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Sentenza

Sentenza n. 1652/2026 - Roma, Sezione 2Q

per l'opposizione al Decreto di perenzione reso nel procedimento n. 13641/2022 REG RIC.

Giustizia amministrativa202405997

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterSentenzaaltro

Atto impugnato: decreto di perenzione del ricorso R.G. n. 13641/2022

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto opposizione al decreto di perenzione con cui era stato dichiarato perento il ricorso originario, promosso contro un'ingiunzione adottata dal Parco Archeologico dell'Appia Antica ai sensi dell'art. 167 d.lgs. n. 42/2004. Ha dedotto di avere già presentato nel giudizio originario un'istanza di fissazione dell'udienza e ha evidenziato che, successivamente, aveva impugnato anche una determina dirigenziale di demolizione relativa alle medesime opere abusive, sostenendo la permanenza dell'interesse alla decisione e chiedendo la revoca o l'annullamento del decreto di perenzione, la fissazione dell'udienza di merito e, eventualmente, la riunione dei giudizi. Il Ministero della cultura non si è costituito. In udienza il Collegio ha sottoposto alle parti il profilo di possibile inammissibilità per violazione del ne bis in idem.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per violazione del principio del ne bis in idem. Il ricorrente aveva infatti già proposto opposizione al medesimo decreto di perenzione con separato atto, ritualmente depositato il 30 maggio 2024 nel giudizio originario R.G. n. 13641/2022. Tale precedente opposizione era stata già rigettata dalla stessa Sezione con ordinanza collegiale n. 14983/2024, adottata ai sensi dell'art. 85, commi 4 e seguenti, c.p.a. La questione relativa alla permanenza dell'interesse e alla riunione con il diverso giudizio R.G. n. 287/2024 non è stata quindi esaminata nel merito. Nulla è stato disposto sulle spese, in ragione della mancata costituzione del Ministero.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni applicabili alla definizione del giudizio.

  • art. 71, comma 1, c.p.a.

    Richiamato nel decreto di perenzione quale disposizione relativa alla necessità di chiedere la fissazione dell'udienza entro il termine previsto.

  • art. 81 c.p.a.

    Richiamato quale base normativa della dichiarazione di perenzione del ricorso originario.

  • art. 85, commi 4 e seguenti, c.p.a.

    Indicato quale fondamento dell'ordinanza collegiale con cui era stata decisa la precedente opposizione al decreto di perenzione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni applicabili alla decisione sull'opposizione.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Ha consentito al Collegio di avvisare le parti, in udienza, del possibile rilievo d'ufficio del profilo di inammissibilità.

  • art. 167 d.lgs. n. 42/2004

    Costituiva la base normativa dell'ingiunzione originariamente impugnata nel giudizio dichiarato perento.

Massime di principio

  • È inammissibile una seconda opposizione proposta contro il medesimo decreto di perenzione quando la stessa parte abbia già promosso, con separato atto, un'opposizione sul medesimo provvedimento e questa sia stata già definita dal giudice, in applicazione del principio del ne bis in idem.
  • La pendenza di un diverso giudizio relativo a un provvedimento amministrativo connesso ai medesimi fatti non consente di eludere gli effetti preclusivi della precedente decisione sull'opposizione al decreto di perenzione né impone l'esame di merito di una nuova opposizione identica.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti specialiSanatoria paesaggistica
RamiProcesso amministrativoBeni culturali e paesaggio
IstitutiAbuso del diritto e del processoDecadenza e tardività

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