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Cassazione Civile, Ordinanza n. 36616/2023 del 30/12/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

La controversia

La proprietaria di un immobile danneggiato da un grave incendio ha agito per il risarcimento dei danni patrimoniali deducendo che l’evento fosse stato causato da una fuga di gas proveniente da una bombola consegnata dalla ditta distributrice e prodotta da altra società. La ricorrente ha sostenuto che, in un precedente giudizio promosso dalla conduttrice dell’appartamento per i danni alla persona, sarebbe già stato accertato in via definitiva il nesso causale e la riferibilità della fornitura alla ditta del convenuto, con conseguente efficacia di giudicato nel presente processo. Ha inoltre censurato la corte territoriale per non avere valorizzato una prova dichiarativa atipica acquisita in quel diverso giudizio, dalla quale emergeva la consegna della bombola il giorno prima dell’incendio. Infine ha contestato la mancata applicazione dell’art. 2050 c.c., sostenendo che la società produttrice non avesse dimostrato di avere immesso in commercio una bombola funzionante e collaudata e che, se la consegna fosse avvenuta il giorno prima del fatto, il mancato collaudo non avrebbe potuto essere imputato al produttore.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il primo motivo, ha accolto il secondo e il terzo motivo per quanto di ragione, rilevando che la corte di merito aveva motivato in modo radicalmente carente su un passaggio decisivo: da un lato aveva escluso prova della fornitura della bombola da parte della ditta indicata, dall’altro non aveva esaminato in modo coerente la prova atipica proveniente dal diverso giudizio, pur riconoscendole valore indiziario. Ha quindi cassato la sentenza impugnata con rinvio alla Corte di appello di Napoli, in diversa composizione, anche per le spese.

Norme richiamate

  • art. 2909 c.c.

    Il giudicato formatosi in un giudizio tra parti diverse non spiega efficacia diretta nel nuovo processo, salvo i casi di effetti riflessi su diritti dipendenti o subordinati; qui i diritti fatti valere erano autonomi, sicché il giudicato invocato non era opponibile.

  • artt. 115 e 116 c.p.c.

    La valutazione della prova deve essere coerente e non può ignorare una prova atipica che il giudice stesso ritenga dotata di valore indiziario, specie se potenzialmente decisiva ai fini dell’accertamento del fatto controverso.

  • art. 2050 c.c.

    Se l’attività è qualificabile come pericolosa, grava sull’esercente l’onere di dimostrare di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno; in presenza di elementi che facciano ritenere provata la consegna della bombola poco prima dell’incendio, il produttore avrebbe dovuto provare la regolare immissione in commercio del bene e il distributore gli accertamenti necessari prima della consegna.

Massime di principio

  • Il giudicato formatosi in un diverso processo non può essere automaticamente esteso a un nuovo giudizio quando le parti sono diverse e i diritti fatti valere sono autonomi, anche se i fatti storici coincidono.
  • Una prova atipica proveniente da altro giudizio può assumere valore indiziario, ma il giudice non può ignorarla in modo apodittico se essa è potenzialmente decisiva e se è invocata per superare l’incertezza probatoria.
  • Quando la motivazione di merito è internamente contraddittoria su un fatto decisivo, la sentenza non regge in cassazione.
  • Nelle controversie risarcitorie fondate su attività pericolosa, la ripartizione dell’onere probatorio deve essere verificata in relazione alla concreta sequenza causale: una volta provato un passaggio essenziale della filiera del prodotto, incombe al soggetto che invoca l’esenzione o l’assenza di responsabilità dimostrare l’adozione delle cautele dovute.

Come è indicizzato

MaterieResponsabilità da cose e animaliProveImpugnazioni
RamiResponsabilità civileProcesso civile
IstitutiGiudicatoOnere della provaNesso di causalità

Testo integrale

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