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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3323/2022 del 31/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorsi per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Napoli del 28/01/2020. I ricorrenti contestano in vario modo: l'affermazione di responsabilità per reati di importazione, associazione finalizzata al narcotraffico, produzione e detenzione di stupefacenti, falsità e favoreggiamento; la mancata o insufficiente motivazione rispetto agli elementi di prova e ai riconoscimenti; errori di qualificazione (reato consumato vs tentato), applicazione del reato impossibile; difetti nella determinazione della pena (aumento per continuazione interna, diniego delle circostanze attenuanti generiche, discrepanze tra motivazione e dispositivo), e applicazione illegittima di pene accessorie.

La decisione

Decisione mista: la Cassazione ha dichiarato inammissibili alcuni ricorsi (Francesco Ciccarelli, Gioacchino Esposito e Giovanni Esposito) e rigettato altri, confermando in gran parte le affermazioni di responsabilità della Corte d'appello. Esiti principali: 1) Luigi Bruno: ricorso parzialmente accolto solo sul punto dell'aumento per continuazione interna (eliminato); pena rideterminata in 9 anni e 4 mesi di reclusione e multa pari a euro 26.666, con correzione di errore materiale sul calcolo della multa; resto del ricorso respinto. 2) Giuseppe Caputo: fondate le censure sul trattamento sanzionatorio (diniego delle attenuanti e contrasto tra motivazione e dispositivo); la sentenza è annullata con rinvio limitatamente alla determinazione della pena (il giudice di rinvio dovrà valutare le attenuanti e correggere la discrepanza). 3) Giuseppe De Falco: annullamento con rinvio limitato al trattamento sanzionatorio (valutare attenuanti generiche); resto rigettato. 4) Felice De Falco: annullata senza rinvio la parte che aveva applicato l'interdizione perpetua dai pubblici uffici; la Corte ha sostituito d'ufficio con interdizione dai pubblici uffici per 5 anni; resto del ricorso rigettato. 5) Alberto Castaldo: ricorso complessivamente infondato e rigetto; condanna al pagamento delle spese. In sintesi: confermata nella sostanza la responsabilità penale dei ricorrenti per i reati ascritti, con correzioni tecniche e di dosimetria della pena in alcuni casi e con rinvio limitato per la sola determinazione della pena per Caputo e Giuseppe De Falco.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato in relazione a concorso di persone nella commissione dei reati; usato come norma di riferimento per il concorso di reati tra più soggetti

  • art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    Norma centrale sui delitti relativi a sostanze stupefacenti (importazione, acquisto, detenzione, cessione); interpretata nel senso che l'accordo finalizzato all'importazione consuma il reato e che le fattispecie alternative possono coincidere a seconda delle fasi

  • art. 74 d.P.R. n. 309/1990

    Usato per la configurazione dell'associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico e per la distinzione con l'associazione per delinquere semplice (art. 74, comma 6)

  • art. 379 cod. pen.

    Richiamato nella discussione sul favoreggiamento reale e sul confine con il concorso in reato permanente; la Corte ha ritenuto applicabile il favoreggiamento quando la condotta è idonea ad assicurare il profitto del reato

  • art. 62-bis cod. pen.

    Richiamato in relazione alla valutazione delle circostanze attenuanti generiche e al loro possibile riconoscimento o diniego

  • art. 69 cod. pen.

    Richiamato per le regole sul cumulo e prevalenza di aggravanti/attenuanti e sulla quantificazione della riduzione di pena

  • art. 29 cod. pen.

    Applicato per la determinazione della pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici in relazione alla durata della reclusione

  • art. 77 cod. pen.

    Richiamato per il criterio di riferimento della pena più grave ai fini dell'applicazione delle pene accessorie

  • art. 546 e art.125 cod. proc. pen.

    Richiamati in tema di riqualificazione del fatto e partecipazione; rilevanza delle censure e limiti di sindacato in Cassazione

  • art. 192 e 533 cod. proc. pen.

    Richiamati nelle doglianze sul vizio di motivazione e sull'omesso confronto con le argomentazioni del gravame

  • art. 606, comma 1, lett. b), c), e) cod. proc. pen.

    Norma processuale che individua i motivi ammissibili per il ricorso in Cassazione (vizio di motivazione, violazione di legge, ecc.); utilizzata per valutare le censure

  • art. 613 cod. proc. pen.

    Richiamato per la mancata sottoscrizione da parte di difensore abilitato (inammissibilità del ricorso di Gioacchino Esposito)

  • art. 619 cod. proc. pen.

    Richiamato come base procedurale per la correzione d'ufficio da parte della Cassazione sulle pene accessorie obbligatorie

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    Richiamato nel contesto dei patteggiamenti e delle rinunce ai motivi di appello che vincolano la valutazione in Cassazione

  • art. 624 cod. proc. pen.

    Richiamato in ordine all'irrevocabilità della sentenza in ordine all'affermazione della penale responsabilità dopo decisione di Cassazione parziale

Massime di principio

  • In materia di stupefacenti, l'accordo per importare o acquistare sostanze può integrare il reato anche senza la materiale acquisizione della detenzione: l'accordo stesso è sufficiente per la consumazione.
  • Le condotte successive volte a realizzare materialmente l'operazione concordata, se riferite alla stessa partita di droga e senza soluzione di continuità, costituiscono un unico reato (esclusione dell'aumento per continuazione interna).
  • Il reato impossibile è applicabile solo quando l'inidoneità dell'azione sia assoluta e strutturale; la semplice circostanza di un sequestro sopravvenuto non esclude automaticamente la configurabilità di favoreggiamento o concorso.
  • Le circostanze attenuanti generiche richiedono motivazione positiva: il loro riconoscimento o diniego deve essere specificamente valutato dal giudice, e la mancata motivazione può giustificare annullamento o rinvio sulla sola dosimetria.
  • La Cassazione controlla la corretta applicazione delle pene accessorie e può correggere d'ufficio errori materiali o l'omessa applicazione di pene accessorie obbligatorie nei limiti previsti dalla legge.
  • Le impugnazioni in Cassazione che vertono su questioni già rinunciate in appello o su profili fuori dai motivi autorizzati risultano inammissibili: rinunce in sede di appello vincolano il sindacato di legittimità.
  • Per la prova della partecipazione a un'associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, non è necessario l'accertamento di reati-fine: prove indiziarie costanti, intercettazioni e sequestri possono essere sufficienti.
  • Differenze fra motivazione e dispositivo (p.es. indicazione diversa di pena in motivazione e dispositivo) configurano vizio che la Corte può correggere o annullare e rinviare per la determinazione corretta della pena.

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