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Sentenza

Sentenza del 20/04/2015 n. 867 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

Operazione oggettivamente inesistente - prova - incombe sull'Amministrazione finanziaria Prova dell'inesistenza - presunzioni - indizi - gravità, precisione e concordanza - utilizzo - è possibile. La prova di operazioni "oggettivamente" inesistenti può essere data dall'Amministrazione anche attraverso indizi o presunzioni semplici, purché tali elementi presuntivi siano caratterizzati dalla gravità, precisione e concordanza.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La sentenza ha ritenuto legittimo l'accertamento fondato su presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti. L'Amministrazione finanziaria può quindi dimostrare l'inesistenza oggettiva delle operazioni anche senza una prova documentale diretta, valorizzando un quadro complessivo di indizi. Il ricorso del contribuente è stato respinto e le spese di giudizio sono state poste a suo carico in quanto parte soccombente.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda la deducibilità e la detraibilità fiscale di costi relativi a operazioni ritenute oggettivamente inesistenti. L'Amministrazione ha sostenuto l'inesistenza delle operazioni fatturate mediante una serie di elementi presuntivi: la carenza di struttura organizzativa del fornitore, la descrizione generica dei servizi nelle fatture, la sproporzione tra utili e volume d'affari del soggetto che ha utilizzato le fatture, dichiarazioni di terzi raccolte in processo verbale e dichiarazioni rese in altri procedimenti. Anche la mancata formalizzazione scritta dei contratti o l'assenza di data certa è stata considerata, insieme agli altri elementi, indice dell'inesistenza totale o parziale delle operazioni.

Norme richiamate

  • Art. 19, comma 1, D.P.R. 633/1972

    La detrazione dell'IVA presuppone l'effettività delle operazioni documentate; se l'operazione è inesistente, la relativa fattura non legittima la detrazione.

  • Art. 2779 Codice civile

    È richiamato nel testo della decisione in relazione alla disciplina civilistica applicabile.

  • Art. 92 Codice di procedura civile

    La parte soccombente può essere condannata al pagamento delle spese di giudizio, secondo il principio della soccombenza e le regole processuali applicabili.

  • Art. 96 Codice di procedura civile

    Riguarda la responsabilità aggravata e le conseguenze processuali in caso di comportamento processuale abusivo o temerario, ove ne ricorrano i presupposti.

  • Cassazione, 26 gennaio 2010, n. 4306

    Conferma la possibilità di provare l'inesistenza delle operazioni mediante presunzioni semplici dotate dei requisiti di gravità, precisione e concordanza.

Massime di principio

  • L'Amministrazione finanziaria non deve necessariamente dimostrare in modo diretto e documentale l'inesistenza oggettiva di un'operazione: può utilizzare un insieme coerente di indizi e presunzioni semplici.
  • I singoli indizi non devono essere valutati isolatamente; assumono rilievo quando, considerati complessivamente, risultano gravi, precisi e concordanti.
  • La mancanza di una struttura reale del fornitore, fatture generiche, contratti non formalizzati, sproporzioni economiche e dichiarazioni di terzi possono concorrere a dimostrare l'inesistenza dell'operazione.
  • In presenza di una contestazione presuntiva adeguatamente motivata, il contribuente deve fornire prova concreta dell'effettiva esecuzione delle prestazioni, dimostrando contenuto, modalità, utilità e riferibilità delle operazioni.
  • La regolarità formale della fattura, da sola, non è sufficiente a fondare la detrazione IVA o la deduzione del costo se l'operazione sottostante non è effettiva.
  • La soccombenza nel giudizio comporta normalmente la condanna al pagamento delle spese processuali, salvo diverse ragioni che giustifichino la compensazione.

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