Cassazione Penale, Sentenza n. 36097/2024 del 26/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che ha rigettato la richiesta di affidamento in prova al servizio sociale per l'esecuzione di residuo pena (5 anni, 6 mesi e 12 giorni). Il ricorrente deduce violazione dell'art. 47 Ord. pen. e vizio di motivazione: il Tribunale avrebbe valorizzato prevalente mente precedenti penali risalenti nel tempo e la gravità dei reati anziché valutare compiutamente la condotta attuale e i risultati del trattamento. La difesa ha evidenziato la positiva relazione dell'equipe (28/02/2024), l'assenza di nuove denunce, l'età del condannato (ultrasessantacinquenne), la documentazione sulle condizioni di salute della moglie e la proposta lavorativa del figlio valutata fattibile dall'equipe, sostenendo che il diniego è motivato in modo contraddittorio, apparente e manifestamente illogico.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio per un nuovo esame della richiesta di affidamento in prova. La Corte ha rilevato che la motivazione del Tribunale era insufficiente e imperniata su un'eccessiva valorizzazione del passato criminale, senza adeguata considerazione dei comportamenti attuali, dei risultati dell'osservazione della personalità e degli elementi positivi indicati nelle relazioni dell'equipe. Il giudice di rinvio dovrà rivalutare l'istanza conformemente ai principi di diritto richiamati (esame dettagliato dei risultati del trattamento, considerazione degli elementi positivi e non esclusivo rilievo dei precedenti). La Corte non ha deciso direttamente l'accoglimento dell'affidamento, ma ha ordinato un nuovo e motivato esame.
Norme richiamate
art. 47 Ord. pen.
La norma sull'affidamento in prova richiede un giudizio prognostico fondato sull'esame della personalità e sui risultati del trattamento; la motivazione del diniego deve considerare compiutamente gli elementi attuali e non limitarsi a valorizzare solo i precedenti penali
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Richiamata per delimitare i termini del ricorso per cassazione (sintesi del motivo entro i limiti previsti);qui usata per la formulazione del motivo da parte del difensore
Principio di gradualità del trattamento
Principio di diritto penitenziario richiamato dalla Corte: le misure alternative devono essere valutate progressivamente in relazione ai risultati del trattamento e alla situazione attuale del condannato; tuttavia non può essere usato come giustificazione generica per escludere la misura alternativa se le relazioni indicano risultati positivi
Massime di principio
- Il rigetto di una richiesta di affidamento in prova non può basarsi solo su precedenti penali o sulla gravità del reato: il giudice deve motivare il giudizio prognostico con riferimento ai risultati dell'osservazione della personalità e agli elementi di fatto attuali
- Le relazioni dell'equipe di osservazione (servizio sociale/psicologi) hanno valore decisivo: il giudice deve esaminare e motivare puntualmente eventuali divergenze rispetto alle loro indicazioni
- Elementi personali e contingenti (età, assenza di nuove pendenze, condizioni familiari che richiedono assistenza, proposte lavorative concrete) vanno valutati come fattori positivi nella prognosi di socializzazione e riduzione del rischio di recidiva
- La motivazione del provvedimento deve essere completa e non contraddittoria: se emergono progressi nel trattamento, il diniego richiede specifiche ragioni e non dichiarazioni generiche sul passato
- In presenza di documentazione aggiornata e relazioni favorevoli o non contrarie all'affidamento, il giudice deve, prima di decidere negativamente, eventualmente richiedere approfondimenti specifici; in mancanza di adeguata motivazione il provvedimento è annullabile e la questione va riesaminata
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