Sentenza del 15/02/2022 n. 230 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte
Comodato d'uso gratuito - Esenzione IMU per assegnazione casa coniugale a nuora separata - Non sussiste
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Disputa sull'applicabilità dell'esenzione IMU prevista dall'art. 4, comma 12-quinquies del D.L. 16/2012 (che, ai fini IMU, equipara l'assegnazione della casa coniugale a titolo di diritto di abitazione) nel caso in cui l'immobile fosse stato concesso in comodato d'uso gratuito da un terzo al figlio della ricorrente e successivamente assegnato, in sede di separazione, alla nuora (coniuge). Il Comune sosteneva che l'agevolazione opera solo nei limiti delle quote di possesso degli ex coniugi e non si estende agli immobili di proprietà di terzi; la contribuente chiedeva l'annullamento degli avvisi di accertamento IMU per gli anni impugnati sostenendo che la soggettività passiva fosse in capo al coniuge assegnatario.
La decisione
Il giudice d'appello (udienza del 9.2.2022, Torino) ha ritenuto fondato l'appello della contribuente: ha interpretato l'art. 4, comma 12-quinquies D.L. 16/2012 nel senso che, ai soli fini IMU, l'assegnazione della casa coniugale si considera titolo di diritto di abitazione e quindi la soggettività passiva grava sull'assegnatario anche quando l'immobile è di proprietà di terzi. Di conseguenza l'appello è stato accolto in parte riformando la decisione di primo grado e accogliendo le istanze del contribuente relative alle annualità impugnate; le spese sono compensate.
Norme richiamate
D.L. 2 marzo 2012, n. 16, art. 4, comma 12-quinquies
"ai soli fini dell'applicazione dell'imposta municipale propria ... l'assegnazione della casa coniugale al coniuge, disposta a seguito di provvedimento di separazione ... si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione"
La Corte d'appello ha interpretato la norma come disposizione che, ai fini IMU, assimila l'assegnazione della casa coniugale a un diritto reale di abitazione e quindi trasla la soggettività passiva sull'assegnatario anche se l'immobile è di proprietà di terzi (ossia l'agevolazione si applica indipendentemente dalla titolarità della proprietà).
Decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (art. 13, convertito dalla L. 214/2011), comma 2
"l'imposta municipale propria non si applica altresì: ... alla casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio"
Norma che sancisce l'esenzione IMU per la casa coniugale assegnata; il giudice ha ritenuto che anche questa disposizione supporti la traslazione della soggettività passiva sull'assegnatario, a prescindere dalla titolarità della proprietà.
Cass. SS.UU. n. 13603/2004 (giurisprudenza)
La giurisprudenza di legittimità aveva affermato la continuità del contratto di comodato (o locazione) a favore del coniuge assegnatario, con la conseguenza che il comodante rimaneva soggetto passivo. Il giudice d'appello, pur richiamando tale orientamento, ha ritenuto che la specifica disciplina IMU (art. 4, 12-quinquies) prevalga nell'individuazione del soggetto passivo ai fini tributari.
Cass. n. 11416/2019 (giurisprudenza)
Decisione citata dalla parte ricorrente che ammette la possibilità di interpretazione estensiva della norma (art. 4, comma 12-quinquies) e sostiene la traslazione della soggettività passiva sull'assegnatario; la Corte d'appello ha richiamato tale orientamento a sostegno della soluzione favorevole al contribuente.
Massime di principio
- Se un giudice di separazione assegna la casa coniugale a un coniuge, ai fini IMU l'assegnazione può essere considerata 'a titolo di diritto di abitazione' e quindi la soggettività passiva può trasferirsi sull'assegnatario anche quando l'immobile è di proprietà di un terzo (comodante), salvo contrastanti orientamenti giurisprudenziali.
- Esiste contrasto giurisprudenziale: una parte della giurisprudenza (e argomentazioni sul contratto di comodato) ritiene che la continuità del comodato lasci il proprietario comodante come soggetto passivo; altra giurisprudenza e la sentenza in esame riconoscono prevalenza della disciplina IMU che trasferisce la soggettività passiva all'assegnatario.
- In pratica, in situazioni analoghe conviene anzitutto verificare e documentare: il provvedimento di assegnazione giudiziale, la continuazione effettiva della detenzione da parte dell'assegnatario, la presenza/registrazione del contratto di comodato e gli anni per i quali si richiede rimborso (attenzione alla prescrizione).
- Sul piano operativo, il contribuente/assegnatario dovrebbe notificare l'assegnazione al Comune, richiedere rettifiche o rimborsi IMU fornendo il provvedimento giudiziale; il Comune può opporsi e il caso potrebbe richiedere contenzioso per via dell'eterogeneità degli orientamenti: prevedere la necessità di impugnare e la possibilità di decisioni difformi a livello territoriale.
- Valutare il ricorso a livelli di giudizio superiori quando sussistono dubbi o pronunciamenti contrastanti, poiché la soluzione è ancora influenzata da diverse interpretazioni giurisprudenziali e dalla peculiarità della norma IMU.
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