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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30413/2025 del 08/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione del sequestro preventivo finalizzato alla confisca (art. 321, comma 2 c.p.p. e art. 240 c.p.) per carenza o invalidità della motivazione sul "periculum in mora". Il ricorso deduce che il Tribunale del riesame ha fondato il pericolo solo sul fumus (gravità indiziaria), omettendo di considerare la capienza patrimoniale della società e l'assenza di atti distrattivi, e che la motivazione è incoerente e priva dei requisiti minimi di completezza, coerenza e ragionevolezza

La decisione

Il ricorso è stato ritenuto fondato. Il giudice ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale del riesame di Napoli per un nuovo esame, con particolare riguardo alla sussistenza del pericolo in mora. La Corte ha puntualizzato che il controllo di legittimità ex art. 325 c.p.p. è ammesso per violazione di legge, comprensiva di vizi motivazionali così gravi da rendere incomprensibile l'itinerario logico del giudice, e ha richiamato l'obbligo di motivare specificamente il periculum indicando gli elementi concreti che giustificano l'anticipazione dell'effetto ablativo

Norme richiamate

  • d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, convertito dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176, art. 23, comma 8

    La richiesta di trattazione orale, una volta avanzata, va considerata irripetibile e la trattazione orale non può essere revocata per rispettare i termini previsti dalla norma relativa alle forme alternative di trattazione

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Il sindacato di legittimità sulle misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge, comprendendo anche "errori in iudicando/in procedendo" e vizi motivazionali tanto gravi da rendere la motivazione incomprensibile o priva dei requisiti minimi

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca richiede una motivazione concisa anche del periculum in mora, collegandolo alle ragioni che giustificano l'anticipazione dell'effetto ablativo

  • art. 240 cod. pen.

    Norma sostanziale sulla confisca rispetto alla quale il sequestro preventivo può essere disposto come strumento cautelare propedeutico

  • Sez. U, n. 36959 del 24/06/2021 (Ellade) e altre pronunce di Sezioni Unite

    Occorre motivare il periculum in mora indicando elementi specifici che mostrino il rischio che il bene possa essere modificato, disperso, deteriorato, utilizzato o alienato; solo in alcuni casi (beni la cui detenzione o alienazione è di per sé reato) la motivazione può limitarsi all'appartenenza del bene al novero dei confiscabili

  • Sez. U, n. 25932 del 26/06/2008 (Ivanov) e giurisprudenza consolidata

    Chiarimenti sul perimetro del controllo di legittimità e sulla possibile natura dei vizi rilevabili (anche vizi logico-motivazionali gravi) nell'ambito del riesame delle misure cautelari reali

Massime di principio

  • Il periculum in mora per il sequestro preventivo deve essere motivato con elementi concreti e specifici (rischio di dispersione, alterazione, uso o alienazione del bene) e non può fondarsi unicamente sulla gravità indiziaria
  • La capienza patrimoniale dell'imputato e l'assenza di atti distrattivi sono elementi rilevanti e attenuanti nella valutazione del pericolo di pregiudizio dell'efficacia della confisca
  • Il controllo di legittimità ex art. 325 c.p.p. consente di censurare non solo violazioni di legge formali ma anche vizi motivazionali così radicali da rendere incomprensibile il ragionamento del giudice
  • Nel sequestro di cose la cui detenzione o alienazione costituisce di per sé reato la motivazione può limitarsi all'appartenenza del bene ai beni confiscabili, ma per gli altri casi è necessaria una motivazione specifica sul periculum
  • La richiesta di trattazione orale prevista dall'art. 23, comma 8, d.l. 137/2020, una volta avanzata, deve considerarsi irrevocabile per evitare dilazioni incompatibili con i termini e con il diritto alla ragionevole durata del processo

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