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Sentenza

Corte di giustizia, Ordinanza C-658/22

Ordinanza della Corte (Decima Sezione) del 9 gennaio 2024. — Sąd Najwyższy. — Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Sąd Najwyższy. — Rinvio pregiudiziale – Articolo 53, paragrafo 2, del regolamento di procedura della Corte – Articolo 267 TFUE – Questioni giuridiche sottoposte ad una Corte suprema dal suo primo presidente – Insussistenza di una lite pendente dinanzi al giudice del rinvio – Manifesta irricevibilità. — Causa C-658/22

Giurisprudenza europea62022CO0658

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte, con ordinanza motivata, ha dichiarato manifestamente irricevibile il rinvio del Sąd Najwyższy polacco. Ha rilevato che il procedimento dinanzi alla sezione civile in composizione plenaria non mirava a risolvere una controversia tra parti, ma a fornire una risposta astratta su questioni giuridiche sollevate dalla prima presidente, destinata ad acquisire forza di principio giuridico. In assenza di una lite pendente e della necessità della pronuncia ai fini della decisione nazionale, non erano soddisfatti i presupposti dell’articolo 267 TFUE.

Rinvio pregiudiziale del Sąd Najwyższy polacco dichiarato manifestamente irricevibile per mancanza di una controversia pendente e di necessità della risposta ai fini della decisione

La questione giuridica

Se il diritto dell’Unione osti: 1) a che un collegio della Corte suprema polacca sia composto da giudici nominati in un contesto di asserite irregolarità nella procedura di nomina e nella scelta della KRS; 2) a disposizioni nazionali che vietano, sotto minaccia di sanzione disciplinare, di verificare la legittimità della nomina dei giudici; 3) all’efficacia di una sentenza della Corte costituzionale polacca che pretenderebbe di impedire tale verifica dell’indipendenza e della costituzione per legge del giudice, anche in relazione all’articolo 267 TFUE e all’articolo 47 della Carta.

Principio di diritto

Il rinvio pregiudiziale è manifestamente irricevibile quando il giudice del rinvio non è chiamato a decidere una controversia reale tra parti, ma solo a rendere un parere o una decisione generale avente forza di principio giuridico: in tale ipotesi manca la necessità della risposta della Corte ai fini della pronuncia nazionale, requisito essenziale dell’articolo 267 TFUE. La Corte non esamina quindi il merito delle questioni sull’indipendenza del collegio, sulle irregolarità della nomina dei giudici né sull’effetto delle norme disciplinari o della decisione della Corte costituzionale polacca.

Norme richiamate

  • Articolo 53, paragrafo 2, del regolamento di procedura della Corte
  • Articolo 267 TFUE
  • Articolo 2 TUE
  • Articolo 4, paragrafi 2 e 3, TUE
  • Articolo 6, paragrafi 1 e 3, TUE
  • Articolo 19, paragrafo 1, secondo comma, TUE
  • Articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
  • Costituzione della Repubblica di Polonia, articoli 144, 179 e 187
  • Legge sulla Corte suprema (articoli 29, 72, 83, 85, 87 e 88)
  • Legge sulla KRS (articoli 37, 44 e successive modifiche)

Rinvio pregiudiziale del Sąd Najwyższy polacco dichiarato manifestamente irricevibile

L’ordinanza riguarda un rinvio pregiudiziale del Sąd Najwyższy (Corte suprema, Polonia), investito dalla prima presidente di questioni giuridiche sulla validità della composizione di un collegio giudicante e sulla possibilità di verificare la legittimità della nomina di alcuni giudici. La Corte decide con ordinanza motivata ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, del regolamento di procedura, ritenendo il rinvio manifestamente irricevibile.

Contesto normativo nazionale

Il giudice del rinvio richiama varie disposizioni della Costituzione polacca e della legge sulla Corte suprema. In particolare, l’articolo 179 della Costituzione prevede la nomina dei giudici da parte del presidente della Repubblica su proposta della KRS, mentre l’articolo 187 disciplina la composizione di tale organo. La legge sulla Corte suprema, come modificata, contiene inoltre norme che vietano di contestare la legittimazione degli organi giurisdizionali e di accertare la legittimità della nomina dei giudici, prevedendo anche conseguenze disciplinari per atti che mettano in discussione tali profili.

