Ordinanza n. 587/2026 - Napoli, Sezione 2
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, dell'Ordinanza Dirigenziale n. 381/2025 del 12.12.2025 recante "acquisizione delle opere e dell'area pertinenziale site in Giugliano in Campania (Na) alla via colonne nr.35 - foglio 64 p.lla 2899 sub.2 adottata ai sensi dell'art. 31 co. 2 e 3 del d.p.r. 6 giugno 2001 n. 380 e ss.mm.ii.", nonché in via presupposta del verbale di inottemperanza all'ordine di demolizione in data 25.5.2016 e, quatenus opus dell'ordine di demolizione n. 82 del lontano 18.12.2014 - mai notificato e/o comunicato ai ricorrenti - e di ogni atto preordinato, collegato, connesso e conseguente che incida sul diritto di proprietà dei ricorrenti, ivi compreso, l'atto di trascrizione del provvedimento acquisitivo.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza dirigenziale di acquisizione gratuita al patrimonio comunale del manufatto abusivo e dell'area di sedime, nonché verbale di inottemperanza e ordine di demolizione presupposti
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietari)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato, chiedendone la sospensione cautelare, l'ordinanza dirigenziale con cui il Comune ha disposto, ai sensi dell'art. 31, commi 2 e 3, del d.P.R. n. 380/2001, l'acquisizione delle opere abusive e dell'area pertinenziale. Sono stati impugnati anche il verbale di inottemperanza all'ordine di demolizione e, in via subordinata, l'ordine di demolizione, deducendo che quest'ultimo non sarebbe mai stato notificato o comunicato ai ricorrenti. Dal testo emerge come questione decisiva, nella fase cautelare, l'assenza di prova della notificazione dell'ordine di demolizione agli odierni ricorrenti e la conseguente impossibilità di imputare loro una volontaria inottemperanza.
La decisione
Il TAR ha accolto l'istanza cautelare. Ha rilevato che non risultava provata la notificazione dell'ordine di demolizione ai ricorrenti; pertanto, nei loro confronti non poteva essere legittimamente accertata alcuna inottemperanza, né poteva essere disposta l'acquisizione del manufatto abusivo e dell'area di sedime, mancando la contestabilità di un volontario inadempimento. Ha ritenuto sussistente il periculum in mora, affermando che il danno grave e irreparabile è in re ipsa in relazione alla perdita del manufatto e dell'area. Ha quindi sospeso i provvedimenti impugnati, fissando l'udienza pubblica di merito per il 2 dicembre 2026, e ha condannato il Comune al pagamento di euro 500,00 per le spese della fase cautelare.
Norme richiamate
art. 31, commi 2 e 3, d.P.R. 380/2001
L'acquisizione gratuita delle opere abusive e dell'area di sedime presuppone il previo e legittimo accertamento dell'inottemperanza all'ordine di demolizione; in assenza di prova della notificazione dell'ordine ai destinatari, non è imputabile alcun volontario inadempimento.
art. 55 c.p.a.
Costituisce la base processuale per la decisione sulla domanda cautelare di sospensione dell'efficacia dei provvedimenti impugnati.
Massime di principio
- L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale prevista dall'art. 31, commi 2 e 3, del d.P.R. 380/2001 non può essere disposta nei confronti dei proprietari se l'amministrazione non prova la previa notificazione dell'ordine di demolizione, poiché manca il presupposto dell'inottemperanza volontaria.
- L'accertamento dell'inottemperanza all'ordine di demolizione richiede che l'ordine sia stato portato a conoscenza dei destinatari; senza tale prova non è legittimo imputare loro l'inadempimento né adottare il successivo provvedimento acquisitivo.
- In sede cautelare, il danno grave e irreparabile derivante dalla perdita del manufatto e dell'area di sedime può essere ritenuto in re ipsa, in ragione dell'incidenza della misura acquisitiva sul diritto di proprietà.
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