Sentenza del 06/10/2023 n. 634 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Liguria
Rappresentante doganale indiretto - maggiore iva dovuta - disconoscimento plafond destinatario - buona fede - sussistenza
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Impugnazione dell'avviso di rettifica che richiedeva €36.535,02 per Iva all'importazione e relative sanzioni, derivante dall'accreditamento errato del plafond: la merce importata e dichiarata fuori campo Iva ai sensi dell'art.7‑bis DPR 633/72 non sarebbe effettivamente uscita dal magazzino della Soc. I e si sarebbe determinato uno "splafonamento" del plafond della Soc. I Srl. CAD E Srl, in qualità di rappresentante doganale indiretto, contestava la propria responsabilità sostenendo di non poter controllare né calcolare il plafond e le cessioni all'esportazione pregresse della Soc. I, deducendo buona fede e mancanza di prove dirette a suo carico; l'Agenzia affinava l'accertamento sul presupposto della responsabilità solidale del rappresentante.
La decisione
Il Collegio ha accolto l'appello: ha ritenuto infondato il motivo di decadenza dell'azione dell'Ufficio e la legittimità dell'accertamento in generale, ma ha ritenuto fondati i motivi secondo cui l'Agenzia ha operato senza elementi probatori diretti circa i fatti illeciti commessi dalla Soc. I e senza prova che la dichiarazione di intenti fosse falsificata. Ha applicato lo sgravio per buona fede ex artt. 220 e 239 CDC (ora art.116 e ss. CDU), riconoscendo che il rappresentante non poteva calcolare i dati del plafond e delle cessioni all'esportazione degli anni precedenti. Conseguentemente è stata annullata la sentenza impugnata e l'appello accolto; spese compensate.
Norme richiamate
art. 220 Codice Doganale Comunitario (CDC)
Fondamento dello sgravio per buona fede del rappresentante: esclude responsabilità del rappresentante se non risultano prove che abbia partecipato o dovuto conoscere l'illecito; applicato perché il CAD non poteva calcolare il plafond e non vi era prova di falsità della dichiarazione di intenti.
art. 239 Codice Doganale Comunitario (CDC)
Collegato all'art.220, consente l'esclusione della responsabilità per buona fede del soggetto coinvolto nelle formalità doganali quando mancano elementi che ne provino il dolo o la colpa grave.
art. 116 e ss. Codice Doganale Unionale (CDU) - (nuova numerazione corrispondente agli artt.220/239 CDC)
Riferimento normativo aggiornato per i medesimi istituti; la Corte ha richiamato la corrispondenza normativa e l'applicabilità dello sgravio in buona fede.
art. 7‑bis DPR 633/1972
Regola le operazioni di importazione cedute allo stato estero fuori campo Iva; nel caso la presunta mancata uscita della merce dal territorio nazionale ha inciso sulla verifica della corretta applicazione del regime.
art. 11 D.Lgs. 374/1990
Riferimento sollevato dalla parte in ordine alla presunta decadenza dell'azione dell'Ufficio; il Collegio ha però ritenuto inapplicabile la decadenza per le ragioni richiamate dalla giurisprudenza comunitaria quando l'obbligazione deriva da atto perseguibile penalmente.
artt. 77, 79, 84 CDU
Norme richiamate dalla ricorrente in ordine alla legittimazione del rappresentante; il Collegio ha comunque affermato che la responsabilità solidale del rappresentante può sussistere secondo la giurisprudenza (ma deve essere provata).
Giurisprudenza della Corte di Giustizia UE (C‑124/08 e C‑75/09)
Consente che la comunicazione del reato e l'azione dell'Ufficio avvengano oltre il termine triennale se l'autorità non ha potuto determinare subito l'importo esatto a causa di un atto perseguibile penalmente; motivo per cui l'Agenzia non è decaduta.
Massime di principio
- Per ottenere responsabilità a carico del rappresentante doganale l'Amministrazione deve fornire elementi probatori diretti che dimostrino la sua conoscenza o partecipazione all'illecito del destinatario; mere risultanze contabili del destinatario non sono sufficienti.
- La dichiarazione di intenti formalmente conforme esclude di per sé la responsabilità del rappresentante salvo prova della sua falsità, del dolo o di colpa grave del rappresentante.
- Lo sgravio per buona fede (artt.220/239 CDC, ora art.116 CDU) può essere riconosciuto quando il rappresentante non ha potuto avere accesso o non era in grado di calcolare il plafond e i dati storici necessari per verificare l'uso legittimo del plafond.
- La responsabilità solidale del rappresentante può sussistere in presenza di prova della sua partecipazione o di omissioni tali da configurare colpa grave; l'onere probatorio grava sull'Amministrazione.
- La comunicazione alla Procura può giustificare l'azione dell'Ufficio anche oltre il termine triennale se l'importo non poteva essere determinato tempestivamente a causa di un atto perseguibile penalmente.
- Prassi prudente per i rappresentanti: verificare la conformità formale delle dichiarazioni, conservare la documentazione ricevuta dal cliente, richiedere chiarimenti/documenti integrativi in presenza di incongruenze e, se necessario, astenersi dall'operare in presenza di elementi che facciano sospettare frodi.
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