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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38836/2024 del 22/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 11/04/2024 che aveva respinto la richiesta di affidamento in prova al servizio sociale o, in subordine, di detenzione domiciliare per l'espiazione di pena di 1 anno e 6 mesi, sulla base della dichiarata irreperibilità del ricorrente. Il ricorrente contestava la declaratoria di irreperibilità sostenendo di aver trasferito la residenza da Rothenburg a Wolhusen (via Spitalring n.4) e di aver comunicato il nuovo indirizzo, nell'estate 2023, al Commissariato di polizia di Galatina; deduceva carenza nelle ricerche (non aver richiesto informazioni al vecchio comune o ai genitori residenti a Galatina).

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che l'istanza originaria fosse inammissibile per mancata dichiarazione o elezione di domicilio ai sensi dell'art. 677, comma 2-bis, cod. proc. pen.: l'istanza conteneva solo l'indicazione della residenza anagrafica in Rothenburg e non una esplicita dichiarazione/elevazione di domicilio, requisito a pena di inammissibilità per le domande di misure alternative. La Corte ha inoltre chiarito che la mera indicazione della residenza anagrafica non può sostituire la dichiarazione di domicilio e che la inammissibilità può essere rilevata d'ufficio (art. 609, comma 2). Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 159 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente come presunta violata, ma non è risultata decisiva nella motivazione della Corte, che ha fondato il rigetto sull'inammissibilità per omissione della dichiarazione/elevazione di domicilio.

  • art. 677, comma 2-bis, cod. proc. pen.

    «il condannato non detenuto ha l'obbligo, a pena di inammissibilità, di fare la dichiarazione o l'elezione di domicilio con la domanda con la quale chiede una misura alternativa»

    La Corte interpreta la norma come requisito formale e sostanziale a pena di inammissibilità: la domanda di misura alternativa deve contenere l'esplicita dichiarazione o elezione di domicilio; la semplice indicazione della residenza anagrafica, anche se effettiva, non è sufficiente e non può sostituire la dichiarazione richiesta.

  • art. 609, comma 2, cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di legittimità di rilevare d'ufficio vizi che comportano inammissibilità e che impediscono la corretta instaurazione del rapporto processuale; in questo caso la Corte ha rilevato l'inammissibilità dell'istanza originaria senza entrare nel merito.

Massime di principio

  • Per ottenere misure alternative alla detenzione il condannato non detenuto deve dichiarare o eleggere un domicilio nella stessa domanda; l'omissione rende la domanda inammissibile.
  • La mera indicazione della residenza anagrafica non equivale alla dichiarazione o elezione di domicilio: è richiesta una manifestazione di volontà che quel luogo sia utilizzato per comunicazioni/Notifiche.
  • La inammissibilità per mancata dichiarazione di domicilio è un vizio non sanabile e può essere rilevato d'ufficio dal giudice di legittimità, con conseguente rigetto senza esame del merito.
  • Comunicazioni informali del cambiamento di indirizzo (es. a polizia locale o familiari) possono non essere sufficienti: è preferibile allegare alla domanda prove della dichiarazione/elevazione di domicilio o documentazione ufficiale della comunicazione del trasferimento.
  • Se l'indirizzo indicato nella domanda risulta inefficace per le notifiche, il giudice può dichiarare l'irreperibilità e respingere l'istanza per motivi procedurali; pertanto l'avente diritto deve curare formalmente l'elezione/dichiarazione di domicilio e aggiornare tempestivamente le variazioni.

Testo integrale

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