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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25554/2023 del 13/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava il decreto di sequestro preventivo delle quote della Gama s.r.l. e del ramo di azienda (Hotel City Parma). Il ricorrente eccepiva che la Gama s.r.l. era terzo di buona fede, che non vi erano collegamenti tra la società e gli indagati e che il sequestro, finalizzato alla confisca per equivalente, mancava di motivazione in ordine al "fumus boni iuris" e al "periculum in mora"; contestava altresì la mancanza di adeguata motivazione circa la titolarità del bene in capo alla Gama s.r.l.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Primo, il ricorso proposto dal Della Corte in proprio è inammissibile perché il ramo d'azienda sequestrato è intestato alla Gama s.r.l. e il socio non ha poteri di rappresentanza della società di capitali. Secondo, il ricorso in rappresentanza della Gama s.r.l. è inammissibile perché il Della Corte si era qualificato come "ex" legale rappresentante, dunque al momento della proposizione del ricorso non aveva più il potere di rappresentare la società. Per l'inammissibilità il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 1516, comma 1, cod. proc. pen., al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma richiamata come fondamento per la conferma del decreto di sequestro da parte del Tribunale del riesame; disciplina il riesame delle misure cautelari emesse dal giudice per le indagini preliminari

  • art. 1516, comma 1, cod. proc. pen.

    Consente la condanna del ricorrente al versamento di una somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso; applicata per determinare l'importo di euro 3.000,00

Massime di principio

  • Il socio di una società di capitali non ha, di per sé, potere di rappresentanza processuale della società: solo gli amministratori (o chi risulta legittimato) possono impugnare provvedimenti che incidono sui beni sociali.
  • Chi agisce in rappresentanza di una società deve avere al momento della proposizione dell'impugnazione il potere di rappresentanza: la qualità di "ex" legale rappresentante rende il ricorso inammissibile se non vi è valida procura o autorizzazione.
  • Il terzo che dichiara di essere un "terzo di buona fede" contro un sequestro preventivo può, in via principale, dimostrare la titolarità del bene e l'assenza di concorso nei reati contestati; non sempre è ammesso ad impugnare pienamente il fumus e il periculum della misura cautelare.
  • Il sequestro di un ramo d'azienda collegato a reati (es. bancarotta fraudolenta patrimoniale) è ritenuto legittimo se il giudice ritiene sussistente un nesso tra il bene e l'illecito e la misura mira a impedire il compimento di ulteriori reati o l'aggravamento delle conseguenze.
  • La mancata osservanza delle regole processuali relative alla legittimazione e alla procura può comportare l'inammissibilità del ricorso con conseguente condanna alle spese e applicazione di sanzioni previste (es. somme alla Cassa delle ammende).

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