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Ordinanza

Ordinanza n. 775/2026 - Roma, Sezione 1B

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento M_D A0582CC REG2025 n. -OMISSIS-in data 17.11.2025 della Direzione Generale per il Personale Civile (DGPC) - 1° Reparto - 1^ Divisione - 1^ Sezione, nella parte in cui dispone l'assegnazione del ricorrente, in seguito al transito nelle aree funzionali del personale civile del Ministero della Difesa, presso l'Ufficio Generale Infrastrutture della Marina Militare - MARIUGINFRA - di Roma, nonché di tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali comunque lesivi dei diritti del ricorrente, ivi compresa la Direttiva del Ministero della Difesa n. M_D A0582CC REG2023 0051229 del 25/07/2023, ove interpretata e applicata nel senso di escludere in radice il bilanciamento tra gli interessi pubblici e privati coinvolti nella individuazione della sede di servizio, e di limitare indebitamente le possibilità di deroga ai criteri generali di assegnazione, nonché il contratto di lavoro individuale, giocoforza sottoscritto, nella parte in cui individua in Roma la sede di servizio in luogo di quella richiesta, Genova, in ragione delle problematiche sanitarie e assistenziali rappresentate.

Giustizia amministrativa202600480

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: assegnazione alla sede di servizio di Roma a seguito del transito nelle aree funzionali del personale civile del Ministero della Difesa, con contestuale contestazione della direttiva sui transiti e del contratto individuale di lavoro nella parte relativa alla sede

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il provvedimento con cui la Direzione Generale per il Personale Civile del Ministero della Difesa lo ha assegnato presso l'Ufficio Generale Infrastrutture della Marina Militare di Roma, anziché presso la sede richiesta di Genova. Ha contestato anche gli atti presupposti e consequenziali, compresa la direttiva ministeriale sui transiti, nella parte in cui sarebbe stata interpretata e applicata escludendo il necessario bilanciamento tra interessi pubblici e privati e limitando le deroghe ai criteri generali di assegnazione, nonché il contratto individuale di lavoro quanto alla sede di servizio. Le doglianze riguardavano, in particolare, l'omessa considerazione delle condizioni di salute del ricorrente con riguardo alla compatibilità degli spostamenti quotidiani tra Genova e Roma; l'omessa valutazione concreta delle esigenze familiari di assistenza ai genitori, per effetto di un'interpretazione dell'Annesso 2 alla circolare sui transiti che avrebbe escluso automaticamente le situazioni non riconducibili alla qualifica formale di caregiver di persona con handicap grave; e la mancata interlocuzione con il Ministero delle Infrastrutture in ordine alla possibile disponibilità di un impiego presso strutture civili delle Capitanerie di Porto.

La decisione

Il TAR non ha definito il merito della domanda di annullamento né ha disposto la sospensione dell'atto. Ritenuta la propria giurisdizione e competenza, ha ordinato al Ministero della Difesa di riesaminare la posizione del ricorrente entro 40 giorni dalla comunicazione dell'ordinanza, pronunciandosi espressamente sulle tre criticità evidenziate: la compatibilità tra le condizioni di salute e gli spostamenti dalla residenza alla sede di Roma; la concreta rilevanza delle esigenze familiari di assistenza ai genitori, senza escluderle automaticamente per la mancata qualifica di caregiver; e l'eventuale disponibilità di impiego presso strutture civili delle Capitanerie di Porto, previa interlocuzione con il Ministero delle Infrastrutture. Il giudizio è stato rinviato alla camera di consiglio del 22 aprile 2026.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La disposizione è richiamata nell'ambito della domanda cautelare, ma l'ordinanza non definisce espressamente la sospensione dell'efficacia del provvedimento.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce, insieme alla disciplina europea e all'art. 2-septies del Codice privacy, la base per disporre l'oscuramento delle generalità e dei dati idonei a rivelare lo stato di salute.

  • art. 9, paragrafi 1 e 4, Regolamento (UE) 2016/679

    È richiamato quale fondamento della protezione dei dati relativi alla salute e dell'oscuramento disposto nella diffusione del provvedimento.

  • art. 2-septies d.lgs. 196/2003

    È richiamato quale ulteriore base normativa per la tutela dei dati relativi alla salute mediante oscuramento.

Massime di principio

  • Nel determinare la sede di servizio di un dipendente transitato nei ruoli civili dell'amministrazione, l'autorità deve valutare non solo la compatibilità delle condizioni di salute con le mansioni assegnate, ma anche la compatibilità concreta della sede e degli spostamenti necessari per raggiungerla.
  • Le esigenze familiari di assistenza rappresentate dall'interessato devono essere esaminate in concreto e non possono essere automaticamente escluse soltanto perché non ricorre una formale qualifica di caregiver relativa a un familiare con handicap grave.
  • La scelta della sede di servizio richiede un'adeguata ponderazione tra le esigenze organizzative dell'amministrazione e le condizioni personali, sanitarie e familiari dell'interessato; una disciplina interna non può essere applicata in modo da escludere in radice tale bilanciamento.
  • Quando il dipendente prospetta la possibilità di un impiego alternativo presso strutture appartenenti ad altra amministrazione, l'amministrazione procedente deve verificare, ove rilevante, l'eventuale disponibilità di tali impieghi mediante interlocuzione con l'amministrazione competente.

Come è indicizzato

MaterieTrasferimenti e impiegoMotivazione del provvedimento
RamiForze armate e forze di poliziaProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPonderazione degli interessi e interesse pubblicoDifetto di istruttoriaDifetto di motivazione

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