Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34503/2025 del 23/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente deduce la violazione di legge per non avere la sentenza impugnata riqualificato il fatto ai sensi dell'art.326, terzo comma, secondo periodo, cod. pen., ritenendo che l'utilità conseguita dalla candidata non fosse un vantaggio patrimoniale ingiusto ma l'ottenimento di un posto di lavoro tramite concorso pubblico; sostiene quindi che la norma sia stata interpretata in malam partem.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ma per ragioni diverse: ha stabilito che i fatti contestati (la comunicazione anticipata delle tracce e delle domande d'esame alla candidata) costituiscono rivelazione di segreto d'ufficio, ricadendo nell'ambito dell'art.326, comma 1, cod. pen., e non nella fattispecie del terzo comma ritenuta in sede di merito. Di conseguenza la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente alla determinazione della pena e la causa rinviata ad altra Sezione della Corte di appello di Milano per nuovo giudizio sul punto (determinazione della pena). La condanna sostanziale è stata quindi riqualificata ma mantenuta come rivelazione di segreto d'ufficio.

Norme richiamate

  • art. 326 cod. pen., comma 1

    Punisce la rivelazione di notizie d'ufficio destinate a rimanere segrete: la mera comunicazione, da parte di un componente di una commissione esaminatrice, delle tracce o delle domande d'esame a concorrenti esclusi dagli altri integra questa fattispecie quando avvenga in violazione dei doveri d'ufficio.

  • art. 326 cod. pen., comma 3

    Attiene all'utilizzazione illegittima delle notizie d'ufficio a scopo di profitto (patrimoniale o non patrimoniale): punisce lo sfruttamento del contenuto economico o morale delle informazioni segrete. Non richiede necessariamente la rivelazione, e può concorrere con la rivelazione se questa è avvenuta.

Massime di principio

  • La comunicazione anticipata di tracce o domande d'esame da parte di un commissario integra, ordinariamente, il reato di rivelazione di segreto d'ufficio (art.326, comma 1).
  • L'utilizzo del contenuto segreto a scopo di profitto (anche se non accompagnato da estesa rivelazione) è disciplinato dal comma 3 dell'art.326; se si verificano entrambi gli elementi può configurarsi concorso di reati.
  • L'ottenimento di un posto di lavoro a tempo indeterminato costituisce un'utilità valutabile economicamente e può essere qualificata come vantaggio di natura patrimoniale ai fini dell'art.326, comma 3.
  • La circostanza che la candidata avesse superato altre prove non esclude la rilevanza penale della rivelazione o dell'alterazione del procedimento di scelta dell'amministrazione: ciò che conta è l'alterazione del corretto processo di formazione della volontà amministrativa.
  • In sede di impugnazione la Corte di legittimità può riqualificare i fatti rispetto alla normativa applicata dai giudici di merito; la riqualificazione può comportare l'annullamento parziale della sentenza (es. limitatamente alla determinazione della pena) e il rinvio per nuovo giudizio su quel punto.
  • Per difendersi in casi simili conviene valutare sia l'elemento soggettivo (intento di favorire a favore di profitto) sia l'elemento oggettivo (se c'è stata mera rivelazione o anche utilizzazione), perché la qualificazione influisce su pena e conseguenze processuali.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.