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Sentenza

Sentenza n. 1067/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202501064

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Bergamo che aveva riconosciuto il diritto alla carta docente per gli anni scolastici 2018/19, 2019/20 e 2020/21

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio ai sensi degli artt. 112 e seguenti c.p.a. per ottenere l’ottemperanza alla sentenza n. 347/2023 del Tribunale di Bergamo, notificata all’Amministrazione il 12 aprile 2025. La sentenza del giudice del lavoro aveva accertato il diritto della docente a ottenere la carta docente, o altro beneficio equipollente, per tre anni scolastici, nella misura di euro 500,00 per ciascun anno, entro i limiti della prescrizione quinquennale. Il Ministero si è costituito e, nel corso del giudizio, ha documentato che il 13 febbraio 2026 Sogei S.p.A. aveva accreditato nel borsellino elettronico della docente l’importo riconosciuto. La ricorrente ha confermato l’avvenuto adempimento, insistendo tuttavia per la rifusione delle spese in applicazione della soccombenza virtuale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che la pretesa azionata in ottemperanza era stata integralmente soddisfatta in sede amministrativa, sicché non residuava una controversia sulla quale pronunciarsi ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a. Il Collegio ha tuttavia ritenuto fondata la domanda originaria, poiché l’adempimento era intervenuto tardivamente e solo dopo la proposizione del ricorso. In applicazione del principio della soccombenza virtuale, il Ministero è stato condannato a rifondere le spese processuali, liquidate in euro 400,00 oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari. La motivazione considera anche il comportamento collaborativo successivo dell’Amministrazione e l’intervallo temporale intercorso tra la sentenza del giudice del lavoro, la sua notifica, la notifica del ricorso per ottemperanza e l’adempimento; viene inoltre valorizzata la serialità dei ricorsi analoghi ai fini della riduzione proporzionale del compenso professionale.

Norme richiamate

  • artt. 112 e seguenti c.p.a.

    Disciplinano il giudizio di ottemperanza, promosso per ottenere l’esecuzione delle decisioni giurisdizionali.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Il giudice non deve pronunciarsi sul merito dell’oggetto della controversia quando, nel corso del giudizio, la pretesa risulta integralmente soddisfatta, con conseguente dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Quando l’amministrazione adempie integralmente alla decisione giurisdizionale nel corso del giudizio di ottemperanza, la domanda deve essere dichiarata improcedibile per cessazione della materia del contendere, non residuando un oggetto sul quale il giudice debba pronunciarsi.
  • L’adempimento tardivo dell’amministrazione, intervenuto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, consente di valutare la soccombenza virtuale ai fini della regolazione delle spese, anche se la materia del contendere è cessata.
  • Nella regolazione delle spese per soccombenza virtuale possono essere considerate sia la fondatezza originaria della pretesa sia il successivo comportamento collaborativo dell’amministrazione e il tempo intercorso tra la formazione del titolo, la sua notificazione e l’adempimento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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