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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20508/2026 del 04/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale della Libertà di Reggio Calabria del 30/09/2025 che, in accoglimento dell'istanza di riesame, aveva annullato l'ordinanza genetica rispetto al capo 1) e aveva sostituito la misura cautelare originaria con gli arresti domiciliari per i restanti capi. Il Procuratore ha dedotto, ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p., vizi di motivazione in ordine all'errata esclusione della gravità indiziaria relativamente al reato provvisoriamente contestato di partecipazione ad associazione finalizzata al narcotraffico, sostenendo che il Tribunale non avrebbe adeguatamente considerato la frequenza delle cessioni, i quantitativi di sostanza ceduta e la veste di rifornitore stabile e consapevole dell'indagato.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la censura prospettata dal Procuratore si risolvesse in una valutazione di merito (diversa ponderazione degli elementi di prova) e non in una carenza formale della motivazione suscettibile di controllo in sede di legittimità. La Corte ha confermato che il Tribunale del Riesame ha adeguatamente motivato la conclusione secondo cui la condotta di Skurzynski era riconducibile esclusivamente a rapporti di fornitura diretta con Emilio Raco e che mancavano elementi idonei a dimostrare la consapevolezza dell'indagato di far parte di un'articolata associazione criminale. Richiamando la giurisprudenza, la Corte ha ribadito che la mera reiterazione di cessioni o la stabilità di un rapporto di fornitura non sono, di per sé, sufficienti a configurare la partecipazione associativa senza prova della volontà e consapevolezza di inserirsi e contribuire funzionalmente al sodalizio; pertanto il ricorso, che chiedeva diversa valutazione degli stessi elementi, è inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Individua il motivo di ricorso per vizio di motivazione: la Corte verifica la congruenza e l'adeguatezza della motivazione resa dal giudice del merito, ma non riassume funzione di sindacato di merito quando la censura si risolve in una diversa valutazione delle prove

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020

    Richiamato in relazione alle conclusioni del Procuratore generale: disciplina procedurale richiamata per la formulazione delle conclusioni in sede di cassazione (il PG ha invocato la declaratoria di inammissibilità del ricorso)

  • Cass. Sez. U, n. 11 del 22/03/2000 (Audino)

    Principio secondo cui in tema di misure cautelari personali la Corte di cassazione verifica solo se la decisione impugnata abbia dato adeguato conto delle ragioni che hanno indotto il giudice a ritenere la gravità indiziaria e la coerenza logico‑giuridica della motivazione

  • Cass. Sez. 5, n. 2910 del 04/12/2024

    Soglia richiesta per la configurabilità della partecipazione ad associazione finalizzata al traffico di stupefacenti: non è necessario conoscere tutti gli associati, ma è necessaria la consapevolezza e volontà di partecipare insieme ad almeno altre due persone a un'organizzazione strutturata

  • Cass. Sez. 6, n. 47576 del 03/12/2024

    Il semplice rapporto di fornitura reiterato non è sufficiente a qualificarsi come partecipazione associativa: occorre continuità, stabilità, modalità esplicative e rilevanza quantitativa/economica tali da far ritenere che l'interruzione della fornitura avrebbe destabilizzato l'operatività del sodalizio, unitamente alla coscienza e volontà del fornitore di farne parte

  • Cass. Sez. 6, n. 34563 del 17/07/2019 (Di Punzio)

    Conferma che la partecipazione richiede la volontaria e consapevole realizzazione di attività funzionali e operative a sostegno dell'associazione, non la mera condivisione di intenti o disponibilità verso un singolo associato

  • Cass. Sez. 5, n. 2459 del 17/04/2000 (Garasto)

    Richiama il principio per cui la Corte di cassazione non può sostituirsi al giudice del merito se il ricorso ricerca una diversa interpretazione o valutazione degli elementi di fatto già apprezzati dal giudice di merito

Massime di principio

  • La Corte di cassazione, nei giudizi sulle misure cautelari, controlla esclusivamente l'adeguatezza e la congruenza della motivazione del giudice del merito; non è chiamata a un sindacato di merito che implichi diversa valutazione degli elementi probatori
  • Per configurare la partecipazione ad un'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti non basta la mera ripetizione di cessioni o un rapporto stabile di fornitura: è necessaria prova della consapevolezza e della volontà di inserirsi nel sodalizio e di fornire un contributo funzionale alla sua esistenza
  • Rapporti di fornitura esclusivi con un unico soggetto (intermediario) e l'assenza di elementi che dimostrino la conoscenza dell'organizzazione da parte del fornitore tendono a escludere la partecipazione associativa
  • Il ricorrente che impugna in Cassazione decisioni di riesame deve articolare criticamente la motivazione del giudice (indicare quali specifici passaggi motivazionali sarebbero carenti o contraddittori); la mera richiesta di diversa ponderazione dei dati probatori è inammissibile
  • Nei casi pratici, per sostenere l'esistenza di un vincolo associativo, è utile produrre elementi che dimostrino: comunicazioni tornando sulla organizzazione, ruoli gerarchici, quantitativi e modalità di approvvigionamento tali da rendere rilevante l'apporto del singolo, atti organizzativi e condotte che colleghino il fornitore all'apparato associativo
  • Il giudice del riesame deve spiegare in modo specifico perché i fatti emersi non raggiungono la soglia della partecipazione associativa; tale spiegazione, se logica e congrua, rende il ricorso per cassazione inammissibile se ciò che si contesta è solo la diversa valutazione dei fatti

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