Cassazione Penale, Sentenza n. 25329/2023 del 13/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la decisione per tre motivi: 1) vizio di motivazione ed erronea applicazione della disciplina del reato continuato e del divieto di bis in idem, sostenendo identità del fatto con precedente sentenza del GUP n. 174/2020 in quanto gli addebiti riguarderebbero la stessa condotta di guida senza patente nelle stesse date; 2) errata valorizzazione della recidiva nel biennio (art. 5 d.lgs. n. 8/2016 in combinato con art. 8-bis L. 689/1981), contestando che le precedenti violazioni fossero definitivamente accertate e quindi idonee a fondare la recidiva; 3) inosservanza di norme processuali (art. 121 c.p.p.) per mancata pronuncia della Corte su una memoria difensiva che chiedeva la declaratoria di improcedibilità/innpromovibilità dell'azione penale per fatti anteriori.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. In motivazione ha ritenuto che: la fattispecie aggravata di guida senza patente con recidiva non sia stata depenalizzata dal d.lgs. 8/2016 e costituisca reato autonomo; le condotte contestate (23/9/2019 e 18/10/2019) sono materialmente distinte, quindi non sussiste identità del fatto per impedire il giudizio su entrambe; la recidiva poteva essere fondata anche su violazioni amministrative definitivamente accertate e la Corte territoriale ha indicato gli estremi dell'accertamento definitivo relativi alle precedenti condotte; il ricorso contro il provvedimento di revoca prefettizia era stato rigettato dal Giudice di pace e non impugnato; l'omessa valutazione specifica di talune memorie non costituisce automaticamente causa di nullità del provvedimento, e le censure difensive non hanno mostrato alcuna lesione della congruità logico-giuridica della motivazione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 116 Codice della Strada
Il fatto di guida senza essere in possesso della patente (revocata) costituisce la fattispecie di reato contestata.
art. 1 d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 8 (depinalizzazione)
"per le quali è prevista la sola pena della multa e dell'ammenda"
La depenalizzazione non si applica alle ipotesi aggravate punite con pena detentiva: le fattispecie aggravate (es. recidiva) restano autonome e non rientrano nell'abrogatio criminis.
art. 5 d.lgs. n. 8/2016
In combinato con le norme sul tema, consente di valutare la recidiva anche alla luce di precedenti violazioni amministrative definitivamente accertate, secondo i limiti temporali previsti dalla norma.
art. 8-bis legge 689/1981
Richiamata con il d.lgs. 8/2016 per il regime delle violazioni amministrative e la loro possibile incidenza sul profilo recidivistico quando siano definitivamente accertate.
art. 121 cod. proc. pen.
La mancata pronuncia su una memoria difensiva non costituisce automaticamente causa di nullità del provvedimento; può avere rilievo solo sul livello di congruità e correttezza logico-giuridica della motivazione se la memoria conteneva profili rilevanti non considerati.
art. 649 cod. proc. pen.
Il divieto di un secondo giudizio (bis in idem) richiede identità del fatto materiale valutata sulle componenti essenziali (condotta, evento, nesso causale, nonché coincidenza di tempo, luogo e persone); atti distinti nel tempo sono fatti diversi.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma richiamata per le statuizioni conseguenti alla declaratoria di inammissibilità del ricorso (conseguenze processuali e sanzioni pecuniarie).
art. 9, comma 3, secondo periodo, d.lgs. n. 8/2016
Rilevato nella memoria difensiva: disciplina i profili temporali e di applicazione della depenalizzazione e delle sue conseguenze sui precedenti, con effetti sulla valutazione della recidiva per fatti commessi prima o dopo l'entrata in vigore.
Massime di principio
- La valutazione dell'identità del fatto (divieto di bis in idem) va compiuta sulla base dell'elemento materiale: condotta, evento e nesso causale, non sulla sola identità della norma violata; atti separati nel tempo costituiscono fatti diversi anche se violano la stessa norma.
- La depenalizzazione prevista dal d.lgs. 8/2016 non si estende alle ipotesi aggravate punite con pena detentiva: tali ipotesi restano reati autonomi e la recidiva aggravata può costituire elemento costitutivo del reato.
- La recidiva nel biennio può essere fondata, per i fatti successivi all'entrata in vigore della norma, anche su violazioni amministrative definitivamente accertate (non solo su precedenti condanne penali irrevocabili); per i fatti anteriori all'entrata in vigore occorre invece l'accertamento giudiziale definitivo.
- La mancata decisione espressa su memorie difensive non integra di per sé una nullità del provvedimento, ma il contenuto delle memorie deve essere considerato e, se non valutato, ciò può essere censurato soltanto nel senso di incidenza sulla completezza e correttezza della motivazione.
- Un provvedimento amministrativo (es. revoca della patente) che sia stato impugnato e il cui ricorso sia stato rigettato senza ulteriore impugnazione può costituire elemento oggettivo rilevante ai fini della configurazione della recidiva.
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