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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2521/2023 del 20/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello per vizi nella dosimetria: la Corte territoriale, pur avendo riconosciuto le circostanze attenuanti generiche in primo grado, ha irrogato per il reato di minaccia (art. 612 c.p.) una pena detentiva come aumento per la continuazione senza giustificare l'opzione e senza operare correttamente il giudizio di comparazione delle attenuanti ai sensi dell'art. 69 c.p.; ciò ha portato a un aumento che, convertito in pena pecuniaria secondo la giurisprudenza delle Sezioni Unite (Giglia), avrebbe determinato un ammontare superiore al massimo previsto per il reato-satellite, con evidente illegittimità.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso nei termini indicati: ha ritenuto che le attenuanti generiche, fondate su elementi soggettivi (es. leale condotta processuale e personalità), dovevano estendersi anche al reato-satellite di minaccia; ha rilevato che la Corte d'appello ha applicato un aumento di tre mesi e 100 euro per la continuazione in modo non conforme ai principî delle Sezioni Unite (Giglia) e che il ragguaglio di tale aumento a pena pecuniaria avrebbe prodotto una sanzione pecuniaria superiore al massimo legale per il reato di cui all'art. 612 c.p.; per questo motivo la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente al trattamento sanzionatorio relativo all'aumento per la continuazione in riferimento al reato di minaccia, con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Bari per la determinazione della pena nel rispetto dei criteri e dei limiti di legge.

Norme richiamate

  • art. 81, comma 2, cod. pen.

    Richiamata per il cumulo/unanità delle condotte (unificazione delle condotte ai fini delle sanzioni) e per la determinazione dell'aumento in caso di continuazione.

  • art. 69 cod. pen.

    Regola il giudizio di comparazione delle circostanze: le attenuanti generiche devono essere confrontate con le aggravanti; la Corte ha omesso di estendere correttamente tale comparazione al reato-satellite.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Richiamato indirettamente per il principio che, se le attenuanti di cui all'art. 62-bis rendono un fatto punibile con sola pena pecuniaria, il trattamento sanzionatorio deve rispettare la natura pecuniaria del reato-satellite.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena e per il giudizio sulle circostanze attenuanti; la Corte sottolinea la differenza tra elementi oggettivi (riferiti al fatto) ed elementi soggettivi (riferiti all'imputato) ai fini dell'estensione delle attenuanti.

  • Sez. U. n. 8667 del 12/02/2019 (Giglia)

    Stabilisce il metodo in due fasi per l'aumento in caso di continuazione quando i reati sono puniti con pene di specie diversa: prima si applica l'aumento 'sub specie' di pena detentiva sulla pena del reato base, poi si ragguaglia l'aumento a pena pecuniaria ex art. 135 c.p.; tuttavia il ragguaglio non può produrre una sanzione superiore al massimo previsto per il reato-satellite.

  • art. 135 cod. pen.

    Consente il ragguaglio da pena detentiva a pena pecuniaria; la Corte richiama che tale conversione non può determinare una pena pecuniaria superiore al massimo previsto per il reato-satellite.

  • art. 612 cod. pen.

    Norma che punisce le minacce; nel caso concreto il reato di minaccia è divenuto, per effetto dell'estensione delle attenuanti, punibile con la sola pena pecuniaria e pertanto soggetto ai vincoli del ragguaglio/limite massimo.

  • art. 620, comma 1, lett. i), cod. proc. pen.

    Richiamato per la motivazione della Corte di cassazione che, pur annullando, non ha proceduto ella stessa alla nuova determinazione della pena ma ha rinviato ad altra sezione della Corte d'appello per nuovo giudizio sul punto.

Massime di principio

  • Se il riconoscimento delle attenuanti generiche si fonda su elementi soggettivi riferibili all'imputato (es. condotta processuale, personalità), il beneficio può estendersi a tutti i reati uniti dal vincolo della continuazione; se è fondato su elementi oggettivi riferiti al singolo fatto, il beneficio va limitato al singolo reato.
  • In caso di continuazione tra reati puniti con sanzioni di specie diversa, l'aumento per la continuazione va calcolato in due fasi come indicato dalle Sezioni Unite: prima come aumento 'sub specie' di pena detentiva sul reato base, poi convertito a pena pecuniaria ex art. 135 c.p.; il ragguaglio non può dar luogo a una sanzione pecuniaria superiore al massimo previsto per il reato-satellite.
  • Quando un reato satellite risulta punibile solo con pena pecuniaria in virtù delle attenuanti, il giudice deve evitare di applicare aumenti che, una volta convertiti, eccedono il massimo legale: in tal caso occorre rideterminare l'aumento nel rispetto del principio di legalità e del favor rei.
  • La motivazione della Corte che estende attenuanti o applica aumenti deve essere esplicita: il giudice di merito deve giustificare l'estensione delle attenuanti e il metodo di calcolo dell'aumento per la continuazione, in modo da consentire il controllo di legittimità in Cassazione.
  • In situazioni analoghe la via corretta è o il ragguaglio dell'aumento a pena pecuniaria nei limiti legali o, se ciò non è possibile senza eccedere il massimo, la revisione dell'aumento/pena da parte del giudice di merito (con eventuale rinvio), sempre nel rispetto del favor rei.

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