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Sentenza

Sentenza n. 4350/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento dell'art. 8, comma 1, lett. c) e dell'art. 14, comma 1, lettere c), e), h) ed i) del Decreto del Ministero della Transizione Ecologica del 21 maggio 2021 recante “Determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che possono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione dell'energia elettrica e del gas per gli anni 2021-2024 (c.d. certificati bianchi)”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale serie n. 128 del 31 maggio 2021, che ha modificato il precedente Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con l'allora Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (oggi MITE) dell'11 gennaio 2017, recante “Determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che devono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione dell'energia elettrica e il gas per gli anni dal 2017 al 2020 e per l'approvazione delle nuove Linee Guida per la preparazione, l'esecuzione e la valutazione dei progetti di efficienza energetica”.

Giustizia amministrativa202200001

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione depositata dalla parte ricorrente il 26 novembre 2025. Il giudice ha applicato l'art. 84, comma 4, c.p.a., ritenendo venuto meno l'interesse alla decisione. Le spese di giudizio sono state integralmente compensate tra le parti in ragione della peculiarità della questione trattata.

TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Disposizioni del decreto ministeriale 21 maggio 2021 sui certificati bianchi, recanti la modifica degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico e delle regole applicabili ai progetti di efficienza energetica

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni e autorità regolatoria)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'associazione e il soggetto privato hanno impugnato, chiedendone l'annullamento, l'art. 8, comma 1, lettera c), e l'art. 14, comma 1, lettere c), e), h) e i), del decreto del Ministero della Transizione Ecologica del 21 maggio 2021, relativo agli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico perseguibili dalle imprese distributrici di energia elettrica e gas nel periodo 2021-2024 e modificativo del decreto ministeriale 11 gennaio 2017. Il testo della sentenza non espone i singoli motivi di illegittimità dedotti, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse.

Norme richiamate

  • art. 84, comma 4, c.p.a.

    La sopravvenuta dichiarazione di difetto di interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La norma è richiamata quale presupposto per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Le disposizioni sono richiamate, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio amministrativo, la parte ricorrente dichiara il sopravvenuto venir meno dell'interesse alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a.
  • La peculiarità della questione trattata può giustificare la compensazione integrale delle spese di giudizio, anche a fronte della definizione del ricorso per improcedibilità.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàIncentivi energetici
RamiProcesso amministrativoEnergia, infrastrutture e comunicazioni
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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