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Sentenza

Sentenza n. 13673/2026 - Roma, Sezione 2Q

PER L'ACCERTAMENTO E LA DECLARATORIA della sussistenza dei presupposti fattuali e giuridico-normativi per il rilascio della concessione edilizia in sanatoria ex L. 47/1985 e L.R. 12/2004, nonché della maturazione del silenzio assenso, con conseguente ANNULLAMENTO 1. del provvedimento di Ardea (prot. 92966, doc. 1), recante la reiezione dell'istanza di condono n. 10503 del 1.4.1986 (doc.2) per la sanatoria in edilizia dell'immobile sito in Ardea alla Via Fiumicino n. 6 (foglio n. 23, particella 321, subalterno 501, zona urbanizzazione E, nonché 2. di ogni altro atto lesivo precedente, presupposto, successivo, conseguente e consequenziale e, in ogni caso lesivo, dell'interesse all'ottenimento del condono dell'opera ivi inclusa.

Giustizia amministrativa202401958

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell'istanza di condono edilizio relativa a un immobile sito nel Comune di Ardea

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti avevano proposto domanda di accertamento della sussistenza dei presupposti per il rilascio della concessione edilizia in sanatoria ai sensi della l. 47/1985 e della l.r. Lazio 12/2004, nonché della maturazione del silenzio-assenso, chiedendo il conseguente annullamento del provvedimento comunale di reiezione dell'istanza di condono edilizio. Nel corso del giudizio, con atto depositato il 22 ottobre 2025, hanno dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione della causa e hanno chiesto la declaratoria di sopravvenuta carenza di interesse, con compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a., prendendo atto della dichiarazione dei ricorrenti di non avere più interesse alla decisione. Non è stata esaminata la fondatezza delle censure relative al diniego di condono, alla sussistenza dei presupposti della sanatoria o alla formazione del silenzio-assenso. Nulla è stato disposto sulle spese, poiché il Comune intimato non si è costituito in giudizio.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    sopravvenuto difetto di interesse

    Consente di dichiarare improcedibile il ricorso quando, per il sopravvenire di circostanze successive, viene meno l'interesse del ricorrente alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nell'ambito della disciplina processuale applicabile alla definizione del giudizio.

  • l. 47/1985

    Indicata dai ricorrenti quale fonte normativa della domanda di sanatoria edilizia, senza che il TAR ne abbia esaminato l'applicazione sostanziale.

  • l.r. Lazio 12/2004

    Indicata dai ricorrenti quale fonte regionale della domanda di condono edilizio, senza esame nel merito da parte del TAR.

Massime di principio

  • La dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio determina, quando non emergano ragioni per una diversa definizione, la sopravvenuta carenza di interesse e l'improcedibilità del ricorso ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse preclude l'esame nel merito delle censure dedotte contro il provvedimento impugnato.
  • Quando l'amministrazione intimata non si è costituita in giudizio, la declaratoria di improcedibilità può essere accompagnata dalla statuizione di nulla sulle spese.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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