Sentenza del 20/05/2015 n. 10332 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Amministrazione finanziaria ha impugnato la sentenza d'appello denunciando la violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 63. Secondo l'Amministrazione, la mancata riassunzione del giudizio dopo la cassazione con rinvio aveva determinato l'estinzione del processo precedente e la definitività del diniego di rimborso, impedendo alla società di proporre una nuova impugnazione sul medesimo oggetto. La questione riguardava quindi gli effetti processuali dell'estinzione del giudizio di rinvio e il rapporto tra la precedente controversia e la nuova domanda di rimborso.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione, cassato la sentenza d'appello e deciso la causa nel merito, dichiarando inammissibile il ricorso originario della società contribuente. La Corte ha stabilito che la mancata riassunzione del giudizio di rinvio comporta l'estinzione del processo e rende definitivo il diniego di rimborso, anche quando si tratti di un diniego tacito o di fatto e non di un avviso di accertamento. Pertanto, la nuova impugnazione proposta dalla società non poteva essere esaminata. Le spese del giudizio di merito sono state compensate, mentre la società è stata condannata alle spese del giudizio di cassazione, liquidate in 1.400 euro oltre alle spese prenotate a debito.
Norme richiamate
D.P.R. n. 641 del 1972, art. 13, comma 2
La norma prevede il termine di decadenza per chiedere il rimborso della tassa di concessione governativa. Nella precedente fase processuale la Corte aveva ritenuto applicabile il termine triennale decorrente dalle date di pagamento del tributo.
D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 63
La mancata riassunzione del giudizio di rinvio entro il termine previsto determina l'estinzione del processo. Nel processo tributario, tale estinzione consolida la definitività dell'atto o della pretesa tributaria oggetto della controversia, compreso il diniego di rimborso.
Direttiva comunitaria n. 69/335/CE
La Corte d'appello aveva individuato nella trasposizione della direttiva nell'ordinamento interno il momento iniziale del termine di decadenza, ma tale impostazione era stata superata dalla Corte di cassazione, che aveva confermato la decorrenza del termine dalle date di pagamento.
Massime di principio
- Quando una sentenza di cassazione dispone il rinvio, la parte interessata deve riassumere tempestivamente il giudizio; in mancanza, il processo si estingue.
- L'estinzione del giudizio tributario può rendere definitiva la pretesa o il diniego tributario oggetto della causa, anche se si tratta di un diniego di rimborso tacito o di fatto.
- Non è normalmente possibile aggirare gli effetti dell'estinzione proponendo una nuova impugnazione relativa allo stesso atto o alla stessa pretesa tributaria.
- Se al momento della nuova domanda il precedente giudizio è ancora pendente nei termini per la riassunzione, può configurarsi litispendenza; se successivamente il precedente processo si estingue, la nuova domanda può diventare inammissibile per la definitività del precedente diniego.
- I termini di decadenza per il rimborso tributario devono essere verificati con particolare attenzione e, salvo diversa previsione normativa o interpretazione applicabile, possono decorrere dalla data di pagamento del tributo.
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