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Sentenza

Sentenza del 30/01/2017 n. 80 - Comm. Trib. Prov. Benevento

Riscossione - Cartella di pagamento - Pendenza di concordato fallimentare - Irrilevanza - Necessità del preavviso di iscrizione - Interessi sul debito - Necessità di contestazione specifica.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente contestava la validità della cartella di pagamento sostenendo che, durante la pendenza del concordato fallimentare, l'amministrazione non potesse emettere e notificare il titolo esecutivo tributario, in ragione del divieto previsto dall'art. 167 della legge fallimentare. Contestava inoltre l'applicazione delle sanzioni per omesso versamento dell'IVA e gli interessi indicati nella cartella, senza tuttavia formulare una contestazione specifica del relativo calcolo né fornire un conteggio alternativo.

La decisione

La pretesa è stata ritenuta legittima. L'emissione e la notifica della cartella non costituiscono, di per sé, l'avvio di una procedura esecutiva o cautelare, poiché la cartella indica le somme dovute e può essere sottoposta a un giudizio di cognizione mediante opposizione. Di conseguenza, la pendenza del concordato fallimentare non impedisce la valida emissione della cartella, neppure per le sanzioni relative all'omesso versamento dell'IVA, considerate un atto dovuto. La censura sugli interessi è stata ritenuta inammissibile perché non accompagnata da una contestazione puntuale del calcolo e da un conteggio alternativo.

Norme richiamate

  • Art. 167 della legge fallimentare

    Il divieto previsto dalla norma riguarda l'avvio di procedure esecutive o cautelari e non impedisce l'emissione e la notifica della cartella di pagamento, che costituiscono un atto di accertamento e riscossione contestabile in un giudizio di cognizione.

  • Norme in materia di riscossione tramite cartella di pagamento

    La cartella può validamente contenere l'indicazione delle somme dovute, delle ragioni del credito, delle sanzioni e degli interessi; la sua notificazione non equivale necessariamente all'inizio dell'esecuzione forzata.

  • Normativa sulle sanzioni per omesso versamento dell'IVA

    L'irrogazione della sanzione per omesso pagamento dell'IVA è stata qualificata come atto dovuto, non precluso dalla pendenza del concordato fallimentare.

Massime di principio

  • La pendenza di una procedura concorsuale non impedisce necessariamente all'amministrazione finanziaria di formare e notificare un titolo tributario: occorre distinguere tra emissione della pretesa e concreta attività esecutiva o cautelare.
  • La notifica della cartella, da sola, non equivale all'avvio dell'esecuzione forzata; l'eventuale opposizione apre un giudizio di cognizione sulla fondatezza del credito.
  • Le sanzioni tributarie per omesso versamento dell'IVA possono essere irrogate anche durante una procedura concorsuale, salvo specifiche disposizioni contrarie applicabili al caso concreto.
  • Chi contesta interessi o altri importi quantificati nella cartella deve indicare con precisione gli errori riscontrati e, di regola, produrre un calcolo alternativo; una contestazione generica può essere dichiarata inammissibile.
  • La validità della cartella e la possibilità di procedere concretamente alla riscossione coattiva sono questioni distinte: la prima può sussistere anche quando la seconda è temporaneamente limitata dalla procedura concorsuale.

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