Sentenza del 17/04/2018 n. 1729 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Prescrizione - Termini - Atti interruttivi - Pignoramenti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguardava la prescrizione dei crediti indicati, tra cui IRPEF e IVA, nonché dei relativi interessi e sanzioni. È stato esaminato l'effetto interruttivo di un pignoramento mobiliare: tale atto è idoneo a interrompere la prescrizione, ma, se non viene dimostrata la prosecuzione del processo esecutivo mediante vendita, assegnazione o altri atti successivi, l'effetto resta istantaneo. Di conseguenza, il nuovo termine prescrizionale decorre immediatamente dall'atto di pignoramento.
La decisione
La decisione afferma che i crediti erariali e comunitari, come IRPEF e IVA, sono soggetti al termine ordinario decennale di prescrizione, mentre interessi e sanzioni si prescrivono in cinque anni. Il pignoramento mobiliare interrompe la prescrizione, ma non la sospende indefinitamente: in mancanza di prova della prosecuzione dell'esecuzione, il termine ricomincia a decorrere subito dopo il pignoramento. La pretesa può quindi risultare prescritta se, decorso il rispettivo termine decennale o quinquennale, non sono stati compiuti ulteriori atti interruttivi validi.
Norme richiamate
Codice civile, art. 2946
La prescrizione ordinaria si compie con il decorso di dieci anni.
I crediti erariali e comunitari aventi natura principale, come IRPEF e IVA, sono soggetti al termine ordinario decennale, salvo specifiche disposizioni diverse.
Codice civile, art. 2948
Si prescrivono in cinque anni gli interessi e, in generale, tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi.
Gli interessi e, secondo l'orientamento richiamato, le sanzioni si prescrivono nel termine quinquennale.
Codice civile, art. 2943
La prescrizione è interrotta dalla notificazione dell'atto con il quale si inizia un giudizio, sia questo di cognizione ovvero conservativo o esecutivo.
Il pignoramento, quale atto dell'esecuzione forzata, è idoneo a interrompere la prescrizione.
Codice civile, art. 2945
Per effetto dell'interruzione si inizia un nuovo periodo di prescrizione.
Se l'atto interruttivo non è seguito dalla prosecuzione del processo esecutivo, l'interruzione produce un effetto istantaneo e il nuovo termine decorre immediatamente.
Massime di principio
- Per verificare la prescrizione occorre distinguere il credito principale, normalmente soggetto al termine decennale, da interessi e sanzioni, normalmente soggetti al termine quinquennale.
- Un pignoramento è un atto interruttivo valido, ma non mantiene indefinitamente interrotta la prescrizione: occorre verificare se l'esecuzione sia proseguita con atti concretamente idonei, come vendita o assegnazione.
- In assenza di prova della prosecuzione dell'esecuzione, il nuovo termine prescrizionale decorre dalla data del pignoramento e deve essere calcolato separatamente per capitale, interessi e sanzioni.
- Chi eccepisce la prescrizione deve ricostruire cronologicamente tutti gli atti notificati e verificarne la validità e l'effettiva idoneità interruttiva.
- La presenza di un atto esecutivo non esclude automaticamente la prescrizione: rilevano anche la natura del credito, la durata del termine applicabile e l'eventuale compimento di successivi atti interruttivi.
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