Sentenza n. 274/2026 - Salerno, Sezione 1
per l'annullamento PREVIA IDONEA MISURA CAUTELARE del provvedimento del Comune di Ascea, Settore Segreteria - Affari Legali, prot. n. 13522 del 04.11.2025, comunicato a mezzo PEC in pari data, avente ad oggetto “RICHIESTA AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA AI SENSI DELL'ART. 146 DEL D.LGVO 42/04”, per l'intervento di “REALIZZAZIONE DI UNA STRUTTURA ALBERGHIERA” in località Spirito Santo, su aree censite in catasto al Foglio 46, p.lle 1568 e 1671;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: atto comunale di comunicazione dell’avvio del procedimento per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica e di trasmissione alla Soprintendenza del parere preliminare contrario della Commissione locale per il paesaggio
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione paesaggistica)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa misura cautelare, l’atto comunale del 4 novembre 2025 relativo alla domanda di autorizzazione paesaggistica presentata ai sensi dell’art. 146 del d.lgs. 42/2004 per la realizzazione di una struttura alberghiera. L’atto comunicava l’avvio del procedimento e l’avvenuta trasmissione alla Soprintendenza della documentazione, corredata dalla relazione tecnica e dalla proposta di provvedimento, unitamente al parere preliminare contrario espresso dalla Commissione locale per il paesaggio. Dal testo non risultano ulteriori motivi di illegittimità specificamente articolati.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse. Ha qualificato l’atto impugnato come atto endoprocedimentale, adottato nell’ambito del procedimento di autorizzazione paesaggistica e imposto dall’art. 146, comma 7, del d.lgs. 42/2004. La comunicazione di avvio del procedimento e di trasmissione degli atti alla Soprintendenza non produce una lesione immediata e attuale della posizione giuridica della società e, pertanto, non è autonomamente impugnabile. Il giudizio è stato definito con sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., nella camera di consiglio fissata per la domanda cautelare, previo avviso alle parti. Nulla per le spese, poiché le amministrazioni intimate non si sono costituite.
Norme richiamate
art. 146, comma 7, d.lgs. 42/2004
Ricevuta l'istanza dell'interessato, l'amministrazione competente trasmette al Soprintendente la documentazione presentata, accompagnandola con una relazione tecnica illustrativa, nonché con una proposta di provvedimento, e dà comunicazione all'interessato dell'inizio del procedimento e dell'avvenuta trasmissione degli atti al Soprintendente.
La comunicazione dell’avvio del procedimento e della trasmissione degli atti alla Soprintendenza costituisce adempimento endoprocedimentale previsto dalla norma e non determina, di per sé, una lesione immediata impugnabile.
art. 60 c.p.a.
Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata nella camera di consiglio fissata per la domanda cautelare, previo rituale avviso alle parti, quando il ricorso è manifestamente inammissibile.
Massime di principio
- La comunicazione di avvio del procedimento per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica e dell’avvenuta trasmissione degli atti alla Soprintendenza, prevista dall’art. 146, comma 7, del d.lgs. 42/2004, ha natura endoprocedimentale e non è autonomamente impugnabile in assenza di una lesione immediata e attuale.
- Un atto endoprocedimentale privo di autonoma lesività non integra un interesse concreto e attuale all’impugnazione; il ricorso proposto contro tale atto deve essere dichiarato inammissibile per carenza di interesse.
- Quando l’inammissibilità del ricorso è manifesta, il giudice amministrativo può definire il giudizio con sentenza in forma semplificata nella camera di consiglio fissata per l’esame della domanda cautelare, se le parti sono state previamente avvisate.
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