Ordinanza n. 2247/2026 - Roma, Sezione 4
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, (i) della delibera AGCOM n. -OMISSIS-, notificata in data 3 febbraio 2026 adottata a conclusione del procedimento n. -OMISSIS-; (ii) e, ove occorrer possa, di tutti gli atti e provvedimenti presupposti, connessi e consequenziali, ancorché non conosciuti, tra cui il provvedimento di contestazione n-OMISSIS- – PROC. -OMISSIS- e in parte qua le Linee Guida AGCOM approvate con Delibera n. -OMISSIS- in data 28 aprile 2015.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: delibera AGCOM sanzionatoria, adottata a conclusione di un procedimento e notificata il 3 febbraio 2026, nonché gli atti presupposti e le Linee Guida AGCOM richiamate
Esito
Favorevole al ricorrente (impresa sanzionata)
Prevale il privato
La controversia
L’impresa ha impugnato la delibera sanzionatoria dell’AGCOM, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, nonché degli atti presupposti, incluso il provvedimento di contestazione e, per quanto occorrer possa, le Linee Guida AGCOM del 28 aprile 2015. In sede cautelare il profilo ritenuto meritevole di approfondimento riguarda l’esatta determinazione della sanzione: l’Autorità avrebbe posto a fondamento del trattamento sanzionatorio anche la vendita di ulteriori 190 eventi, senza dimostrare adeguatamente che tali eventi fossero stati effettivamente pagati dagli utenti. La documentazione relativa agli “Id order” dimostrerebbe soltanto l’inserimento di ordini sulla piattaforma Viagogo, ma non l’effettivo pagamento, anche perché non sarebbe stato riscontrato l’“ID pagamento” nei confronti dell’impresa.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda cautelare, ravvisando un fumus boni iuris almeno con riguardo alla corretta quantificazione della sanzione. In particolare, ha ritenuto che la raccolta delle evidenze relative agli “Id order” non provi necessariamente l’effettiva vendita o il pagamento degli ulteriori 190 eventi, poiché gli ordini avrebbero potuto rimanere inevasi e non risultava individuato il corrispondente “ID pagamento”. Il Collegio ha inoltre considerato l’elevato ammontare della sanzione e, all’esito della comparazione degli interessi contrapposti, ha sospeso il provvedimento impugnato subordinatamente alla prestazione, entro trenta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza, di una cauzione in favore dell’AGCOM mediante fideiussione bancaria o polizza assicurativa, per un importo pari alla sanzione e con validità fino alla definizione del giudizio. L’originale della garanzia dovrà essere notificato all’AGCOM e una copia depositata nel giudizio. Il merito è stato fissato per l’udienza pubblica del 16 settembre 2026. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare nel processo amministrativo.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base per disporre l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle parti.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati, a fondamento dell’oscuramento delle generalità.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata per disporre l’oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- In sede cautelare, il fumus boni iuris può sussistere quando la quantificazione di una sanzione amministrativa si fondi su dati che dimostrano soltanto l’inserimento di ordini o altre operazioni preliminari, senza provare l’effettiva conclusione delle vendite o l’avvenuto pagamento.
- La sospensione cautelare di una sanzione amministrativa di elevato importo può essere subordinata alla prestazione di una cauzione pari all’ammontare della sanzione, mediante fideiussione bancaria o polizza assicurativa valida fino alla definizione del giudizio, quale misura di bilanciamento degli interessi contrapposti.
Come è indicizzato
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