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Sentenza

Sentenza del 28/02/2017 n. 815 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

IRPEF - Indennità di fine rapporto - Volontarietà del riscatto - Contribuzione volontaria a carico del lavoratore - Imponibilità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava la possibilità di ridurre la base imponibile IRPEF dell'indennità di fine rapporto mediante deduzione dei contributi previdenziali versati volontariamente dal lavoratore per il riscatto di periodi contributivi. Il contribuente riteneva che tali somme dovessero incidere sulla determinazione dell'imponibile. La decisione ha invece ritenuto decisiva la natura volontaria del riscatto e il fatto che la contribuzione fosse totalmente a carico del lavoratore: tale scelta costituisce l'esercizio di una facoltà personale prevista dalla normativa previdenziale e non deriva direttamente dal rapporto di lavoro.

La decisione

La riduzione della base imponibile IRPEF è stata negata. L'art. 17, ora art. 19, del d.P.R. n. 917/1986, come integrato dalla legge n. 154/1998, è stato interpretato nel senso che la rilevanza dei contributi previdenziali presuppone una correlazione tra il contributo posto a carico del datore di lavoro e quello gravante sul lavoratore. Restano quindi escluse le contribuzioni volontarie sostenute integralmente dal lavoratore, poiché il riscatto dipende da una sua libera determinazione e non dalle conseguenze del rapporto di lavoro.

Norme richiamate

  • Art. 17 del d.P.R. n. 917/1986, ora art. 19 del d.P.R. n. 917/1986 (TUIR)

    La norma, come integrata dalla legge n. 154/1998, richiede una correlazione tra la contribuzione previdenziale posta a carico del datore di lavoro e quella gravante sul lavoratore ai fini della riduzione della base imponibile dell'indennità di fine rapporto. Non comprende i contributi volontari integralmente sostenuti dal lavoratore.

  • Legge n. 154/1998

    Ha integrato la disciplina rilevante, rafforzando il collegamento tra contribuzione previdenziale e determinazione dell'imponibile dell'indennità di fine rapporto.

  • Testo unico delle norme sulle prestazioni previdenziali a favore dei dipendenti civili e militari dello Stato

    Riconosce al lavoratore la facoltà di chiedere il riscatto di determinati periodi contributivi. L'esercizio volontario di tale facoltà è stato considerato estraneo alle ordinarie conseguenze del rapporto di lavoro ai fini della riduzione dell'imponibile IRPEF.

Massime di principio

  • Per stabilire se contributi previdenziali possano ridurre l'imponibile di un'indennità di fine rapporto, occorre verificare non solo chi li ha pagati, ma anche la loro causa e il loro collegamento con il rapporto di lavoro.
  • I contributi versati volontariamente e integralmente dal lavoratore per esercitare una facoltà personale di riscatto, senza obbligo o partecipazione del datore di lavoro, non sono normalmente assimilabili alla contribuzione collegata al rapporto di lavoro e non riducono la base imponibile dell'indennità.
  • La mera natura previdenziale del versamento non è sufficiente a ottenere una deduzione fiscale: è necessario che ricorrano esattamente i presupposti previsti dalla disciplina tributaria applicabile.
  • In casi analoghi, bisogna distinguere tra contribuzione obbligatoria o correlata al rapporto di lavoro e contribuzione volontaria derivante da una scelta autonoma del lavoratore; solo la prima, se prevista dalla norma, può incidere sulla tassazione della prestazione.

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