Sentenza del 13/03/2017 n. 342 - Comm. Trib. Reg. per il Veneto
Reddito d'impresa - interessi passivi - valenza del principio di inerenza - non sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle Entrate aveva disconosciuto, ai fini IRES, la deducibilità degli interessi passivi corrisposti ai soci sul prestito obbligazionario. Secondo l'Ufficio, il finanziamento era stato utilizzato per rimborsare il debito derivante dalla distribuzione di dividendi agli stessi soci sottoscrittori delle obbligazioni, con conseguente antieconomicità e non inerenza dei relativi costi ai sensi dell'art. 109 del TUIR. La società contestava tale recupero sostenendo, tra l'altro, che il principio di inerenza non fosse applicabile agli interessi passivi e che l'operazione non fosse stata adeguatamente qualificata come antieconomica.
La decisione
La Commissione Tributaria Provinciale aveva accolto i ricorsi riuniti della società e annullato gli accertamenti. In appello, il Collegio ha respinto l'impugnazione dell'Agenzia delle Entrate, confermando la sentenza di primo grado. È stato affermato che il principio di inerenza previsto dall'art. 109 del TUIR non si applica agli interessi passivi, in forza dell'espressa previsione del comma 5. Inoltre, l'Amministrazione non aveva dimostrato l'antieconomicità dell'operazione né confrontato i costi del prestito obbligazionario con quelli di possibili modalità alternative di finanziamento. Poiché non erano state contestate specifiche violazioni delle norme che disciplinano la deducibilità degli interessi passivi, gli interessi sono stati ritenuti integralmente deducibili. Le spese di giudizio, liquidate in 2.000 euro, sono state poste a carico dell'Ufficio.
Norme richiamate
Art. 109 del d.P.R. n. 917/1986 (TUIR)
Il principio di inerenza menzionato all'art. 109 del TUIR non si applica agli interessi passivi, in base all'espressa previsione del comma 5.
La sentenza interpreta la norma nel senso che gli interessi passivi non sono soggetti a una verifica di inerenza basata sul collegamento diretto con l'attività d'impresa; la loro deducibilità deve essere valutata secondo la disciplina specifica prevista per tali oneri.
Art. 96 del d.P.R. n. 917/1986 (TUIR)
La deducibilità degli interessi passivi deve essere esaminata nell'ambito della disciplina speciale dell'art. 96 del TUIR, non attraverso il generale principio di inerenza dell'art. 109.
Art. 12, comma 7, della legge 27 luglio 2000, n. 212
La società aveva contestato il mancato rispetto del termine previsto dopo il rilascio del processo verbale di constatazione. La doglianza è stata ritenuta infondata, poiché il verbale era stato consegnato il 13 novembre 2013 e gli atti impositivi erano stati notificati nel febbraio 2014.
Art. 29 del d.lgs. n. 546/1992
La disposizione è stata richiamata per la riunione dei ricorsi connessi, ritenuta corretta dalla Commissione.
Massime di principio
- Gli interessi passivi non possono essere automaticamente disconosciuti per carenza di inerenza ai sensi dell'art. 109 del TUIR: occorre applicare la disciplina speciale prevista per gli interessi passivi, in particolare l'art. 96 del TUIR.
- Il fatto che un finanziamento sia utilizzato per pagare dividendi non rende di per sé indeducibili gli interessi, poiché la distribuzione di utili deliberata costituisce un debito della società e può essere adempiuta mediante forme di finanziamento ritenute idonee.
- Per contestare fiscalmente un'operazione come antieconomica, l'Amministrazione deve fornire elementi concreti e comparativi, dimostrando l'assenza di valide ragioni economiche o la sproporzione dei costi rispetto ad alternative realisticamente disponibili.
- La coincidenza tra i soci che sottoscrivono il prestito e i soci che ricevono i dividendi può costituire un elemento di indagine, ma non è sufficiente, da sola, a provare l'antieconomicità o l'indeducibilità degli interessi.
- In assenza di specifiche violazioni delle regole fiscali sugli interessi passivi e sugli oneri assimilati, gli interessi regolarmente sostenuti e contabilizzati possono essere dedotti secondo i limiti e le condizioni della disciplina speciale applicabile.
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