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Sentenza

Sentenza del 02/03/2020 n. 5639 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione di avviso di accertamento ICI relativo al 2007: la ricorrente contestava di aver cessato di essere soggetto passivo ICI a seguito del decreto di esproprio definitivo emesso il 24 gennaio 2007, per cui non doveva l'imposta dall'efficacia di quel decreto; il Comune sosteneva invece che la società aveva mantenuto il possesso e che il trasferimento formale con rogito del 30 ottobre 2007 avrebbe inciso sull'obbligo tributario.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che il decreto di esproprio divenuto definitivo costituisca atto di trasferimento della proprietà e che, perciò, l'espropriato cessa di essere soggetto passivo ICI dalla data di efficacia del decreto (24 gennaio 2007). Ha inoltre chiarito che la successiva cessione/rogito del 30 ottobre 2007 non annulla il decreto ma, ai sensi dell'art.1360 c.c., l'esecuzione del rogito retroagisce alla data del decreto, confermando l'inizio dell'effetto traslativo al 24 gennaio 2007. La sentenza impugnata è cassata e deciso nel merito: l'ICI non è dovuta dalla ricorrente a decorrere dal 24 gennaio 2007. Spese compensate.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 504 del 1992, art. 1 comma 2

    Presupposto dell'imposta è il possesso di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli, siti nel territorio dello Stato, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l'attività dell'impresa

    L'ICI ha come presupposto il possesso dell'immobile, ma la qualifica di soggetto passivo è rimessa alla titolarità del diritto reale (proprietà) secondo art. 3; il mero mantenimento della disponibilità materiale non impedisce la perdita della qualità di soggetto passivo quando la proprietà sia trasferita per effetto di decreto di esproprio definitivo.

  • d.lgs. n. 504 del 1992, art. 3 comma 1

    Soggetti passivi dell'imposta sono il proprietario di immobili di cui al comma 2 dell'articolo 1, ovvero il titolare di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie, sugli stessi

    Individua il proprietario (o titolare di diritto reale) come soggetto passivo: la perdita della titolarità della proprietà implica la cessazione della soggettività passiva ICI.

  • d.P.R. n. 327 del 2001, art. 23, lettera f)

    dispone il passaggio del diritto di proprietà, o del diritto oggetto dell'espropriazione, sotto la condizione sospensiva che il medesimo decreto sia successivamente notificato ed eseguito

    Il decreto di esproprio, una volta divenuto definitivo e eseguito, produce il trasferimento della proprietà; tale trasferimento è rilevante ai fini dell'identificazione del soggetto passivo tributario.

  • d.P.R. n. 327 del 2001, art. 45, commi 1 e 3

    Fin da quando è dichiarata la pubblica utilità dell'opera e fino alla data in cui è eseguito il decreto di esproprio, il proprietario ha il diritto di stipulare col soggetto beneficiario dell'espropriazione l'atto di cessione del bene o della sua quota di proprietà" ... "L'accordo di cessione produce gli effetti del decreto di esproprio e non li perde se l'acquirente non corrisponde la somma entro il termine concordato

    La cessione volontaria può intervenire anche dopo il decreto e serve a determinare prezzo ed esecuzione, ma non annulla il trasferimento già operato dal decreto definitivo; l'accordo di cessione ha natura esecutiva del decreto.

  • Codice Civile, art. 1360

    Gli effetti dell'avveramento della condizione retroagiscono al tempo in cui è stato concluso il contratto, salvo che, per volontà delle parti o per la natura del rapporto, gli effetti del contratto o della risoluzione debbano essere riportati a un momento diverso

    L'esecuzione/formalizzazione del trasferimento con rogito che attua la condizione sospensiva retroagisce alla stipula/alla data del decreto quando le parti così lo intendono o per natura dell'atto; ciò ha permesso alla Corte di riconoscere l'effetto traslativo dalla data del decreto (24/01/2007).

  • Codice di procedura civile, art. 384

    Consente alla Corte di cassazione di decidere nel merito quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto: utilizzata per decidere immediatamente sul punto sostanziale.

  • Codice di procedura civile, art. 92

    Norma sulla condanna alle spese: la Corte ha compensato le spese di tutti i gradi di giudizio in ragione della novità della questione.

Massime di principio

  • Il decreto di esproprio divenuto definitivo e successivamente eseguito costituisce atto traslativo della proprietà: chi è espropriato cessa di essere soggetto passivo dell'imposta sul bene dalla data di efficacia del decreto, anche se conserva la disponibilità materiale del bene.
  • La conservazione del possesso materiale non prevale sulla perdita della titolarità del diritto reale: il presupposto impositivo è la titolarità del diritto reale (proprietà o altro diritto reale), non la mera detenzione.
  • Una cessione volontaria successiva al decreto di esproprio non annulla né posticipa automaticamente gli effetti traslativi del decreto; essa può semmai determinare il prezzo e dare esecuzione formale, e i suoi effetti possono retroagire se previsto (art.1360 c.c.).
  • Nei giudizi di legittimità, quando la questione è esclusivamente di diritto e non richiede nuovi accertamenti di fatto, la Cassazione può decidere nel merito (art.384 c.p.c.), evitando il rinvio ad altro grado.
  • In presenza di questioni giuridiche nuove o controverse, il giudice può compensare le spese processuali (art.92 c.p.c.).
  • Per situazioni analoghe è opportuno verificare la data di efficacia/definitività ed esecuzione del decreto di esproprio e confrontarla con gli atti formali successivi (rogiti, accordi di cessione) per determinare la decorrenza degli obblighi tributari.

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