Fatti e procedimento principale

Il procedimento interno trae origine da questioni giuridiche sollevate dalla prima presidente del Sąd Najwyższy in relazione agli effetti dell’accertamento del carattere abusivo di clausole in contratti di credito denominati o indicizzati in valuta estera. La sezione civile in composizione plenaria si è riunita il 2 settembre 2021; tra i 21 giudici partecipanti vi erano anche 7 giudici nominati nel 2018 sulla base di delibere della KRS poi impugnate e successivamente annullate dal Naczelny Sąd Administracyjny.

Il giudice del rinvio ha espresso dubbi sulla regolarità della composizione del collegio e sulla sua qualità di tribunale indipendente e imparziale, richiamando:

  • l’asserita irregolarità della procedura di nomina;
  • la sospensione dell’esecuzione delle delibere della KRS;
  • il successivo annullamento di tali delibere;
  • l’introduzione di disposizioni che impediscono al Sąd Najwyższy di sindacare la legittimità delle nomine.

Questioni pregiudiziali

Il rinvio sottoponeva alla Corte tre quesiti, in sintesi:

  • se un collegio della Corte suprema formato da persone nominate in asserita violazione di norme fondamentali nazionali possa essere considerato un organo giurisdizionale indipendente, imparziale e precostituito per legge;
  • se il diritto dell’Unione osti a norme nazionali che vietano, anche sotto sanzione disciplinare, il controllo sulla legittimità della nomina dei giudici;
  • se una sentenza della Corte costituzionale polacca possa impedire al giudice nazionale di verificare l’indipendenza e la costituzione per legge del collegio, specie quando la decisione del Sąd Najwyższy mirava ad attuare una precedente sentenza della Corte di giustizia.

Ragionamento della Corte sulla ricevibilità

La Corte ricorda che il rinvio pregiudiziale serve a fornire al giudice nazionale gli elementi interpretativi necessari per risolvere una controversia concreta, non per formulare pareri consultivi su questioni generali o ipotetiche. Il requisito essenziale dell’articolo 267 TFUE è l’esistenza di una lite effettivamente pendente dinanzi al giudice del rinvio e la necessità della risposta per emanare la decisione.

Applicando tali principi, la Corte osserva che nel caso di specie non era pendente alcuna controversia dinanzi alla sezione civile in composizione plenaria del Sąd Najwyższy. Quel collegio, infatti, era chiamato a rispondere a questioni giuridiche sollevate dalla prima presidente nell’ambito di un meccanismo interno volto a dirimere divergenze interpretative e a produrre una decisione generale che acquisisce forza di principio giuridico.

La Corte sottolinea inoltre che:

  • non era possibile individuare parti contrapposte del procedimento;
  • né la prima presidente né il procuratore generale avevano la qualità di parte;
  • la presenza del procuratore generale alla seduta non muta la natura non contenziosa del procedimento.

Di conseguenza, la domanda non rispondeva a una necessità inerente alla soluzione di una controversia reale tra parti.

Decisione

La Corte dichiara che la domanda di pronuncia pregiudiziale è manifestamente irricevibile. Restano assorbite le questioni di merito relative all’indipendenza del collegio, alla legittimità delle nomine e alla portata delle norme disciplinari e della decisione della Corte costituzionale polacca.

Portata pratica

Per i professionisti, la pronuncia ribadisce che il rinvio pregiudiziale non può essere utilizzato per ottenere una valutazione astratta sulla conformità al diritto dell’Unione di assetti istituzionali o nomine giudiziarie, se manca una lite concreta da definire. Il controllo della Corte ex articolo 267 TFUE richiede sempre un nesso funzionale con la decisione nazionale da adottare.

Come è indicizzato

Materierinvio pregiudizialeindipendenza della magistraturanomina dei giudiciirricevibilità processualestato di diritto

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