Cassazione Penale, Sentenza n. 41614/2022 del 04/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza di applicazione della pena su richiesta (art. 444 c.p.p.) per reati connessi agli stupefacenti (violazione artt. 74, co. 6 e 73, co. 5 D.P.R. 309/1990). Le censure principali riguardano: omessa verifica e motivazione sulla corretta qualificazione giuridica dei fatti; mancata specificazione e motivazione degli aumenti per continuazione (secondo i principi delle Sezioni Unite, sent. Pizzone); mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. e omissione della prova circa la destinazione della droga allo spaccio e non al consumo personale; mancanza di motivazione e identificazione della confisca degli oggetti sottoposti a sequestro.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti da Arianna Di Benedetto, Lucia Francavilla, Sebastian Haiduc, Dalila Di Benedetto e Sabato Di Benedetto, con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria per tali ricorrenti. Ha invece parzialmente accolto i ricorsi di Daniele Di Benedetto e Filomena Sessa limitatamente alla misura ablativa della confisca: la disposizione di confisca è stata annullata per carenza di motivazione e per omessa indicazione degli oggetti sottoposti a provvedimento ablativo, e la questione è stata rinviata al Tribunale di Salerno per nuovo esame. Sui restanti profili (qualificazione giuridica, art. 129 c.p.p., specificazione degli aumenti per continuazione) le censure sono state ritenute aspecifiche o infondate, anche perché il rito speciale (patteggiamento) limita l'applicabilità del criterio imposto dalla sentenza Pizzone in ordine alla dettagliata motivazione dei singoli aumenti.
Norme richiamate
art. 444 cod. proc. pen.
Norma del rito speciale che consente l'applicazione della pena su richiesta (patteggiamento); la Corte osserva che l'accordo sul quantum di pena limita l'applicabilità del principio imposto dalle Sezioni Unite (Pizzone) relativo alla motivazione analitica degli aumenti per reato continuato
D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, artt. 74, co. 6 e 73, co. 5
Norme del testo unico sugli stupefacenti cui sono ascritti i fatti oggetto del patteggiamento (illeciti concernenti detenzione e spaccio di droga)
art. 129 cod. proc. pen.
I ricorrenti lamentavano la mancata applicazione della norma; la Corte però ha ritenuto le doglianze in ordine all'art. 129 aspecifiche e non idonee a fondare l'annullamento
Sez. U. n. 47127 del 24/06/2021 (Pizzone)
"In tema di reato continuato, il giudice, nel determinare la pena complessiva, oltre ad individuare il reato più grave e stabilire la pena base, deve anche calcolare e motivare l'aumento di pena in modo distinto per ciascuno dei reati satellite. (...)"
La Corte ricorda il principio Pizzone ma osserva che esso non è ontologicamente compatibile con il rito speciale della pena su richiesta, poiché nel patteggiamento il quantum della pena risulta concordato e il controllo del giudice riguarda l'accoglibilità dell'accordo piuttosto che un'analitica ricostruzione degli aumenti
art. 81 cod. pen.
Richiamato quale limite al cumulo/proporzione delle pene in caso di reati plurimi/continuati; la giurisprudenza Pizzone mira a verificare il rispetto di tali limiti, ma il controllo è modulato nel rito speciale
art. 616 cod. proc. pen.
Norma richiamata in relazione alla valutazione circa l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; la Corte ritenuta non sussistente colpa imputabile alle difese nella formulazione dei ricorsi inammissibili
Corte Costituzionale, sent. n. 186 del 13 giugno 2000
Citata in rapporto all'assenza di colpa nell'inammissibilità del ricorso e agli effetti sanzionatori connessi
Massime di principio
- Le impugnazioni contro sentenze di applicazione della pena su richiesta (patteggiamento) devono essere specifiche: doglianze generiche sulla qualificazione giuridica o sull'applicazione di norme processuali (es. art. 129 c.p.p.) sono spesso dichiarate inammissibili o infondate.
- Il principio delle Sezioni Unite (Pizzone) che richiede motivazione distinta e analitica degli aumenti per reati satellite trova limite nel rito speciale: quando il quantum della pena è frutto di accordo tra P.M. e imputato, il controllo giudiziale non richiede sempre la medesima dettagliata ricostruzione prevista per il giudizio ordinario.
- La confisca deve essere motivata e deve indicare chiaramente gli oggetti sottoposti a provvedimento ablativo e i presupposti che ne giustificano l'adozione; la mancanza di tale specificazione costituisce motivo fondato di annullamento e rinvio.
- Per ottenere l'annullamento parziale di una sentenza di patteggiamento occorre individuare vizi concreti e specifici (es. errore nel calcolo dell'accordo, carenza di motivazione su profili essenziali, mancanza di individuazione degli effetti ablativi); mere asserzioni o rimandi generici alla giurisprudenza sono insufficienti.
- Quando un ricorso è dichiarato inammissibile senza colpa della difesa, la Corte può applicare sanzioni pecuniarie ai ricorrenti ai sensi della normativa processuale; le difese devono, pertanto, curare la forma e la motivazione del ricorso in Cassazione.
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