Sentenza n. 4892/2026 - Napoli, Sezione 1
per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Napoli Nord- Sez. Lavoro n. 4144/2024, pubblicata il 27/09/2024, nel procedimento recante n. R.G. 4164/2024, notificata all’Amministrazione in data 15.04.2025, anche ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni, passata in giudicato per mancata impugnazione nei termini di legge.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli Nord - Sezione Lavoro che aveva riconosciuto il diritto all'accredito di somme sulla carta elettronica del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha chiesto l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Napoli Nord - Sezione Lavoro n. 4144/2024, passata in giudicato per mancata impugnazione. La pronuncia aveva condannato il Ministero a mettere a disposizione, mediante accredito sulla carta elettronica del docente, euro 500 per ciascuno degli anni scolastici 2019/2020 e 2020/2021, oltre interessi. La sentenza era stata notificata all'Amministrazione il 15 aprile 2025 ai fini dell'esecuzione ed era decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996. Nonostante ciò, il Ministero non aveva eseguito il comando giudiziale. La ricorrente ha quindi domandato l'esecuzione del giudicato e, in caso di persistente inerzia, la nomina di un commissario ad acta.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha rilevato che la sentenza del giudice ordinario, una volta passata in giudicato, ha immediato valore conformativo-ordinatorio nei confronti dell'Amministrazione, obbligandola a far conseguire concretamente alla parte l'utilità riconosciuta dal giudice civile. Ha accertato il passaggio in giudicato della sentenza, la rituale notificazione presso la sede reale dell'Amministrazione, il decorso del termine dilatorio di 120 giorni e l'assenza di esecuzione da parte del Ministero. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla comunicazione della sentenza o dalla notificazione di parte, se anteriore. Per l'eventuale ulteriore inerzia, ha nominato commissario ad acta il Direttore della competente Direzione Generale del Ministero, con facoltà di delega a un altro dirigente, disponendo che il commissario si insedi su istanza della ricorrente e assicuri l'esecuzione nei successivi 60 giorni. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 600, oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza proposta per ottenere l'esecuzione del giudicato nei confronti dell'Amministrazione.
art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996
Il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione della sentenza all'Amministrazione consente di procedere all'esecuzione forzata del comando giudiziale nei confronti dell'ente pubblico.
Massime di principio
- Una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato, quando impone a una pubblica amministrazione di attribuire concretamente al privato un'utilità o un bene della vita, ha valore conformativo-ordinatorio immediatamente vincolante per l'Amministrazione e può essere fatta valere mediante giudizio di ottemperanza.
- L'azione di ottemperanza è accoglibile quando risultano il passaggio in giudicato della pronuncia, la sua notificazione all'Amministrazione, il decorso del termine dilatorio previsto per l'esecuzione nei confronti delle pubbliche amministrazioni e l'inerzia dell'Amministrazione debitrice.
- In caso di persistente inerzia successiva all'ordine giudiziale di esecuzione, il giudice dell'ottemperanza può nominare fin dalla sentenza un commissario ad acta, individuato ratione muneris, attribuendogli il compito di assicurare l'attuazione del giudicato entro un termine prefissato.
- Nel giudizio di ottemperanza, l'Amministrazione deve conseguire concretamente l'utilità già riconosciuta dal giudice della cognizione, senza potersi limitare a un'osservanza meramente formale del decisum.
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