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Sentenza

Sentenza n. 658/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Sezione staccata Salerno, (Sezione Seconda) n. -OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202307764

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Campania, Sezione staccata di Salerno, che aveva dichiarato in parte inammissibile e in parte respinto il ricorso contro la nota comunale di invito alla demolizione e il diniego di accertamento di conformità urbanistico-edilizia

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (richiedente sanatoria edilizia)

Prevale il privato

La controversia

L’appellante ha impugnato la sentenza di primo grado deducendo, con cinque motivi sostanzialmente convergenti, error in procedendo ed error in iudicando, violazione degli artt. 9 e 32 delle NTA del PRG comunale, irragionevolezza, difetto di istruttoria e di motivazione, erroneità dei fatti e difetto dei presupposti. L’istanza di accertamento di conformità riguardava un centro polifunzionale di interesse pubblico destinato a centro anziani/casa famiglia, con uffici e ambulatori. Il diniego comunale era motivato esclusivamente dall’insistenza dei manufatti su un’area destinata a parcheggio e preordinata all’esproprio. L’appellante ha contestato tale motivazione rilevando, in particolare, che il vincolo espropriativo, risalente secondo la prospettazione non smentita dal Comune al 1992, avrebbe perso efficacia per mancata attuazione dell’esproprio nel termine decennale, e che l’art. 9 delle NTA, relativo alle zone A2 e alle attrezzature di interesse comune, avrebbe consentito iniziative private diverse dalle scuole. L’appello non ha censurato il capo della sentenza relativo alla nota comunale di invito a eseguire la demolizione disposta dalla Procura; tale capo è pertanto passato in giudicato.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello nei limiti dedotti e ha riformato la sentenza di primo grado, annullando il diniego di accertamento di conformità. Il Collegio ha ritenuto insufficiente la motivazione comunale, poiché l’atto non chiariva né se il vincolo preordinato all’esproprio fosse ancora vigente, considerata la sua risalenza e la mancata realizzazione dell’intervento espropriativo nei dieci anni successivi, né se il centro polifunzionale potesse essere ricompreso tra le attrezzature di interesse comune disciplinate dall’art. 9 delle NTA. La previsione secondo cui l’iniziativa privata non si applica alle scuole è stata ritenuta suscettibile di lettura a contrario quanto alla possibilità di iniziative private relative ad altre attrezzature di interesse comune. L’Amministrazione, nel riesercizio del potere, dovrà motivare espressamente sulla perdurante vigenza del vincolo espropriativo e sulla riconducibilità del centro polifunzionale alle attrezzature di interesse comune. Il capo della sentenza concernente la nota di invito alla demolizione è rimasto coperto da giudicato per mancata impugnazione. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    La disposizione è richiamata quale base dell’istanza di accertamento di conformità urbanistico-edilizia; il giudice non definisce ulteriori profili interpretativi della norma.

  • art. 9 NTA del PRG del Comune di Sant'Egidio del Monte Albino

    L’iniziativa privata non si applica alle scuole

    La previsione, riferita alle attrezzature di interesse comune nelle zone A2, è interpretata dal giudice nel senso che può lasciare desumere, a contrario, la possibilità di iniziative private relative ad attrezzature diverse dalle scuole, tra cui il centro polifunzionale oggetto dell’istanza.

  • art. 32 NTA del PRG del Comune di Sant'Egidio del Monte Albino

    È richiamato tra le disposizioni che l’appellante assume violate; la sentenza non esplicita uno specifico contenuto interpretativo della norma.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato per lo svolgimento dell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato mediante collegamento da remoto.

Massime di principio

  • Il diniego di accertamento di conformità urbanistico-edilizia è illegittimo per difetto di istruttoria e motivazione quando si fonda sull’esistenza di un vincolo preordinato all’esproprio senza verificare e indicare espressamente se il vincolo sia ancora efficace, soprattutto quando risulti risalente e non sia stato attuato nel termine previsto.
  • Quando il diniego di regolarizzazione edilizia si fonda sulla destinazione urbanistica dell’area, l’amministrazione deve motivare specificamente sulla compatibilità dell’intervento con le categorie funzionali previste dalle norme tecniche di attuazione, non potendo limitarsi a una generica qualificazione dell’area come destinata a parcheggio o ad attrezzature pubbliche.
  • Una disposizione delle norme tecniche di attuazione che esclude l’iniziativa privata per una specifica categoria di attrezzature non consente, senza ulteriore motivazione, di escludere tutte le iniziative private relative alle diverse attrezzature di interesse comune; occorre verificare il significato complessivo della disciplina e motivare sulla riconducibilità concreta dell’intervento alla categoria urbanistica pertinente.
  • In sede di riedizione del potere successiva all’annullamento di un diniego, l’amministrazione è tenuta a conformarsi alle indicazioni della sentenza e a dare espressamente conto dei presupposti individuati dal giudice, nella specie della perdurante vigenza del vincolo espropriativo e della qualificazione urbanistica dell’intervento.
  • Il capo di una sentenza non specificamente censurato con l’appello passa in giudicato e non rientra nel thema decidendum del giudizio di secondo grado.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioVincoli urbanisticiDestinazioni d'uso e zone omogeneeAppello
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaEffetto conformativo e riedizione del potereDecadenza e tardività

Testo integrale

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