Sentenza del 17/12/2018 n. 8983 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
IVA - Spa prevalente capitale pubblico - Gestione rete idrica - Comuni convenzionati - Mutui CDP in essere - Spa prevalente capitale pubblico - Divieto subentro - Rate ammortamento mutui - Rimborso somme denaro - Puntuale erogazione Comuni - Assimilazione accollo interno - Rileva - Prestazione fare Comuni - Esclusione - Cessione denaro - Sussiste - Assoggettabilità IVA - Esclusione - Illegittimità ricupero IVA - Consegue
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa pretesa fiscale è stata ritenuta illegittima. Le somme rimborsate dalla Spa ai Comuni non erano soggette a IVA, perché non costituivano il corrispettivo di una prestazione di servizi, ma il rimborso di oneri finanziari relativi a mutui rimasti formalmente a carico dei Comuni. Ne consegue l'illegittimità del recupero dell'IVA effettuato dall'Amministrazione finanziaria.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguardava il trattamento IVA delle somme corrisposte dalla Spa ai Comuni per rimborsare le rate di ammortamento dei mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti per gli impianti utilizzati nella gestione del servizio idrico. Poiché la Spa non poteva subentrare nei mutui intestati ai Comuni, il rimborso è stato qualificato come accollo interno o meccanismo finanziario equivalente, non come corrispettivo per una prestazione di fare resa dai Comuni. Di conseguenza, si trattava di una mera movimentazione o cessione di denaro, estranea al campo di applicazione dell'IVA.
Norme richiamate
Art. 153, comma 2, D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152
La disposizione è richiamata nel contesto della gestione del servizio idrico integrato e dei rapporti tra gestore e Comuni, inclusi gli oneri relativi alle infrastrutture e ai finanziamenti connessi al servizio.
Art. 2, comma 3, D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633
La norma consente di escludere dall'ambito IVA le cessioni di denaro e le operazioni che non costituiscono cessioni di beni o prestazioni di servizi. Il rimborso di somme o l'accollo interno, in assenza di una prestazione autonoma resa dal beneficiario, non integra un'operazione imponibile.
Massime di principio
- Un pagamento è soggetto a IVA solo se rappresenta il corrispettivo di una cessione di beni o di una prestazione di servizi individuabile; il semplice trasferimento o rimborso di denaro non è sufficiente.
- Quando un soggetto rimborsa a un altro rate di mutuo o altri oneri finanziari che restano formalmente intestati al secondo soggetto, occorre verificare se il pagamento remuneri una prestazione oppure costituisca soltanto un regolamento finanziario interno.
- L'accollo interno di un debito, in assenza di una specifica prestazione resa dal soggetto accollato, non costituisce normalmente una prestazione di servizi ai fini IVA.
- Per stabilire l'imponibilità IVA conta la sostanza economica dell'operazione: se le somme coprono esclusivamente costi o debiti riferibili a beni o infrastrutture utilizzati dal soggetto erogante, senza un servizio autonomo del destinatario, può configurarsi un rimborso non imponibile.
- La qualificazione deve comunque essere verificata sulla base dei contratti, delle convenzioni, della contabilità e dell'effettiva funzione delle somme, distinguendo i meri rimborsi dai corrispettivi, dai contributi direttamente collegati a una prestazione o dai riaddebiti imponibili.
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