Cassazione Penale, Sentenza n. 50775/2023 del 20/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Silvestri impugnava la sentenza della Corte di appello di L'Aquila (06-02-2023) che, confermando in gran parte la decisione del Tribunale di Vasto, lo aveva ritenuto responsabile (unificati per continuazione) dei reati relativi alla raccolta, deposito incontrollato e smaltimento di rifiuti non pericolosi (art. 256, d.lgs. n.152/2006) e di emissioni di gas e fumo molestanti (art. 674 c.p.). Il ricorso per cassazione articolava due motivi: (1) vizio di motivazione per la mancata considerazione delle doglianze difensive su tre profili — (a) la riqualificazione della condotta come deposito incontrollato, (b) la sussistenza di un deposito temporaneo finalizzato allo smaltimento, (c) la diminuta entità dell'abbruciamento riscontrato —, che secondo la difesa renderebbero errata la qualificazione giuridica dei fatti; (2) mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis c.p., atteso il carattere non abituale della condotta e la scarsa entità e natura (sacchetti di carta, EPS) dei materiali bruciati.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto che le censure si traducano in una mera rilettura dei fatti e non deducano vizi logici o di contraddittorietà tali da giustificare l'intervento di legittimità; ha ricordato il limite del sindacato della Cassazione a valutazioni di merito, alla luce anche delle modifiche normative (art. 606 c.p.p., L. n.46/2006). Sul secondo motivo ha ritenuto infondato il riconoscimento della particolare tenuità del fatto, condividendo la valutazione della Corte territoriale sulla gravità della condotta in relazione alla quantità e natura dei materiali. Conseguentemente il giudicato di colpevolezza e la determinazione della pena da parte della Corte d'appello restano efficaci; la Cassazione ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e a una sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.lgs. n. 152 del 2006, art. 256, comma 1 lett. a) e comma 2
Norma richiamata per qualificare la condotta come illecita attività di raccolta, deposito e smaltimento di rifiuti non pericolosi; la Corte territoriale ha ritenuto sussistente il reato di deposito incontrollato e smaltimento illecito.
d.lgs. n. 152 del 2006, art. 256-bis, comma 2
Richiamata nella discussione sulla riqualificazione della condotta; la difesa contestava l'applicazione di tale previsione sostenendo che il deposito fosse temporaneo, ma la Corte ha ritenuto corretta la qualificazione come deposito illecito.
codice penale, art. 674
Norma relativa alle molestie per emissioni di gas e fumo; la Corte d'appello aveva dichiarato non doversi procedere per questo capo, decisione su cui il ricorso non ha avuto successo.
codice penale, art. 131-bis
Norma che disciplina l'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte territoriale ha negato l'applicazione perché ha ritenuto mancante almeno uno dei presupposti (quantità/natura e modalità della condotta), decisione confermata dalla Cassazione.
codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. e)
Riferimento alla limitazione del sindacato della Cassazione (impossibilità di rilevare travisamento del fatto come mera rivalutazione delle prove); la Corte ha ribadito che il ricorso invocava una ricostruzione alternativa dei fatti preclusa in sede di legittimità.
Legge n. 46 del 2006 (modifica art. 606 c.p.p.)
Richiamata per sottolineare le restrizioni al sindacato della Cassazione in tema di valutazione delle prove e del 'travisamento del fatto'.
codice di procedura penale, art. 616
Norma invocata per la condanna alle spese processuali e per l'applicazione della sanzione pecuniaria al ricorrente per ricorso inammissibile.
Massime di principio
- In Cassazione non è possibile ottenere la riforma della decisione con una semplice 'diversa lettura' dei fatti: il ricorso deve indicare vizi di motivazione che dimostrino errori logici, contraddizioni insanabili o inconciliabilità con atti del processo.
- La causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) richiede la contemporanea sussistenza di tutti i presupposti; la mera scarsa entità apparente dei materiali o la non abitualità dell'azione possono non essere sufficienti se la natura, la quantità e le modalità della condotta appaiono gravi.
- La distinzione tra 'deposito temporaneo' e 'deposito incontrollato' dipende strettamente dagli elementi di fatto (finalità, ordine, modalità di stoccaggio, prove di destinazione allo smaltimento): tali accertamenti sono di merito e difficilmente sindacabili in Cassazione.
- Le modifiche normative che limitano il sindacato di legittimità (es. L. 46/2006) rendono necessaria, nel ricorso per cassazione, una esposizione puntuale e tecnica dei vizi di diritto e della motivazione, non una rinnovata valutazione probatoria.
- Chi propone ricorso inammissibile può essere condannato a pagare le spese e una sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; pertanto è importante valutare preliminarmente la rilevanza giuridica e la fondatezza delle doglianze.
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