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Cassazione Civile, Ordinanza n. 09694/2024 del 10/04/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (proprietario confinante)

La controversia

La controversia nasce da una domanda di un proprietario di fondo volta ad accertare l'illegittima occupazione, da parte dei vicini, di una porzione di terreno, a far dichiarare l'inesistenza di una servitù di passaggio su un'altra particella e a ottenere la rimozione dei manufatti e la restituzione delle aree. I convenuti si sono difesi sostenendo di avere usucapito la porzione occupata e, in subordine, hanno chiesto l'acquisizione del fondo per accessione invertita ex art. 938 c.c. Il Tribunale ha accolto la domanda principale e, in parte, la riconvenzionale, costituendo una servitù coattiva di passaggio con indennità. La Corte d'appello ha limitato l'area da restituire e aumentato l'indennità. Nel ricorso per cassazione sono stati dedotti otto motivi: (1) motivazione apparente e violazione degli artt. 132 c.p.c. e 111 Cost. sulla mancata prova dell'animus possidendi per l'usucapione; (2) violazione dell'art. 116 c.p.c. per la valutazione delle prove, con contestazione della minore rilevanza attribuita ai verbali del Corpo Forestale e maggiore peso alla prova testimoniale; (3) omesso esame di documentazione ritenuta decisiva ai fini dell'usucapione; (4) motivazione apparente e violazione degli artt. 132 c.p.c. e 111 Cost. sulla negata buona fede ai fini dell'art. 938 c.c.; (5) violazione dell'art. 938 c.c. per il rigetto della domanda di accessione invertita; (6) motivazione apparente sulla domanda di usucapione della servitù di passaggio; (7) violazione dell'art. 1061 c.c. per l'asserita insussistenza dell'apparenza della servitù; (8) violazione degli artt. 91 e 92 c.p.c. e del D.M. n. 55/2014 per la liquidazione delle spese su uno scaglione di valore ritenuto errato.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto inammissibili, perché diretti a sollecitare una rivalutazione del merito, i motivi sull'usucapione della porzione di terreno e sull'usucapione della servitù di passaggio, osservando che la Corte territoriale aveva motivato in modo intelligibile e rispettoso del minimo costituzionale, valorizzando la prova testimoniale e spiegando perché i verbali del Corpo Forestale non fossero decisivi. Ha poi ritenuto inammissibili anche i motivi relativi all'art. 938 c.c., perché la Corte d'appello aveva correttamente applicato il criterio della buona fede come ragionevole convincimento di edificare sul proprio suolo, escludendola in ragione della mancata assoluta di riferimenti visibili del confine e della conseguente omissione di una doverosa cautela preventiva. Quanto alla servitù di passaggio, ha ribadito che non basta la mera esistenza di una stradella, occorrendo un quid pluris di opere visibili e permanenti specificamente destinate all'esercizio del diritto. Infine, ha giudicato inammissibile per difetto di specificità il motivo sulle spese, poiché non era stato dimostrato che nel merito fossero stati prodotti documenti idonei a provare il valore dei terreni; in mancanza, era corretta la liquidazione secondo lo scaglione per cause di valore indeterminabile. Le spese del giudizio di legittimità sono state poste a carico dei ricorrenti ed è stato dato atto dell'obbligo del contributo unificato დამატivo ex art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 132 c.p.c.

    Richiamato come parametro del vizio di motivazione apparente; la Corte ha escluso che la sentenza impugnata ne fosse affetta, perché conteneva un percorso logico-intelligibile.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato in relazione all'obbligo di motivazione; la Corte ha ritenuto integrato il minimo costituzionale della motivazione.

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    Usato per denunciare nullità della sentenza per motivazione apparente; la censura è stata reputata inammissibile o infondata perché mirava in realtà a una nuova valutazione del fatto.

  • art. 116 c.p.c.

    Invocato per contestare la valutazione delle prove; la Corte ha ribadito che l'apprezzamento delle prove è riservato al giudice di merito.

  • art. 360, primo comma, nn. 3 e 5, c.p.c.

    Usato per denunciare violazione di legge e omesso esame di fatti decisivi; le censure sono state ritenute inammissibili perché dirette a ottenere una rivalutazione del compendio istruttorio.

  • art. 938 c.c.

    La buona fede richiesta dall'accessione invertita consiste nel ragionevole convincimento di edificare sul proprio suolo; non è presunta e va provata dal costruttore. Va esclusa se, secondo diligenza, il costruttore avrebbe dovuto dubitare della legittimità dell'occupazione.

  • art. 1061 c.c.

    Per l'usucapione della servitù di passaggio occorre l'apparenza della servitù, cioè segni visibili di opere permanenti obiettivamente destinate al suo esercizio; la mera esistenza di una strada o di un passaggio non basta.

  • art. 91 c.p.c.

    Richiamato per la regolazione delle spese secondo il principio di soccombenza.

  • art. 92 c.p.c.

    Richiamato insieme all'art. 91 c.p.c. in tema di spese processuali.

  • D.M. n. 55 del 2014

    Richiamato per la liquidazione dei compensi professionali, ritenuta correttamente effettuata sulla base dello scaglione applicabile.

  • art. 15 c.p.c.

    Richiamato per il criterio di determinazione del valore della causa; in assenza di prova del reddito dominicale, la Corte ha ritenuto corretto lo scaglione del valore indeterminabile.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2002

    Applicato per dare atto dei presupposti del raddoppio del contributo unificato in caso di rigetto/inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione non è consentito chiedere una nuova valutazione delle prove o una diversa ricostruzione del fatto: i motivi che si risolvono in una mera lettura alternativa del compendio istruttorio sono inammissibili.
  • L'apprezzamento della attendibilità dei testimoni, della rilevanza dei documenti e della scelta delle fonti di prova è riservato al giudice di merito, il quale deve solo esporre le ragioni del proprio convincimento senza essere tenuto a confutare analiticamente ogni deduzione difensiva.
  • La motivazione è apparente solo quando sia totalmente priva di effettivo contenuto argomentativo; se il percorso logico è intelligibile e idoneo a superare il minimo costituzionale, la censura non è ammissibile.
  • Ai fini dell'accessione invertita ex art. 938 c.c., la buona fede del costruttore non si presume e deve consistere in un ragionevole convincimento di edificare sul proprio suolo, da valutarsi secondo la diligenza esigibile in concreto; la sua assenza è ravvisabile quando il costruttore avrebbe dovuto dubitare della legittimità dell'occupazione.
  • Per l'acquisto per usucapione di una servitù di passaggio non basta la semplice utilizzazione di una strada o di una stradella: occorre la presenza di opere visibili e permanenti che rendano manifesto il peso sul fondo servente e la specifica destinazione al servizio del fondo dominante.
  • La censura sulle spese processuali deve essere specifica e supportata dagli atti rilevanti; in mancanza di prova del valore della controversia, è legittima la liquidazione secondo lo scaglione delle cause di valore indeterminabile.

Come è indicizzato

MateriePossessoServitùProveImpugnazioniSpese di lite
RamiDiritti realiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

Testo integrale

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