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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13759/2023 del 31/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Velletri che, quale giudice dell'esecuzione, ha riconosciuto il vincolo della continuazione tra più reati e, nel determinare la pena complessiva, ha fissato la pena a 7 anni e 6 mesi di reclusione e 3.000 euro di multa. Il Procuratore ha dedotto erronea applicazione di legge ai fini del trattamento sanzionatorio, osservando che la pena concretamente determinata è superiore al risultato del cumulo materiale delle condanne considerate (pari a 5 anni), in violazione dell'art. 671 comma 2 c.p.p. e del criterio del favor rei applicabile al riconoscimento del medesimo disegno criminoso.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, rilevando che il giudice dell'esecuzione si è discostato dal criterio del favor rei prevista dall'art. 81 comma 2 c.p. e dalle norme applicabili in fase esecutiva, avendo determinato una pena complessiva superiore al cumulo materiale senza fornire la ricostruzione dettagliata degli aumenti relativi ai reati "satellite". L'ordinanza è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Velletri per un nuovo giudizio sulla determinazione della pena.

Norme richiamate

  • art. 81 comma 2 cod.pen.

    La Corte richiama il principio del favor rei relativo al riconoscimento del medesimo disegno criminoso: nella determinazione della pena complessiva si deve tener conto del criterio più favorevole all'imputato, evitando che la pena risultante sia superiore a quanto previsto per i singoli reati considerati.

  • art. 671 comma 2 cod.proc.pen.

    Secondo la Corte la disposizione impone che la pena concretamente determinata in esecuzione, a seguito del riconoscimento della continuazione, non può essere superiore alla somma algebrica delle pene inflitte con le singole sentenze; l'inosservanza di tale limite legale implica annullamento e rinvio.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione (medesimo disegno criminoso) impone l'applicazione del criterio del favor rei: la pena complessiva deve essere determinata in modo da non risultare più gravosa rispetto al cumulo materiale delle pene individuali, salvo che la legge disponga diversamente.
  • In fase di esecuzione il giudice deve motivare analiticamente la composizione della pena complessiva, esplicitando gli aumenti applicati per i reati "satellite" e come essi si conciliano con il principio di non superare il cumulo materiale previsto dall'art. 671 c.p.p.
  • Se la pena fissata dall'autorità esecutiva risulta superiore al risultato del cumulo materiale o comunque eccede il limite stabilito dalle norme, il Pubblico Ministero può proporre ricorso per cassazione per violazione di legge e la Corte annullerà e rinvierà per un nuovo calcolo.
  • Per evitare l'annullamento è buona prassi che il giudice dell'esecuzione riporti il calcolo comparativo tra cumulo materiale e cumulo per continuazione, illustrando la scelta motivazionale e il rispetto del favor rei.
  • La parte soccombente nella determinazione della pena può ottenere l'annullamento se manca trasparenza nel conteggio delle pene e nella descrizione degli aumenti; pertanto la chiarezza del provvedimento è essenziale per la sua tenuta in sede di legittimità.

Testo integrale

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