Provvedimento AGCM AS2165 del 24/04/2026
NUOVA NORMATIVA SULLA DETERMINAZIONE DEL MONTEPREMI DEL GIOCO DEL BINGO
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ai sensi dell’art. 21 della legge n. 287/1990, segnala a Parlamento e Governo criticità concorrenziali derivanti dall’art. 1, comma 91, della legge n. 207/2024, che ha modificato la disciplina del Bingo fissando dal 1° gennaio 2025 un payout compreso tra il 70% e il 71% del prezzo delle cartelle. L’AGCM ritiene che il nuovo tetto massimo sostanzialmente uniformi i comportamenti dei concessionari e comprima la competizione tra sale Bingo, senza un’adeguata giustificazione economico-regolatoria. L’Autorità auspica pertanto la rimozione del limite massimo, per ripristinare la possibilità di modulare il montepremi come leva competitiva.
Segnalazione al Parlamento e al Governo sulla disciplina del montepremi del Bingo: l’AGCM contesta il tetto massimo del payout al 71% introdotto dalla legge di bilancio 2025 e ne auspica l’eliminazione.
Nuova normativa sulla determinazione del montepremi del gioco del Bingo
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nell’esercizio dei poteri di segnalazione previsti dall’art. 21 della legge n. 287/1990, interviene sulla disciplina del Bingo introdotta dall’art. 1, comma 91, della legge n. 207/2024. La segnalazione è indirizzata ai Presidenti del Senato e della Camera e al Presidente del Consiglio dei Ministri.
Base giuridica e disciplina oggetto di osservazioni
La disposizione oggetto di rilievo modifica l’art. 10, comma 9-septies, del D.L. n. 16/2012, convertito dalla legge n. 44/2012, aggiungendo un periodo che, a decorrere dal 1° gennaio 2025, fissa il montepremi del Bingo in una misura compresa tra il 70% e il 71% del prezzo di vendita delle cartelle. L’AGCM sottolinea che, prima della modifica, esisteva soltanto un limite minimo del 70% e che il nuovo cap al 71% restringe in modo significativo la libertà di determinazione del payout.
Profili di criticità concorrenziale
Secondo l’Autorità, il payout rappresenta il principale strumento concorrenziale tra le sale Bingo. La possibilità di modulare il montepremi consente agli operatori di differenziare l’offerta, attrarre clientela, aumentare la raccolta e incentivare efficienza, investimenti e qualità del servizio. L’introduzione di un intervallo così ristretto produce, invece, un sostanziale allineamento tra concessionari su un elemento essenziale di competitività.
L’AGCM osserva inoltre che la misura, pur presentata come strumento per contrastare forme di concorrenza sleale tra sale Bingo, finisce per comprimere la libertà economica degli operatori senza una convincente giustificazione economica o regolatoria. Il tetto massimo non tiene conto delle diverse condizioni territoriali, operative e di costo, e può quindi determinare effetti discriminatori, soprattutto nei confronti degli operatori di minori dimensioni.
Impatti economici e sulla sostenibilità delle sale Bingo
L’Autorità evidenzia che le sale Bingo sostengono costi fissi rilevanti per la gestione della struttura fisica e dei servizi connessi, oltre al canone mensile e al prelievo erariale unico. In tale contesto, un payout uniformato verso l’alto in un intervallo ridottissimo può appiattire la redditività dei concessionari e ridurne la capacità di competere con gli altri giochi regolamentati, che hanno mostrato una dinamica più favorevole del payout medio, soprattutto nel canale online.
La minore capacità di competere si riflette anche sulla domanda e può incidere negativamente sulle attività complementari, sull’occupazione e sull’indotto locale. L’AGCM richiama inoltre possibili effetti di peggioramento dell’esperienza di gioco, con minori bonus e promozioni, minore innovazione e servizi accessori più limitati.
Valutazione finale e raccomandazione
In una prospettiva di diritto della concorrenza, la regolazione dovrebbe promuovere competizione effettiva e benessere del consumatore, non preservare gli operatori meno efficienti. Per questo l’AGCM qualifica il limite massimo al payout come una misura potenzialmente distorsiva delle dinamiche competitive, priva di una comprovata esigenza di interesse generale idonea a giustificarla.
La raccomandazione conclusiva è chiara: eliminare il limite massimo di payout introdotto dal 1° gennaio 2025, così da ripristinare la possibilità per i concessionari di usare il montepremi come leva competitiva e favorire il pieno sviluppo della concorrenza nel settore del Bingo.
Punti principali
Destinatari, base giuridica e oggetto dell’intervento
La segnalazione è rivolta al Presidente del Senato, al Presidente della Camera e al Presidente del Consiglio dei Ministri ed è adottata ai sensi dell’art. 21 della legge n. 287/1990. L’oggetto è l’art. 1, comma 91, della legge n. 207/2024, che interviene sull’art. 10, comma 9-septies, del D.L. n. 16/2012 in materia di determinazione del montepremi del Bingo.
Nuovo assetto del payout nel Bingo
La norma introduce, dal 1° gennaio 2025, un limite massimo al payout pari al 71% del prezzo di vendita delle cartelle. Poiché già esisteva un minimo del 70%, il margine di modulazione del montepremi risulta ridotto a un intervallo estremamente ristretto, di fatto quasi uniforme per tutti i concessionari.
Criticità concorrenziali rilevate
Secondo l’Autorità, il payout è il principale strumento di concorrenza tra le sale Bingo, perché consente di attrarre domanda, incentivare efficienza, investimenti e qualità del servizio. Il tetto massimo rischia di determinare un allineamento forzato dei comportamenti economici e di comprimere la libertà imprenditoriale dei concessionari, con effetti potenzialmente discriminatori rispetto alle diverse condizioni territoriali, operative e di costo.
Effetti economici e impatti sulla filiera
L’AGCM evidenzia che le sale Bingo operano già con costi fissi elevati e con ulteriori oneri quali canone mensile e prelievo erariale unico. Un payout troppo rigido e contenuto può ridurre la redditività, indebolire la competitività rispetto agli altri giochi regolamentati e riflettersi negativamente su occupazione, indotto locale, attività complementari, qualità dell’esperienza di gioco, bonus, promozioni e innovazione.
Valutazione complessiva e richiesta finale
L’Autorità considera la misura potenzialmente distorsiva delle dinamiche concorrenziali e non giustificata da una comprovata esigenza di interesse generale. Per favorire lo sviluppo della concorrenza nel settore, auspica una modifica della disciplina che elimini il limite massimo di payout introdotto dalla legge di bilancio 2025.
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