'area interessata è sottoposta a tale vincolo e dunque soggetta alla normativa regionale di tutela.
l. reg. 2/2009 (art. 31 - SCIA attività estive)
La SCIA per attività estive non sostituisce l'autorizzazione regionale quando l'intervento comporti modifica del suolo con incidenza sull'assetto territoriale in aree vincolate; la Corte ha escluso che la presentazione della SCIA esenti dall'obbligo autorizzatorio.
l. reg. 19/2009 (art. 50 - valutazione di incidenza)
La Corte ha ritenuto che potesse configurarsi anche l'obbligo della preventiva valutazione di incidenza per le opere con impatto su habitat/assetto territoriale; la mancata valutazione è stata individuata come ulteriore omissione rilevante.
l. reg. 44/2000 (artt. 64-65)
Norme richiamate in tema di competenze in materia di impianti/piste da sci: la Corte ha confermato la competenza regionale al rilascio dell'autorizzazione in presenza di territorio che coinvolge più Comuni e superfici rilevanti.
d.p.r. 380/2001 (art. 22)
Richiamato in relazione alle norme urbanistico-edilizie: la Corte non ha ritenuto che le eccezioni richiamate dal ricorrente esonerassero dall'obbligo autorizzatorio regionale per le modifiche del suolo.
l. 689/1981 (artt. 3, 4, 8, 9, 28 e 11 richiamati nel ricorso)
Norme sul procedimento sanzionatorio amministrativo, buona fede, prescrizione e concorso di sanzioni. La Corte ha escluso l'esimente della buona fede, ha ritenuto applicabile la normativa sanzionatoria amministrativa e ha dichiarato assente il vizio di ne bis in idem rispetto al procedimento penale.
l. 241/1990 (art. 2 co. 2 e altri richiami)
La Corte ha affermato che la disciplina generale dei procedimenti amministrativi non deroga al regime speciale delle sanzioni amministrative previsto dalla legge 689/1981; in particolare la presunta decadenza richiamata non ha efficacia rispetto all'ordinamento sanzionatorio.
art. 2697 c.c. (onere della prova)
La Corte ha ritenuto che la pubblica amministrazione avesse assolto il proprio onere probatorio dimostrando la realizzazione delle piste e l'esistenza del vincolo; il ricorso non ha evidenziato inversione dell'onere probatorio.
Massime di principio
- La presentazione di una SCIA per attività estive non sostituisce l'autorizzazione regionale quando l'intervento comporta modifica del suolo o incide sull'assetto idrogeologico: occorre valutare caso per caso l'effettiva natura dell'intervento.
- L'accertamento amministrativo basato su sopralluoghi e rilievi tecnici, adeguatamente motivato, è difficile da rimettere in sede di legittimità: in Cassazione non è possibile sovrapporre una diversa valutazione dei fatti se la motivazione di merito è logica e coerente.
- Il ne bis in idem non trova automaticamente applicazione tra procedimento penale e sanzione amministrativa se le misure perseguono beni giuridici diversi o la sanzione amministrativa non ha natura penale sostanziale.
- Per i reati/illeciti permanenti la prescrizione decorre finché perdura la condotta: se l'intervento non è ripristinato o non è richiesta l'autorizzazione, il termine può non essere maturato.
- La competenza amministrativa per autorizzazioni in materia di territorio/vincoli si determina anche in base all'estensione e alla partecipazione di più comuni; il richiamo a pareri di organi consultivi non muta automaticamente la competenza legale.
- La buona fede può essere esclusa quando l'intervento riguarda aree sottoposte a vincolo e comporta aperture/realizzazioni evidenti su terreno non già destinato a vie esistenti.
- Una stessa condotta materiale può integrare rilevanze giuridiche distinte (es. omissione di autorizzazione e mancata V.I. di incidenza): ciò può legittimare sanzioni multiple su piani diversi.
- La mancata richiesta di c.t.u. non è di per sé vizio se il giudice di merito ha basato la decisione su prove e sopralluoghi ritenuti sufficienti e adeguatamente motivati.
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